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Home » Film » Recensioni film » The Cursed, la recensione: la maledizione della Bestia

The Cursed, la recensione: la maledizione della Bestia

La recensione di The Cursed, film horror diretto da Sean Ellis e con Boyd Holbrook, Kelly Reilly, Alistair Petrie e Roxane Duran.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana19 Aprile 2024
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Una scena di The Cursed
Una scena di The Cursed (fonte: LD Entertainment)
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Il film: The Cursed, 2024. Regia: Sean Ellis. Cast: Alastair Petrie, Kelly Reilly, Roxane Duran, Boyd Holbrook. Genere: Horror. Durata: 112 minuti Dove l’abbiamo visto: Su Netflix.

Trama: Un villaggio sperduto nelle campagne viene maledetto da alcuni zingari: una bestia ora si aggira tra i boschi dando la caccia a nobili e contadini…

A chi è consigliato: Agli amanti delle storie sui lupi mannari, a cui piacciono gli horror con una certa violenza e che non disdegnano i racconti in costume.


C’è qualcosa di inaspettatamente inusuale in The Cursed, film diretto da Sean Ellis e presentato al Sundance Film Festival del 2021. La trama segue tutti i passaggi necessari che un film sui licantropi (anche se in questo caso si tratta di creature un po’ diverse) dovrebbe seguire: la diffusione della maledizione, le vittime violentemente infettate e la caccia mortale necessaria per salvare chi è rimasto in vita. Detto questo però il film di Ellis costruisce una storia a suo modo piuttosto originale e, tra intelligenti scelte di regia e svolte inaspettate, coinvolge lo spettatore fino all’intenso finale.

Come vedremo in questa recensione di The Cursed (Eight for Silver in originale, in riferimento alle premesse “bibliche” della maledizione), le atmosfere sono quelle giuste per una storia di questo tipo, tra nebbiosi manieri e sangue che scorre a fiumi. Peccato per una trama che a tratti si fa un po’ confusa (siamo in Francia o Inghilterra? Come funziona esattamente la maledizione?), ma nel complesso non inficia troppo sulla godibilità della visione, ed il film resta piuttosto apprezzabile per gli amanti del genere e non.

La maledizione degli zingari

Una scena di The Cursed
Una scena di The Cursed (fonte: LD Entertainment)

Un lord di una tenuta di campagna, Seamus Laurent (Alastair Petrie) è piuttosto infastidito dalla presenza di un accampamento di zingari sulle sue terre, zingari che però affermano di essere i legittimi proprietari di quella zona brulla ed incolta in cui si sono sistemati. La questione viene risolta, come era prevedibile immaginare, con la violenza, e l’accampamento viene spazzato via tra fuoco e sangue. Peccato, però, che tra gli zingari ce ne sia una capace di lanciare una maledizione su tutti colore che hanno compiuto il massacro, e che occupano illegittimamente quelle terre: un artefatto in argento dalle origini antichissime, addirittura fatto dell’argento che ha segnato il tradimento di Giuda, è capace di diffondere un morbo, e di trasformare le persone in mostruose creature. Una volta che la trasformazione ne ha colpito una, poi, può diffondersi indiscriminatamente, è sufficiente essere morsi.

Quando la maledizione inizia a diffondersi e fa la sua prima illustre vittima, ossia il figlio di Seamus, Eduard, un patologo dall’oscuro passato entra in scena per aiutare i Laurent a ritrovare il bambino e ad uccidere la bestia che ora perseguita chiunque viva sulle loro terre. L’uomo conosce bene come la creatura si muove, perché anche sua moglie e sua figlia ne sono state le vittime…

Un horror dalle giuste atmosfere

Una scena di The Cursed
Una scena di The Cursed (fonte: LD Entertainment)

Come vi anticipavamo in apertura The Cursed è capace di costruire le atmosfere adatte ad una storia di questo tipo, tra manieri oscuri, boschi nebbiosi e una campagna in cui non splende mai il sole. La narrazione procede con il giusto ritmo, coinvolgendo sempre di più lo spettatore nella vicenda: il “lore” creato attorno alla bestia (non usiamo la parola “licantropo” perché non viene mai definito in questo modo, e anche fisicamente ha poco del lupo) è piuttosto originale, anche se ci sarebbe piaciuto si scavasse un po’ di più nel passato degli zingari e sul loro legame con la maledizione.

In un film che sulla carta segue tutti i necessari cliché (e non usiamo questa parola in senso negativo) delle storie di questo tipo, certe scelte di regia sono capaci di elevare il racconto in qualcosa di più, colpendo al tempo stesso lo spettatore per la resa visiva di alcune sequenze. Una tra tutte quella del massacro degli zingari, che viene ripreso da una certa distanza con una telecamera fissa, rendendo così ancor più evidente l’orrore che queste persone devono ingiustamente subire. La violenza umana è fredda, quasi ordinata, e si contrappone alla bestiale vendetta della creatura, che attacca nel caos più completo. Tutte le scene in cui seguiamo i suoi attacchi da vicino sono infatti confusionarie, rapide, ricche di tagli, e in parte viste dalla sua prospettiva animalesca.

Sean Ellis non disdegna una giusta dose di gore per il suo film, il sangue c’è e scorre a fiumi, ma la violenza non è mai così esagerata da infastidire lo spettatore. Curiosamente la scena di violenza che colpisce di più non ha nulla a che vedere con la bestia, ma è sempre quella del massacro iniziale, in cui la crudeltà umana raggiunge livelli assolutamente inaspettati (dalla crocifissione del ragazzo alla foto in compagnia sui cadaveri degli zingari).

La recensione in breve

7.0 Sanguinolento

The Cursed è un horror coinvolgente e con qualche sprazzo di originalità. Consigliato per gli amanti del genere.

Pro
  1. Le atmosfere sono quelle giuste
  2. Le scene d'azione e di violenza sono costruite molto bene
  3. Le ambientazioni sono perfette
Contro
  1. La storia è a tratti un po' confusa
  • Voto CinemaSerieTV 7.0
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