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Home » Film » Recensioni film » Challengers, la recensione: Guadagnino firma il film più sexy dell’anno

Challengers, la recensione: Guadagnino firma il film più sexy dell’anno

La recensione di Challengers, il film di Luca Guadagnino con Zendaya protagonista di un triangolo amoroso con Josh O'Connor e Mike Faist.
Simone FabrizianiDi Simone Fabriziani24 Aprile 2024Aggiornato:24 Aprile 2024
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Zendaya in una scena di Challengers - fonte: Amazon Studios/MGM
Zendaya in una scena di Challengers - fonte: Amazon Studios/MGM
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Il film: Challengers, 2023. Diretto da: Luca Guadagnino. Genere: Commedia, Sentimentale. Cast: Zendaya, Josh O’Connor, Mike Faist. Durata: 131 minuti. Dove l’abbiamo visto: Al cinema, in anteprima stampa ed in lingua originale sottotitolata.

Trama: Tashi, ex tennista diventata allenatrice, è riuscita a trasformare la carriera del marito Art: da giocatore mediocre a fuoriclasse in grado di conquistare un torneo del grande slam. Ultimamente, però, Art non riesce più a vincere. Per iniettargli una dose di fiducia, Tashi lo convince a giocare un torneo minore. Il problema è che, a insaputa dei due, a quel torneo partecipa anche Patrick: un tempo grande promessa del tennis, nonché ex migliore amico di Art ed ex fidanzato di Tashi, che oggi tira a campare come può.

A chi è consigliato? Il nuovo film di Luca Guadagnino è consigliato a chi ama le commedie sentimentali intelligenti e stratificate, agli amanti e praticanti del tennis e agli aficionados del cinema del regista italiano. Tre soluzioni in un solo lungometraggio.


Doveva essere grande titolo di apertura dell’80° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia lo scorso anno; poi l’improvviso sciopero del sindacato attori di Hollywood ha frenato Amazon ed MGM Studios, che hanno distribuito il film sul mercato nordamericano: che senso avrebbe avuto dare il via ad uno dei festival cinematografici più glamour dell’anno senza uno dei cast più hot del momento? Perché Challengers, nuovo lungometraggio in lingua inglese del nostro Luca Guadagnino, mette in scena il triangolo amoroso definitivo del cinema popolare degli ultimi anni grazie alla presenza di Zendaya (anche produttrice), Josh O’Connor e Mike Faist.

Nella nostra recensione di Challengers vi porteremo mano nella mano in un viaggio entusiasmante all’interno dell’attesissimo film distribuito da Warner Bros. Italia e nelle nostre sale da mercoledì 24 aprile, originalissimo e stimolante mélange tra commedia sentimentale e film sportivo, capace di catalizzare molteplici letture stratificate e di risvegliare i sensi dello spettatore, anche quello più casuale. Un progetto apparentemente passatista, ma che invece si prende orgogliosamente alcuni rischi narrativi e li vince a tutto…campo.

La vita è come una partita di tennis

Challengers
Mike Faist e Zendaya in una scena del film – fonte: Amazon Studios/MGM

Tashi Duncan (Zendaya) è una promessa del tennis mondiale, che gioca a sedurre due tennisti amici tra loro, Art Donaldson (Mike Faist) e Patrick Zweig (Josh O’Connor), che cercheranno entrambi di rubarle il cuore, riuscendoci uno dopo l’altro. Anni dopo, in seguito ad un grave infortunio al ginocchio sul campo da gioco, Tashi deve abbandonare la sua scalata nel mondo sportivo e rimane nell’ambiente del tennis come allenatrice del suo attuale marito, Art. Dopo alcune vittorie del suo partner, Tashi iscrive il marito Art al Challenger Tour, dove però il destino vuole che si scontri con Patrick, ex fidanzato di Tashi e adesso giocatore di tennis squattrinato in cerca di un modo per sbarcare il lunario e di riconquistare il cuore della sua ex-fidanzata. Non sarà facile, ma la partita per portare a casa il cuore di Tashi Duncan sarà sul filo del rasoio.

Così si apre Challengers, nuovo lungometraggio diretto da Luca Guadagnino che fa seguito al suo pluripremiato Bones and All con Timothée Chalamet e che precederà di qualche mese l’atteso Queer con Daniel Craig tratto dal romanzo omonimo di William Burroughs (forse lo vedremo a Venezia 2024). Una seconda trasferta in territorio americano per il popolarissimo regista palermitano, che accetta l’offerta di MGM Studios di dirigere l’adattamento per grande schermo della sceneggiatura firmata da Justin Kuritzkes (drammaturgo, romanziere americano e attuale marito della regista Celine Song qui al suo primo script cinematografico), operando una delicatissima operazione in equilibrio perfetto tra spinte commerciali tout court e raffinatissima analisi cinematografica sul potere dello sport come disciplina prima psico-emotiva, poi meramente fisica.

Parola in codice: triangolazione

Una scena di Challengers
Josh O’Connor e Mike Faist in Challengers – fonte: Amazon Studios/MGM

Sia però chiara una cosa: Challengers è prima di tutto un film commerciale nel suo senso più elevato del termine. Una produzione curata da Metro Goldwyn Mayer e Pascal Pictures e distribuita in tutto il mondo da Warner Bros. (per il mercato nordamericano ci ha pensato nientepopodimeno che Amazon Studios), che a conti fatti al momento è anche il film diretto da Luca Guadagnino con il budget più alto. Un prodotto “su commissione” che il nostro cineasta affronta e plasma nelle sua abili mani come oggetto cinematografico pluristratificato, lasciando allo spettatore differenti letture, analisi, conclusioni. E quindi il lungometraggio con la sexy triade formata da Zendaya, Josh O’Connor e Mike Faist è forse una delle pellicole più sorprendenti dell’anno, che a posteriori avrebbe occupato un posto d’onore tra le aperture più incisive nella storia della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Sorprendente perché, come già precedentemente anticipato, riesce a giocare e riflettere su più piani contenutistici ed artistici. Difatti, Challengers funziona egregiamente su più livelli: è un film sportivo tagliente, appassionante ed originale, che tratta la materia tennis nella forma e struttura più consona e stimolante possibile su grande schermo; una disciplina capace di coinvolgere corpo e mente, custode di una veicolazione di messaggi e sottotesti (più o meno) occulti che mirano a destrutturare la natura stessa della rom-com (la cosiddetta commedia romantica d’accezione) degli ultimi decenni. Per questo specifico motivo Challengers è anche partita su più fronti, sia sportiva che emotiva, dove la triangolazione di cuore e sentimenti dei tre carismatici protagonisti si decifra attraverso lo studio balistico dei movimenti della pallina da tennis sul campo.

Zendaya superstar

Una scena di Challengers
Zendaya e Josh O’Connor in una scena – fonte: Amazon Studios/MGM

Una pallina che si muove freneticamente ed imprevedibilmente sul campo da gioco, tra rimbalzi e stoccate da un challenger all’altro, e che la regia Luca Guadagnino enfatizza passando con disinvoltura dall’intimità provocante dei triangoli amorosi dei tre personaggi principali, fino alla messa in scena adrenalinica della partita finale tra Art Donaldson e Patrick Zweig. Una partita che fa da perno cronologico ad una struttura su più piani narrativi, dove passato e presente del racconto cinematografico si muovono avanti ed indietro senza soluzione di stasi, come fosse segreto match di tennis intelaiato nel vivace tessuto del montaggio del film, curato dal nostrano Marco Costa.

A primeggiare però su un comparto tecnico di assoluta qualità, c’è un cast perfetto che con coraggio e dedizione psicofisica dà vita ad un love triangle inedito ed appassionante. Su tutti, l’attrice-produttrice Zendaya, che nei panni della carismatica ed ambigua Tashi Duncan sbaraglia la concorrenza interna e toglie aria ed attenzione dello spettatore nei confronti dei suoi due comprimari maschili; che pure si mettono valorosamente in gioco dando vita ad un parterre di sentimenti ed emozioni represse semplicemente da applausi. Impossibile non ritrovare Challengers, con molta probabilità, nel corso della stagione dei premi del prossimo anno in svariate categorie. In primis in quelle attoriali, nell’intelligente montaggio, ma soprattutto nella straordinaria colonna sonora.

Una rom-com a ritmo di elettropop

Una scena di Challengers
Josh O’Connor e Zendaya conversano in Challengers – fonte: Amazon Studios/MGM

A commentare musicalmente la triangolazione amorosa di Tashi, Art e Patrick ci ha pensato il tandem già premio Oscar formato da Trent Reznor ed Atticus Ross (The Social Network, Soul); che in Challengers dà vita ad una robusta e vigorosissima soundtrack tutta giocata su irresistibili ed energetiche sonorità elettro-pop. Ulteriore punteggiatura perfetta a cappello di un progetto cinematografico che trasuda grande cinema in ogni sua inquadratura, in ogni sua ambizione, obiettivo di contenuti ed idee, nella maniera in cui gioca, travalica e ribalta generi ed aspettative.

Infine, possiamo affermare dunque che il nuovo film diretto da Luca Guadagnino è uno dei più avvicenti resoconti cinematografici dedicati al tema del triangolo amoroso e dell’amicizia/inimicizia maschile. Scontri/incontri incorniciati da un trittico di attori in stato di grazia e da un’intelligente riflessione sul ruolo dello sport nell’esperienza emotiva dell’essere umano. Una visione stimolante, sexy e multisensoriale da vivere rigorosamente su un grande schermo.

La recensione in breve

8.0 Sexy

Il nuovo film diretto da Luca Guadagnino è uno dei più avvicenti resoconti cinematografici dedicati al tema del triangolo amoroso e dell'amicizia/inimicizia maschile. Scontri/incontri incorniciati da un trittico di attori in stato di grazia e da un'intelligente riflessione sul ruolo dello sport nell'esperienza emotiva dell'essere umano.

Pro
  1. La regia di Guadagnino è semplicemente impeccabile
  2. Zendaya è la star cinematografica definitiva degli ultimi anni
  3. Challengers è uno dei triangoli amorosi più originali del cinema
  4. La colonna sonora elettro-pop di Trent Reznor ed Atticus Ross crea dipendenza
Contro
  1. Il montaggio alternato a diverse linee temporali può essere confusionario
  2. Un Guadagnino un po' inedito rispetto ai suoi titoli del passato
  3. Più un film su commissione che vero cinema di nicchia
  • Voto CinemaSerieTV 8.0
  • Voto utenti (1 voti) 6.8
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