Vincenzo Schettini avrebbe dovuto partecipare a Sanremo 2026, nella serata di venerdì 27 febbraio, ma avrebbe deciso rinunciare, dopo la bufera che lo ha visto coinvolto nei giorni scorsi, in seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate nel podcast di Gianluca Gazzoli. UPDATE: Vincenzo Schettini sarà a Sanremo, stasera. La sua presenza è stata confermata.
Al momento l’unico a riportare questa notizia è Fanpage, il quale scrive che “tutto era pianificato” per l’apparizione del prof. de La fisica che ci piace, ma alla fine il diretto interessato avrebbe dato forfait.
Chi è Vincenzo Schettini? Nato nel 1977 a Como da genitori di origini pugliesi, Schettini è un professore e content creator noto su TikTok come l’insegnante de La fisica che ci piace. Il primo video del professore è uscito nel 2017 e da allora è stato un continuo crescere di follower sulle principali piattaforme social.
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Va detto che il percorso di Schettini – che nel frattempo è approdato in tv con un suo programma – ha sempre diviso il pubblico, tra le critiche dei detrattori e il sostegno di chi lo segue. Qualche giorno fa però, Schettini ha è stato intervistato da Gianluca Gazzoli nel suo podcast e ha rilasciato delle dichiarazioni che hanno portato alcuni giornalisti – tra cui Grazia Sambruna e Selvaggia Lucarelli, ma anche Dario Alì – a contestarlo e poi a prendere in esame il suo percorso. Come riporta CultWeb.it, Schettini ha ipotizzato uno scenario in cui i docenti potrebbero operare in regime di part-time, nel sistema pubblico, per dedicarsi alla creazione di contenuti educativi online, vendendo la propria conoscenza al pari di qualsiasi altro bene di consumo di alta qualità.
Da queste affermazioni è esploso un caso: diversi ex studenti di Schettini hanno contattato Sambruna e Lucarelli per raccontare il “sistema” adottato dal professore per conciliare impegni scolastici e da content creator. Secondo le loro testimonianze, Schettini registrava i suoi contenuti durante le lezioni in classe, con l’aiuto “tecnico” degli studenti. E in più, come lui stesso ha ammesso, faceva pressioni sugli studenti perché il pomeriggio si connettessero ai suoi canali per commentare i video e interagire con lui. I ragazzi dovevano dimostrare di aver interagito e l’interazione garantiva loro dei voti più alti.
Schettini però si è difeso con una dichiarazione rilasciata all’ANSA in cui ha ridimensionato tutto, sostenendo di aver fatto ricorso ad un termine infelice:
“Se io avessi veramente costretto i miei studenti, sarebbe arrivata una lamentela, una segnalazione. A scuola in questi anni non è arrivato su di me mai niente, se non lodi. Credo che siano stati travisati un termine e il tono, quando ho detto che ‘costringevo’ i miei studenti a seguire le mie live. Il termine che ho usato è stato sicuramente infelice: non ho mai costretto nessuno, il tono era ironico”.
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