Donatella Mercoledisanto, concorrente del Grande Fratello 2025, ha condiviso in diretta alcuni momenti difficili della sua infanzia a Bari, raccontando il rapporto conflittuale con il padre, un uomo con problemi legali e di dipendenze, collaboratore di giustizia. L’uomo è morto all’età di 44 anni, quando Donatella ne aveva 18, quindi probabilmente intorno al 1999. All’epoca lei era sposata da un mese con Andrea, conosciuto a 15 anni. In studio era presente la moglie dell’uomo, Mimma, che è anche la giovane mamma di Donatella e delle sue sorelle.
Tra dispiaceri e sofferenze, Donatella ha raccontato la sua difficile infanzia e il rapporto col padre 💔 #GrandeFratello pic.twitter.com/xhLvc6hEXI
— Grande Fratello (@GrandeFratello) October 27, 2025
Donatella non ha fatto espressamente il nome del padre, ma secondo i media italiani si tratterebbe di Gianni Mercoledisanto, un vicino al potentissimo e sanguinario clan Strisciuglio o al clan Capriati, che nacque come costola del primo e che era dedito al traffico di droga e alla gestione del gioco d’azzardo. Donatella ha ricordato le difficoltà vissute crescendo, tra responsabilità precoci e l’assenza di un vero punto di riferimento paterno:
“Mio papà si metteva sempre nei casini con la legge. Io ho pagato sempre colpe che non avevo, decisioni che non avevo preso io. Non ho mai avuto un padre, non l’ho visto proprio. Ricordo solo preoccupazioni.”
“Da piccola ero la figlia di un uomo con dipendenze, poi la figlia di un uomo che è stato in carcere e poi la figlia di un collaboratore di giustizia che se ne è andato e mi ha lasciato a 18 anni. Ero sposata da un mese. Quando è morto pensavo, ma ho pianto perché è finita o pianto perché è morto?”
Riguardo le dipendenze del padre, Donatella ha ricordato un episodio di quando era bambina che la ferì particolarmente, anche non riuscì a capire bene cosa era successo:
“Non sono mai stata una cima a scuola, ma in seconda elementare mi era stata data una borsa di studio. Durante la cerimonia vidi con la coda dell’occhio mio padre, ero felicissima. Una volta arrivate sotto l’arco di mia nonna, lui non entrò in casa. Avevo l’attestato e una busta con dei soldi, mia madre mi chiese se li avessi persi. E invece li aveva presi lui, perché aveva una dipendenza. Mamma mi rimproverò per avergli consegnato quella busta: avevo solo 7 anni e mezzo, non capivo”
A causa della situazione con suo padre, Donatella ebbe dei conflitti anche con sua madre Mimma:
“Io ero sempre arrabbiata con lei, perché molte volte le ho detto “Ma perché non lo lasci?” Lei era troppo innamorata di mio padre. Certe cose le ha dimenticate, dava priorità a lui senza accorgersi che toglieva qualcosa a me e le mie sorelle.”
Donatella ha raccontato come la mancanza di un’infanzia serena l’abbia costretta a diventare adulta molto presto:
“Non sono mai stata una bambina, ho sempre fatto la grande perché dovevo. Ho sempre pensato a farmi coraggio, a combattere, a essere forte”
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