Un piccolo imprevisto tecnico, decisamente poco “glamour”, ha accompagnato le prime ore della missione Artemis 2 della NASA. Poche ore dopo il lancio della capsula Orion con quattro astronauti a bordo, infatti, l’equipaggio ha segnalato un problema al sistema di toilette.
In particolare, la specialista di missione Christina Koch ha riportato un malfunzionamento nella parte dedicata alla raccolta dell’urina: una ventola risultava bloccata, impedendo il corretto funzionamento del sistema. Secondo quanto comunicato dalla NASA, il guasto sarebbe legato a un problema di controllo del dispositivo. Gli ingegneri a Terra si sono subito attivati per fornire istruzioni all’equipaggio e cercare di risolvere la situazione, guidando passo dopo passo gli astronauti nelle operazioni di verifica e ripristino.
Nel frattempo, però, la toilette non era completamente inutilizzabile: il sistema continuava a funzionare per i rifiuti solidi, mentre per i liquidi gli astronauti hanno dovuto ricorrere a soluzioni di backup già previste per emergenze di questo tipo, come dispositivi portatili già presenti a bordo della capsula Orion, progettati per la raccolta e il contenimento dei liquidi in modo sicuro anche in assenza del sistema principale.
Un inconveniente tecnico minore, quindi, che non ha compromesso la sicurezza della missione ma che ha ricordato quanto anche i dettagli più “quotidiani” possano diventare cruciali nello spazio.
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Come riporta Repubblica, la missione Artemis II è partita a mezzanotte e 35 con quattro astronauti a bordo – tre americani e un canadese – diretti verso la Luna per un viaggio di circa dieci giorni e oltre due milioni di km. Dopo il decollo, il razzo Space Launch System ha superato la linea di Kármán, segnando l’ingresso nello spazio, mentre i booster si sono sganciati come previsto. La navicella Orion ha poi dispiegato i pannelli solari, accompagnando l’equipaggio verso il sorvolo del lato nascosto del satellite.
La missione non prevede un allunaggio, ma rappresenta un passaggio cruciale del programma Artemis. L’obiettivo è testare sistemi e procedure in vista delle prossime tappe: il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare entro il 2028 con Artemis III e IV e, in prospettiva, la costruzione di una base permanente al polo sud della Luna, dove è stata rilevata la presenza di acqua ghiacciata.
