A sorpresa, venerdì 12 luglio 2024, Alec Baldwin è stato prosciolto dall’accusa di omicidio colposo, nel corso del procedimento legale che lo vedeva imputato per la morte di Halyna Hutchins, direttrice della fotografia, deceduta per ferite d’arma da fuoco al petto durante le riprese di Rust, un western prodotto dallo stesso Baldwin, nel 2021.
Al termine di una giornata convulsa, la giudice Mary Marlowe Sommer, dell’Alta Corte del New Mexico, ha infatti disposto l’archiviazione delle accuse, accogliendo la mozione presentata poche ore prima dalla difesa dell’attore. Pomo della discordia, una manciata di munizioni analoghe al proiettile che ha ucciso Hutchins.
Stando a quanto afferma la difesa, la procura non avrebbe messo al corrente in tempo utile la parte avversa dell’esistenza di questi proiettili, entrati nella disponibilità degli inquirenti partire dal marzo scokrso, e mai depositati agli atti.
Ricordiamo infatti che nell’ordinamento statunitense, accusa e difesa sono obbligate per legge a far visionare alla parte avversa, e di conseguenza alla Corte, qualsivoglia elemento di prova finisca in loro possesso, anche nel caso la stessa potrebbe favorire la parte avversa.
Questo accorgimento, da svolgersi preliminarmente alle udienze in aula e denominato ‘discovery’, viene implementato per garantire il più possibile l’imparzialità nel dibattimento.
Sempre In ossequio alla giurisprudenza, Sommer, nell’invalidare il procedimento, ha altresì certificato che Baldwin non potrà essere sottoposto a un secondo processo. Secondo il principio del ‘double jeopardy‘, infatti, un individuo non può essere processato due (o più) volte per un identico reato.
Nella sua deliberazione, che riportiamo citando Variety e THR, la giudice Sommer critica aspramente la condotta della Procura
Nonostante previe e continue rassicurazioni in tal senso, lo Stato non ha ottemperato ai suoi obblighi di presentazione delle prove, e di ciò, deve essere ritenuto assolutamente responsabile. Non mi resta quindi che annullare il procedimento. Il tardo rinvenimento di quest’essenziale prova ha gravemente condizionato l’equità del procedimento in corso, e la Corte non ha modo di raddrizzare questo torto. L’archiviazione è l’unico possibile rimedio sancito dal nostro ordinamento
Delle munizioni, destinate a cambiare per sempre il destino del processo, si era parlato per la prima volta giovedì 11 luglio, a due giorni dall’inizio delle udienze, per bocca di Alex Spyro, difensore di Baldwin, che aveva citato in aula un “buon samaritano”, il quale, nel mese di marzo 2024, aveva consegnato alla polizia di Santa Fe una manciata di proiettili apparentemente compatibili con quello che ha ucciso Hutchins.
Come avrebbe dichiarato poi il procuratore Kari Morrissey ore dopo, il ‘buon samaritano’ risponde al nome di Troy Teske, poliziotto in pensione.
A seguito dell’inatteso sviluppo, il giorno successivo, venerdì 12 luglio, Erlinda Johnson, membro del collegio accusatorio, si è dimessa dal caso, costringendo Morrissey a una mossa disperata, e inusuale nella giurisprudenza: salire essa stessa sul banco dei testimoni per dare la sua versione dei fatti. Nel corso della deposizione, Morrissey ha giustificato così la scelta di non presentare le munizioni alla difesa (citiamo da Deadline)
Ho deciso di non presentarle, perché a occhio non erano simili ai bossoli trovati sul set di Rust, quindi ho deciso di non depositarle nemmeno come prova
![Il procuratore Kari Morrissey [ABC News/CourtTV]](https://cinemaserietv.it/wp-content/uploads/2024/07/kari-morrissey-gty-jt-240712_1720821658043_hpEmbed_3x2-1024x683.jpg)
Ad onor di cronaca, occorre ora però riferire che Teske è amico personale di Thell Redd, noto armaiolo di Hollywood, nonché padre di Hannah Gutierrez – Reed, responsabile delle armi sul set di Rust, e condannata in aprile a 18 mesi, sempre per omicidio colposo. Secondo quanto riporta D. Patten di Deadline, la difesa di Reed avrebbe già presentato istanza di scarcerazione per la donna, che al momento sta scontando la pena in un carcere del New Mexico; la donna è stata ritenuta responsabile della tragedia, per aver inserito nel revolver di scena, un proiettile vero.
Ad oggi, dopo anni di indagini, non è ancora chiaro come dei proiettili non inerti siano finiti sul set di un film: del resto, la vicenda presenta anche molti altri punti oscuri (qui trovate un nostro sintetico riassunto) e, nonostante il proscioglimento, con tutta probabilità causerà ulteriori problemi a Baldwin; alla miriade di cause civili in cui l’attore è coinvolto, in quanto produttore del film), se ne aggiungerà con tutta probabilità un’altra, intentata da Matthew Hutchins, vedovo della vittima, che già nei giorni scorsi aveva accusato Baldwin di non aver rispettato i termini del patteggiamento stabilito nel 2022, proprio in sede civile, in cui si prevedeva un cospicuo risarcimento alla famiglia di Hutchins; stando all’uomo, in quasi due anni, Baldwin non avrebbe ancora pagato nulla di quanto dovuto.
![Alec Baldwin prosciolto dall’accusa di omicidio colposo, la giudice: “Impossibile fare altrimenti” Alec Baldwin in aula per il processo Rust [NBC News]](https://cinemaserietv.it/wp-content/uploads/2024/07/240711-alec-baldwin-rust-trial-ew-428p-6e8433-1024x683.jpg)