Roberta Petrelluzzi è tornata su Rai3 per un nuovo ciclo di puntate di Un giorno in pretura, ma mercoledì 8 luglio 2026, i fan del programma, oltre a discutere sui social sul cold case di Nada Cella, hanno parlato anche di un altro mistero, in questo caso legato alla conduttrice. Il braccio destro di Petrelluzzi infatti, era nascosto sotto una sorta di poncho e questo ha sollevato alcune ipotesi su un possibile infortunio.
Nonostante sui social le siano state chieste delucidazioni sul braccio, Petrelluzzi non ha risposto ma si è limitata a rispondere a poche altre domande su altre questioni. Molti hanno ipotizzato che la conduttrice e giornalista 82enne si sia infortunata un braccio e sotto il poncho nascondesse un tutore di forma rettangolare, collocato in posizione rialzata. Ma su questo non vi sono certezze assolute.
Le nuove puntate di Un giorno in pretura saranno dedicate ai casi di femminicidio di Sofia Stefani, una vigile uccisa da un collega ad Anzola dell’Emilia, Speranza Ponti, uccisa dal compagno ad Alghero e di Silvana Aru, uccisa da un amico di suo figlio. Si parlerà anche della morte dell’allievo paracadutista Emanuele Scieri, che nel 1999 fu vittima di un atroce gesto di nonnismo. A Tv Sorrisi e Canzoni Petrelluzzi ha spiegato perché sono stati scelti questi casi:
“Raccontano il Paese e come cambia la società: da una parte la provincia tranquilla, come quella della Riviera Ligure, e dall’altra la grande e caotica realtà cittadina, come quella di Roma”
Tornando al braccio di Petrelluzzi, se davvero si fosse infortunata, non sarebbe la prima volta. Come ricorda Repubblica infatti, anni fa, nel 2005, durante la campagna per le elezioni amministrative a Roma, Petrelluzzi ebbe un acceso confronto con un consigliere di Forza Italia dopo aver segnalato che un manifesto elettorale era stato affisso troppo vicino a un seggio, in violazione delle distanze previste dalla legge. Quando cercò di chiedere spiegazioni all’interno della sede del partito, il diverbio degenerò: la giornalista fu allontanata con la forza, cadde a terra e riportò la lussazione della spalla, con dislocazione dell’omero, un infortunio che richiese oltre un mese di prognosi.
