Una gaffe diventata virale, quella commessa ieri dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara durante l’inaugurazione di una scuola in Irpinia intitolata a Piersanti Mattarella. Nel suo intervento, il ministro ha attribuito erroneamente l’omicidio del presidente della Regione Siciliana alle Brigate Rosse, quando in realtà Mattarella fu ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980.
“Su Piersanti Mattarella voglio spendere due parole, perché mi ricordo bene quel momento”, ha esordito Valditara richiamando l’attenzione dei cronisti televisivi presenti.
“All’epoca avevo 18 anni e ricordo quella foto drammatica del presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio suo fratello, assassinato dalle Br, e lo tirava fuori dalla macchina”
Il ministro, che ha dimostrato sicuramente una buona memoria visiva, per poi inciampare in un clamoroso errore storico, ha poi continuato il suo intervento sottolineando l’importanza della figura di Piersanti Mattarella: “È stato un esempio di lotta alla mafia, di legalità, aveva avviato un percorso di riforme sul tema degli appalti pubblici: e ricordarlo credo sia un atto di grande importanza politica e morale”
Il ministro della Distruzione del merito propone ogni anno modifiche ai piani scolastici e all’esame di maturità. Oggi dichiara che Piersanti Mattarella fu ucciso dalle brigate rosse. Rimandato a settembre pic.twitter.com/DV2nyOhKxj
— Il Grande Flagello (@grande_flagello) May 7, 2026
L’omicidio di Piersanti Mattarella rappresenta uno dei casi più complessi della storia italiana. Per l’uccisione è stata condannata la Cupola mafiosa, ma resta ancora oggi il mistero dei killer materiali, mai identificati con certezza nonostante le confessioni di decine di pentiti di mafia. Rimane aperta anche la pista dei cosiddetti “killer neri” che sarebbero stati assoldati appositamente per l’omicidio, tra cui Giuseppe Valerio Fioravanti, ex attore, poi diventato terrorista, processato ma poi assolto con sentenza definitiva.
Interpellato dall’Ansa dopo la diffusione della notizia, il ministro ha voluto chiarire immediatamente la sua posizione: “Ho dichiarato 20 volte vittima della mafia”, come si vede in tutti gli interventi che ho tenuto. È stato un lapsus”, ha spiegato Valditara. Il ministro ha poi aggiunto con tono polemico: “Contro di me uno sciacallaggio ignobile“
La gaffe del ministro Valditara ha diviso i social, tra chi ritiene che si sia trattato di un errore umano e chi invece di una distorsione voluta dei fatti storici.
