Nella miniserie in due puntate Leopardi – il poeta dell’infinito, il protagonista non ha la gobba perché il regista Sergio Rubini ha voluto raccontarne il pensiero andando oltre i luoghi comuni e perché non voleva che la sua poetica fosse associata alla sua condizione fisica. Rubini ha sottolineato inoltre che questa associazione faceva arrabbiare molto lo stesso Leopardi. Un’altra ragione è che Rubini ha voluto dare un’immagine diversa e inedita del poeta, più vitale e meno pessimista. Nella fiction quindi, il Leopardi interpretato da Leonardo Maltese ha la gobba solo verso la fine, come se fosse una malattia che lo conduce alla morte.
A Repubblica, Rubini ha spiegato
“Sono proprio partito da questa idea. Che l’eredità lasciataci da questo grande poeta e intellettuale si riducesse alla gobba mi sembrava veramente limitativo, e anche a coloro che ritengono che la gobba sia la ragione della sua poetica, sento di dire che proprio questo mandava in bestia Leopardi. Del resto, appare come una teoria di lombrosiana memoria, come se ci portassimo nel corpo la nostra eredità. Sono del parere, invece, che le idee siano frutto della materia cerebrale, del contesto sociale, dell’applicazione, di ciò che siamo, di come ci relazioniamo con gli altri e, dunque, della gobba si poteva fare a meno per più ragioni. Abbiamo voluto raccontare il pensiero, andando oltre i luoghi comuni: il pessimismo, la malinconia, la fragilità”

In un’intervista al Corriere della Sera invece, Rubini aggiunge che la gobba si vede solo nel finale della miniserie:
“In punto di morte, come se la gobba fosse un tumore, la cosa che lo fa morire. Che ci lasci questo in eredità, quasi fosse un fumetto, è una sconfitta per tutti. La sua poetica non è frutto della sua fisicità. Io faccio i miei film perché ho un grande naso?”
La necessità di mostrare Leopardi al di fuori di certi schemi,per Rubini, rispecchia la volontà di mostrare Leopardi da un punto di vista nuovo “togliendogli quella patina presepiale da figurina con la gobba, per restituire l’opera di un ingegno di cui siamo tutti fieri, un’icona pop eternamente giovane”
Come riporta Avvenire, la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, ha sottolineato che Leopardi – il poeta dell’infinito non vuole essere una serie fedele alla realtà dei fatti. “ma riporta in vita un personaggio modernissimo, in qualche modo un trasgressore”
Negli anni infatti, le teorie sulla gobba di Leopardi e in generale sulle sue condizioni di salute, si sono susseguite, ipotizzando anche un problema di natura psicologica.
