Salvatore Parolisi oggi ha scontato 12 dei 20 anni che gli erano stati dati in sede di giudizio per l’omicidio di Melania Rea. Questo, nel 2023, ha permesso all’uomo, che è considerato un “detenuto modello” di poter usufruire di permessi premio giornalieri e lasciare, almeno durante la giornata, il carcere di Bollate (Milano) nel quale è recluso. Fino a tre anni fa Parolisi lavorava come centralinista all’interno del carcere e riceveva le visite di una donna.
L’ex militare è tornato a parlare e l’ha fatto da Federica Sciarelli a Chi l’ha visto? raccontando diverse cose sul suo passato e sul suo futuro in una vita che è stata condizionata da quanto accaduto in passato. L’ex caporal maggiore dell’esercito è recluso nel carcere di Bollate e può usufruire di questi permessi, come specificato prima, grazie alla sua condotta modello all’interno dell’istituto penitenziario. Dopo la sentenza emessa dal tribunale Parolisi non potrà più vedere sua figlia Vittoria Rea, in quanto “decaduto dalla civile responsabilità genitoriale sulla figlia”. La ragazza, che ai tempi aveva 18 mesi, dovrebbe aver assistito ai fatti secondo l’accusa, è stata affidata ai nonni materni.
La storia di cronaca nera legata a Salvatore Parolisi è una di quelle che ha tenuto banco per mesi, sui media italiani. L’uomo non ha mai ammesso di aver ucciso l’ex moglie Melania Rea quel 18 aprile 2011 al Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella. Un omicidio che sarebbe maturato in un contesto di infedeltà coniugale, da parte di Parolisi. Non è da escludere che Parolisi possa uscire anche prima degli otto anni di detenzione che gli rimangono.
