Ospite del Festival della TV di Dogliani, in Piemonte, Gerry Scotti ha incontrato il pubblico per raccontarsi e per parlare anche del momento felice che sta vivendo attualmente con La ruota della fortuna e in generale con Mediaset. Il conduttore però ha parlato anche di un argomento molto dibattuto, motivo di molti malumori tra gli spettatori: la prima serata che inizia troppo tardi.
Sul fronte della sfida degli ascolti con Affari Tuoi di Stefano De Martino, Gerry ha sottolinato che tra loro personalmente non c’è rivalità: “È un ragazzo bello, bravo e simpatico. Tutte le sere fa anche lui il 25% di share e insieme arriviamo a 10 milioni di spettatori. Il risultato è più bello se il tuo avversario è forte”. Questa estate però la loro sfida è temporaneamente sospesa, visto che La ruota della fortuna prosegue per tutti i mesi estivi e Affari Tuoi invece va in pausa.
Durante l’evento, Scotti ha anche tentato di chiamare in diretta De Martino, ma il cellulare del collega era spento. “Sta andando a Napoli in aereo” spiega. L’intento scherzoso era proporre quella che ha definito “la pace televisiva di Dogliani”: entrambi i conduttori sono d’accordo sul fatto che i loro programmi dovrebbero terminare alle 21.30. “È da tanto che ne parliamo tra di noi”, ha rivelato, spiegando però le difficoltà di questa soluzione.
Parlando da spettatore prima ancora che da professionista, Scotti – il cui vero nome è Virginio – ha detto:
“Altro che seconda serata, se parlo come Virginio Scotti, da spettatore, la risposta del signor Virginio, che intorno alle 22 si addormenta, è facile. Il signor Virginio si unisce all’urlo di dolore della popolazione italiana. Allora propongo di stilare la pace di Dogliani, entra De Martino a torso nudo e mettiamo la firma sul foglio: si finisce alle 21.30″
Il conduttore, scherzando, ha spiegato che l’entrata di De Martino a torso nudo sarebbe stato per fare un piacere alle signore presenti e sottolinea, in risposta a qualche voce dal pubblico: “No, io a torso nudo non mi metto, ma De Martino sì”

Poi Scotti, tornando serio ha argomentato la questione della prima serata dal punto di vista di un editore:
“La Rai ha il canone, le piattaforme gli abbonamenti, Mediaset invece si mantiene con la pubblicità, non ha mai chiesto un euro. Mettetevi nei panni del mio editore: perché dovrebbe essere il primo a fare il passo indietro?”.
Una questione che tocca i modelli di business delle diverse emittenti e che spiega la difficoltà di accorciare i loro programmi nonostante il desiderio dei conduttori sia allineato a quello del pubblico.
Come riporta Repubblica, Scotti ha anche detto che la tv generalista in questo momento “è forte e viva”, e l’ha immaginata come un enorme corso d’acqua che disseta e nutre altre realtà. “Sono tutti lì a bere alle nostre pozzanghere: la tv generalista è come il Nilo, un grande fiume per cui, grazie al nostro limo, possono crescere altre reti”
Ha spiegato anche che non ha mai avuto la tentazione di lasciare Mediaset, perché si trova bene con l’azienda per cui lavora da 42 anni. Ad agosto farà 70 anni e rifarebbe tutto ciò che ha fatto, tranne mettersi in gioco con la politica, tra la seconda metà degli anni ’80 e i primi ’90, con il PSI. “Ti presti a fare qualcosa che pensi serva e invece sei un numero e non conti niente. Servi solo quando devi schiacciare un pulsante, nessuna decisione passa attraverso di te: lo considero aberrante. Sono contento che questa esperienza negativa sia finita con la prima Repubblica”
Riguardo i suoi ritmi di lavoro ha svelato:
“Mediamente vado in uno studio tv 130 giorni all’anno, mentre il mio amico avvocato ci va tutti i giorni. Non ditemi che sono stacanovista, lavoro un terzo di quello che lavorano gli italiani. Non credete ai colleghi piangina che sentono il peso della fama, che dicono che sono stanchi. La verità è che noi televisivi siamo tutti dei miracolati“
