Un appello diretto a Rai e Mediaset per cambiare le abitudini della televisione generalista. Carlo Degli Esposti, storico produttore de Il commissario Montalbano, chiede di riportare la prima serata a un orario più accessibile, denunciando uno slittamento ormai strutturale che, secondo lui, sta allontanando milioni di spettatori. Un problema di cui si stanno lamentando molti spettatori italiani: programmi che iniziano troppo tardi e finiscono oltre la mezzanotte. Negli anni siamo passati dalla “vecchia” prima serata che iniziava alle 20.30 e oggi inizia alle 22.00, se va bene.
“Salviamo il sonno degli italiani, perché solo così possiamo salvare la percezione del mondo”, è il punto di partenza della sua riflessione. Degli Esposti contesta apertamente il ritardo del prime time: “Basta con lo slittamento della messa in onda, come si possono seguire programmi che chiudono dopo la mezzanotte? L’allungamento e il progressivo ritardo del prime time non sono più accettabili”.
Secondo il produttore, il problema non è solo organizzativo ma anche culturale. Il pubblico, spiega, è stanco e non riesce più a seguire le storie fino alla fine: “Alle 21.15 – 21.30 c’è il massimo del bacino di ascolto, che poi si disperde. Milioni di italiani alle 23 vanno a letto senza sapere come sono finite le storie”. Una situazione che, a suo dire, penalizza soprattutto la fiction italiana, da sempre uno dei pilastri della televisione generalista.
Come scrive Repubblica, Degli Esposti sottolinea anche un aspetto concreto della vita quotidiana: “La gente lavora e si alza presto. La metropolitana alle 7.30 è piena, chi si sveglia alle 6 la sera deve andare a dormire”. In questo contesto, racconti più complessi rischiano di perdere efficacia, perché lo spettatore non riesce a seguirli fino in fondo. “Un racconto evoluto si va a sfrangere”, osserva, chiedendosi cosa sarebbe successo a grandi successi del passato se fossero partiti troppo tardi.

A cambiare gli equilibri è stato anche l’access prime time. Programmi come Affari tuoi e La ruota della fortuna arrivano oggi a occupare uno spazio sempre più ampio, fino alle 22, diventando di fatto una nuova prima serata. Intanto, segnala il produttore, emittenti come La7 ottengono risultati proprio anticipando l’inizio dei programmi. Anche per l’ultima edizione del Grande Fratello Vip, si è parlato di un calo di ascolti che sarebbe dovuto anche all’orario di messa in onda.
La proposta è semplice: anticipare l’orario di partenza delle fiction e accorciare i programmi che le precedono. “I giochi dovrebbero finire alle 21.15, massimo alle 21.30”, spiega, invitando anche i vertici televisivi a riflettere: “Vorrei invitare a pranzo Pier Silvio Berlusconi e Giampaolo Rossi per perorare questa causa”.
Il rischio, secondo Degli Esposti, è più ampio: non riguarda solo gli ascolti, ma la tenuta stessa della cultura televisiva. “Va difesa la cultura popolare televisiva e salvaguardata un’industria importante”. Anche la scrittura ne risente: “Se la trama deve evolvere fino al colpo di scena, avviene a mezzanotte. La sceneggiatura è condizionata”.
Infine, il produttore apre anche a una riflessione sulla seconda serata, oggi quasi scomparsa: potrebbe diventare uno spazio per sperimentare nuovi formati. Ma il punto centrale resta uno: riportare la prima serata a un orario sostenibile, per non perdere pubblico e, soprattutto, storie.
