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Home » Film » Recensioni film » La moglie del Presidente, la recensione: dietro un grande uomo…

La moglie del Presidente, la recensione: dietro un grande uomo…

La recensione de La moglie del Presidente, commedia politica francese, basata su eventi reali, con protagonista Catherine Deneuve.
Max BorgDi Max Borg25 Aprile 2024
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Una scena de La moglie del Presidente
Michel Vuillermoz e Catherine Deneuve ne La moglie del Presidente (Europictures)
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Il film: La moglie del Presidente (Bernadette), 2023. Regia: Léa Domenach. Cast: Catherine Deneuve, Denis Podalydès, Michel Vuillermoz, Sara Giraudeau, Laurent Stocker.Genere: commedia. Durata: 94 minuti. Dove l’abbiamo visto: al Festival du Film Français d’Helvétie, in lingua originale.

Trama: La versione romanzata della vita di Bernadette Chirac dopo la vittoria elettorale del marito Jacques.

A chi è consigliato? A chi ama la commedia francese, in particolare quella al femminile, e la satira politica.

 


Non vuole essere il classico biopic di un personaggio politico, il primo lungometraggio della regista francese Léa Domenach. E lo dichiara apertamente sin dalla sequenza d’apertura, posizionandosi come una commedia che trae liberamente ispirazione da eventi reali, con quello che praticamente è un coro greco che esplicita il meccanismo finzionale e il tono scanzonato con cui la cineasta intende avvicinarsi a un periodo preciso della Storia transalpina, quello che va dal 1995 al 2007, quando Jacques Chirac era il Presidente della repubblica francese. Ma questo non è un film su di lui, come potrete leggere in questa recensione de La moglie del Presidente (titolo necessario per un pubblico internazionale che non coglierebbe l’argomento dal semplice Bernadette originale).

Moglie devota?

Una scena de La moglie del Presidente
Catherine Deneuve ne La moglie del Presidente (Europictures)

Bernadette Chirac è sempre stata al fianco del marito, la cui carriera politica include essere stato sindaco di Parigi e primo ministro dell’intera nazione. Nel 1995 egli prova ad arrivare all’Eliseo, dopo una precedente campagna senza successo contro François Mitterrand, e vince l’elezione. Bernadette, il cui percorso professionale è stato tutt’altro che trascurabile, si aspetta di avere l’attenzione che merita, ma si rende presto conto che Jacques e il suo staff sono pronti a ignorarla e sottovalutarla. La soluzione? Reinventarsi, su iniziativa della figlia Claude, e diventare una personalità mediatica di spessore, una strategia che aumenta la sua popolarità e la rende una preziosa alleata quando le non poche gaffes di Jacques rischiano di compromettere più volte la sua presidenza, ed è grazie al supporto di Bernadette che lui arriverà al secondo mandato, prima dell’entrata in scena di un certo Nicolas Sarkozy nel 2007…

Catherine la grande

Una scena de La moglie del Presidente
Catherine Deneuve e Denis Podalydès ne La moglie del Presidente (Europictures)

Al centro di tutto c’è ovviamente Catherine Deneuve, autentica regina del cinema francese, scelta inevitabile ma intelligente per incarnare Bernadette, ruolo a cui lei si avvicina con tagliente ironia e sagace umanità. Ma non è da meno Michel Vuillermoz, uno dei più apprezzati attori teatrali d’oltralpe, che le dà manforte nei panni di Chirac, e diverte molto anche Denis Podalydès, che con questo materiale tende ad andare a nozze, nella parte di Bernard Niquet, il consigliere per la comunicazione che trasforma la signora Chirac in una delle donne più amate dal popolo. Un trio memorabile a cui si aggiunge Sara Giraudeau, una delle giovani leve del cinema transalpino contemporaneo, nel ruolo di Claude, secondogenita dei coniugi Chirac.

La rivalsa di Bernadette

La riabilitazione dell’immagine a cui si sottopone la protagonista è la stessa che il film in sé vuole applicare a un personaggio troppo spesso bistrattato all’epoca (la regista, che è figlia di un noto giornalista politico e all’epoca della vittoria di Chirac era preadolescente, ha raccontato di come per lei Bernadette fosse soprattutto la caricatura, abbastanza misogina, della trasmissione satirica Les Guignols de l’info), motivo per cui la Première Dame è uno di due personaggi (l’altro è la primogenita Laurence, lontana dai riflettori per motivi di salute) che il lungometraggio rappresenta con dignità, pur riconoscendone i difetti. Difetti che per tutti gli altri sono analizzati con gusto dell’eccesso umoristico, trasformando in simpatico delirio quella che, al netto delle dichiarazioni iniziali di quel coro le cui intrusioni sono un po’ troppo invadenti, è la riproposizione piuttosto veritiera di quegli anni. Con qualche ammiccamento di troppo (la battuta profetica alla Fassino sul futuro politico di Sarkozy è telefonatissima), ma anche quelli hanno un che di sincero che si sposa bene con il caos controllato messo in scena dalla cineasta.

La recensione in breve

7.0 Presidenziale

Catherine Deneuve è brillante nei panni di Bernadette Chirac in un film che rievoca con fare divertito e divertente la Francia degli anni Novanta.

Pro
  1. Michel Vuillermoz e Denis Podalydès sono comprimari eccelsi
  2. Il tono leggero lascia comunque spazio a riflessioni intelligenti
  3. Catherine Deneuve è strepitosa
Contro
  1. Alcune trovate umoristiche smorzano un po' la carica del film
  • Voto CinemaSerieTV 7.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
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