La storia di Tatiana Tramacere, scomparsa a Nardò il 24 novembre e ritrovata viva 11 giorni dopo, a casa dell’amico Dragos Ioan Gheormescu, è stata al centro dell’ultima puntata di Chi l’ha visto? andata in onda questa sera. Nel corso dell’intervista, la ragazza ha ripercorso i motivi del suo allontanamento volontario, raccontando le paure profonde che l’hanno spinta a nascondersi, legate ad un problema di salute. Ha parlato del ruolo dell’amico che l’ha accolta senza giudicarla e l’impatto emotivo dell’ondata di attenzioni e critiche esplose dopo il suo ritrovamento.
L’inviata di Chi l’ha visto? apre toccando proprio questo punto: “Siamo abituati che le scomparse di donne finiscano sempre in malo modo. Adesso invece c’è stato il miracolo di Nardò, dopo undici giorni nessuno ci credeva più. Sono tutti contenti per te… non tutti, perché dopo tanto affetto poi hanno iniziato a dire: l’ha fatto per popolarità?”
Tatiana replica spiegando che ha chiuso tutti i suoi profili social a causa dei commenti negativi. Quando le viene chiesto se davvero abbia fatto tutto per visibilità, risponde secca: “Perché dovrei averlo fatto per questo? Non ha senso, sinceramente”.
Come avevamo detto nei giorni scorsi, Tatiana sui social scrive poesie, frasi, versi. Aveva un profilo con numerosi follower. Ma non accetta che questo venga trasformato in un movente.
“Solo perché scrivo poesie vuol dire che voglio diventare famosa? La gente può pensare quello che vuole. So io quello che ho fatto e perché l’ho fatto”
Ci sono ragioni più profonde, un problema di salute che sta affrontando da un paio di anni. Tatiana annuisce e quando le viene chiesto perché si sia volontariamente messa in una condizione così allarmante senza avvertire nessuno, risponde:
“Questioni personali, fisiche. Da due anni affronto un qualcosa, ok? Quando si avvicina il giorno di un controllo, io scappo. Evito di affrontare la cosa. Per evitare di sapere come procede quello che ho, scappo”
Poi si parla di Dragos, il ragazzo che l’ha ospitata. Tatiana lo difende con forza: “È la persona che mi ha aiutato, non mi ha giudicata. Mi ha sempre accolta, ascoltata”. Una persona affidabile, anche se inizialmente era stato additato come “il mostro”
“Molto. Mi ha protetta anche. Non ha fatto nulla di male, chiariamo. Non ha colpe lui, non ho colpe io, anche se ho sbagliato magari negli atteggiamenti. Ma non è stata una bravata. L’ho fatto per qualcosa che c’è dentro di me”.
Apparentemente, nessuna fuga romantica. Solo paura, ansia, incapacità di affrontare quel controllo medico che la tormenta. Dragos, spiega la ragazza “Mi ha ascoltata senza giudicarmi, senza dire nulla. Mi ha accolta”.
La giornalista chiede se sapesse del clamore mediatico e Tatiana nega.
“Non ho visto niente. L’unica volta è stata quando il ragazzo mi ha detto che era successo un casino. Io gli avevo detto: stasera torno. Poi è successo il bordello”
Il mattino dopo arrivano i carabinieri. E quando bussano, Tatiana si infila nell’armadio:
“Ho avuto paura. Quando ho paura mi nascondo. Ho sentito urla, casino, mi sono spaventata. Il panico. Io quando ho paura mi chiudo, non parlo. Tengo tutto dentro”
“Ognuno affronta un periodo buio” – argomenta la ragazza – “Ma il fatto che qualcuno faccia scelte sbagliate non dà il diritto agli altri di insultare. Se non sapete cosa vive una persona, non dovreste parlare. Ognuno affronta battaglie. Magari chi mi insulta sta peggio”
Alla fine dell’intervista, Tatiana ha letto una lettera di scuse, che ha scritto di notte.
