Vent’anni dopo aver posato per l’ultima volta la chitarra di Phoebe Buffay, Lisa Kudrow continua a incassare assegni che farebbero invidia a qualunque star di Hollywood nel pieno della carriera. Nonostante Friends si sia infatti concluso nel lontano 2004, l’attrice e i suoi colleghi percepiscono tutt’ora circa 20 milioni di dollari all’anno ciascuno grazie al meccanismo dei “residuals”, ovvero i diritti d’autore sulle repliche della serie (ma lo stesso si applica nel campo cinematografico, naturalmente). Intervistata da The Times UK, la comica, in onda ora su HBO Max con la comedy The Comeback, ha scherzato al riguardo
“Faccio 20 milioni l’anno grazie a Phoebe? Per forza, lei era ed è pazzesca!”
Battute a parte, gli incredibili guadagni di Kudrow sono solo l’esito finale di una complessa e affascinante meccanica tipica dell’industria dell’entertainment statunitense; questo incredibile flusso di denaro non deriva infatti da un semplice automatismo legato al successo della sitcom, ma è il risultato finale di una struttura contrattuale complessa che trasforma ogni singola messa in onda di un determinato prodotto, in un guadagno costante e sicuro.

Come ci spiega un esaustivo articolo di Marketplace, dedicato proprio all’esperienza specifica di Kudrow, il calcolo dei residuals si basa infatti su un tetto massimo, che per Friends era fissato a circa 2.500 dollari per episodio: se un episodio venisse replicato due volte sulla rete originale (come accadeva abitualmente su NBC negli anni ’90), la Kudrow riceverebbe la quota base raddoppiata, ovvero 5.000 dollari.
Quando però lo show entra nel circuito della “syndication” – ovvero viene venduto a emittenti locali o canali via cavo – si attiva una scala decrescente: per la prima replica all’interprete spetta il 40% della base (quindi per Kudrow 1.000 dollari), per la seconda il 30% (750 dollari) e per le successive tre il 25% ciascuna (625 dollari a proiezione). Dopo la tredicesima replica, l’attore continua a percepire il 5% della quota base per ogni singola messa in onda, potenzialmente per sempre
A questi calcoli si aggiungono i diritti per il mercato estero che, secondo gli accordi dell’epoca, prevedevano un pagamento forfettario del 35% della quota base, pari a circa 875 dollari, indipendentemente dal numero di paesi in cui l’episodio veniva trasmesso fuori dal Nord America. Sommando queste voci e includendo altri proventi minori, si stima che ogni singolo episodio in cui Kudrow compare possa generare circa 10.000 dollari in residuals. Moltiplicando questa cifra per i 236 episodi della serie, il totale ammonterebbe a circa 2.360.000 dollari
Tuttavia, la realtà parla di cifre ben più alte: 20 milioni di dollari annui. Il motivo? Il cast di Friends negoziò nel proprio contratto collettivo – da 1 milione di dollari ad episodio a partire dal 2000 (a capo delle trattative proprio Kudrow) – una partecipazione specifica e puntuale ai profitti totali della serie.
Citiamo da un articolo di Yahoo
“Nel 2000, quando Friends era all’apice del suo successo, i sei protagonisti riuscirono a ottenere qualcosa di mai visto prima per un cast televisivo: negoziarono una quota sui profitti della serie, i cosiddetti “backend points”, legati soprattutto alla syndication. Fino a quel momento, accordi di questo tipo erano riservati quasi esclusivamente a creatori e produttori. Il fatto che sei attori riuscissero a garantirsi il 2% dei guadagni di Friends per la Warner Bros. fu davvero rivoluzionario.
Una scelta estremamente redditizia: le repliche di Friends continuano ancora oggi a essere richiestissime. Secondo Fortune, la serie genera oltre un miliardo di dollari all’anno per Warner Bros., tra diritti televisivi, accordi di streaming e licenze internazionali. Di conseguenza, quel 2% si traduce per ciascuno dei sei protagonisti in circa 20 milioni di dollari all’anno.
