La serie: Sausage Party: Cibopolis (Sausage Party: Foodtopia), 2024. Creata da: Seth Rogen, Evan Goldberg, Conrad Vernon. Cast: Seth Rogen, Kristen Wiig, Michael Cera, Edward Norton, Sam Richardson, Will Forte, David Krumholtz, Natasha Rothwell, Yassir Lester. Genere: commedia, animazione. Durata: 30 minuti ca./ 8 episodi Dove l’abbiamo visto: su Prime Video, in lingua originale.
Trama: Gli alimenti cercano di creare una propria comunità di stampo utopistico, ma la cosa si rivela molto complicata.
A chi è consigliato? A chi ama il cibo e il sesso, e non per forza in quell’ordine.
E se la solita premessa per un film per famiglie avesse implicazioni più disturbanti? Da quell’idea nacque, nel 2016, il film Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia, scritto e prodotto da Seth Rogen che prestava anche la voce a Frank, un würstel che scopre la tremenda verità su quello che succede una volta che il cibo lascia il supermercato. Una commedia ad alto tasso d’irriverenza (il prefinale letteralmente orgiastico dovette essere modificato in post-produzione per evitare un visto censura troppo restrittivo negli Stati Uniti che ne avrebbe limitato la circolazione nelle sale), del cui eventuale sequel si parla da tempo. Ora è finalmente arrivato, in formato seriale per Prime Video, e ne parliamo nella nostra recensione di Sausage Party: Cibopolis.
Più salsiccia per tutti!

Il film si concludeva con la trovata metacinematografica dei protagonisti che scoprivano di essere personaggi animati e, tramite un portale, si apprestavano a recarsi nel mondo reale per picchiare i loro creatori e doppiatori. Un’idea carina come gag conclusiva, ma forse troppo ambiziosa per un sequel vero e proprio, ragion per cui la serie semplifica le cose: avendo effettivamente conquistato il supermercato, gli alimenti vogliono ora creare una propria comunità, priva di presenze umane. Nascono, però, le prime tensioni su come gestire questa nuova società utopistica, e Frank, supportato dall’amata fetta di pane Brenda, entra in conflitto con l’arancia Julius. L’altro würstel Barry, dal canto suo, è diventato un po’ assetato di sangue, e se la prende in particolare con un malcapitato umano di nome Jack, mentre Sammy Bagel Jr., segnato dalla morte dell’amato Kareem nei primi minuti dell’episodio inaugurale, si reinventa come comico…
Voci alimentari

Senza nulla togliere alla bravura del team reclutato per la versione italiana (adattamento di Fabrizio Mazzotta, direzione del doppiaggio di Riccardo Rossi), come sempre si consiglia la visione in lingua originale, non solo per cogliere alcune sfumature che il doppiaggio deve per forza di cose alterare o rimuovere del tutto (i giochi di parole sul cibo, seppure meno frequenti rispetto al film, non mancano), ma anche per apprezzare il lavoro del cast, tra cui i veterani della versione cinematografica che tornano in questa sede: Seth Rogen (Frank), Kristen Wiig (Brenda), Michael Cera (Barry), David Krumholtz (Kareem, che appare saltuariamente in sogno o flashback) e Edward Norton, che per Sammy continua a esibire la sua brillante imitazione di Woody Allen (e per un altro ruolo ne sfoggia una nuova, meno perfetta ma altrettanto divertente). Tra le nuove reclute da sottolineare la presenza di Will Forte, la cui aura da “sfigato” lo rende l’interprete ideale per Jack, vittima di mille soprusi da parte degli alimenti.
Godere del cibo

Concepita come serie da divorare in una volta sola (gli otto episodi sono usciti in simultanea), la prosecuzione del racconto avviato al cinema mette alla berlina la cosa chiamando ciascun capitolo una portata ed equiparando l’ingordigia del pubblico a quella di chi mangia troppo. D’altronde, l’eccesso è sempre stato il marchio di fabbrica di questo universo, e si intuisce subito che la scelta dello streaming sia stata dettata almeno in parte dalla possibilità di spingersi oltre i limiti del cinema (e ricordiamo che il film, pur cedendo a una piccola richiesta della censura, finiva con un’orgia, che continua nel primo episodio). Non si perde di vista la componente satirica, più orwelliana rispetto al semplice desiderio di stravolgere una classica premessa Pixar nel lungometraggio, ma sempre di pari passo con un umorismo nero all’insegna del cattivo gusto, con il punto di non ritorno rappresentato dal sesto episodio, che contiene una scena talmente esplicita da aver reso necessario un disclaimer che, ovviamente, prende in giro la propria natura (“Amazon ha preteso che vi avvisassimo. Ecco, consideratevi avvisati!”). Il passaggio a Prime Video ha anche comportato un upgrade sul piano visivo (il film, per questioni di budget, era stato animato da uno studio canadese con mezzi inferiori a quelli delle major statunitensi), ma rimane quella poetica formale un po’ simpaticamente sporca, come se l’intero universo, come i suoi bizzarri protagonisti, fosse prossimo allo scadere.
La recensione in breve
Lo spirito caustico e scorrettissimo del film è rimasto intatto in questa prosecuzione su Prime Video, con un misto vivace di satira e trovate brillantemente eccessive.
PRO
- Il ritorno delle voci originali dà alla serie la giusta energia
- Il cattivo gusto è presente sin dai primi minuti
- La satira mista a umorismo pecoreccio crea un mix molto divertente
CONTRO
- Si sconsiglia la visione durante i pasti
- Alcune scene potrebbero scioccare le anime più sensibili
- Voto CinemaSerieTV
