Come si vede nella serie Per Elisa – il caso Claps, Heather Barnett, la vicina di casa inglese di Danilo Restivo fu uccisa in casa sua dallo stesso Restivo, dopo aver accompagnato i due figli a scuola. Quello che la serie non mostra però è che la Barnett fu colpita a martellate sulla testa, poi Restivo le tagliò la gola, spostò il suo cadavere da una stanza all’altra e completò il suo lavoro asportandole i seni e mettendole due ciocche di capelli tra le mani. Una di queste ciocche apparteneva ad Heather, l’altra ad un’altra persona. A ritrovare il cadavere di Heather, furono i suoi figli, al ritorno dalle lezioni. Ma proviamo a ricostruire nel dettaglio le dinamiche dell’omicidio della sarta, che viveva a Bournemouth, nella casa di fronte a quella in cui abitavano l’assassino di Elisa Claps e sua moglie.

Il 6 novembre 2002, sette mesi dopo essersi trasferito in Gran Bretagna per iniziare una convivenza con la sua compagna Fiamma Marsango, che due anni dopo diventerà sua moglie, Danilo Restivo bussa a casa di Heather Barnett, una sarta separata dal marito, che vive con i suoi due figli, Terry e Caitlin. Restivo commissiona a Heather delle tende su misura, di colore verde, spiegando che si tratta di una sorpresa per sua moglie e vorrebbe regalargliele a Natale. Heather accetta, ma poco dopo si rende conto che un mazzo di chiavi di riserva che teneva su un tavolo è scomparso, e sospetta che le abbia prese Danilo Restivo, come si legge anche in uno scambio mail con sua sorella. Heather scrive anche un biglietto alla compagna di Danilo in cui le chiede se per caso l’uomo abbia preso le chiavi per sbaglio, perché le ha cercate ovunque. Non ottenendo risposta, la Barnett si vede costretta a cambiare le serrature di casa.

Attenzione, da qui in poi seguono descrizioni esplicite che potrebbero turbare i nostri lettori più sensibili. Sei giorni dopo, la mattina del 12 novembre, Heather accompagna i figli a scuola in macchina e fa ritorno dieci minuti dopo. Evidentemente riceve un’altra visita di Restivo, che stavolta, approfittando del fatto che sia sola, la colpisce a martellate. Come scrive il Daily Echo, l’anatomopatologo Allen Anscombe raccontò al processo contro Restivo spiegò che la donna era stata uccisa nelle prime ore del mattino e che le martellate erano state almeno dieci, una delle quali aveva sfondato il cranio della Barnett, arrivando al tessuto cerebrale. L’assassino aveva spostato il suo corpo dalla stanza in cui lavorava fino al bagno, dove le aveva tagliato la gola una parte all’altra, e le aveva alzato la maglia fino al seno per tagliarle il reggiseno al centro, tra le due coppe, e poi aveva praticato tre tagli sull’addome e le aveva asportato i seni, che aveva collocato sul pavimento, accanto alla testa del cadavere. Queste ultime ferite, sotolineò il dottor Anscombe, erano state inflitte quando la Barnett era già morta. Le mani di Heather erano posizionate sul suo grembo e presentavano altre lesioni, ma soprattutto Restivo aveva collocato in ciascuna mano un ciuffo di capelli. Uno apparteneva alla stessa Barnett, l’altro, di colore più chiaro ad un’altra donna. Come è noto infatti, Danilo Restivo ha un feticismo per i capelli che era già noto a molti, anche a Potenza, dove aveva vissuto. Restivo si era cacciato spesso nei guai per aver tagliato ciocche di capelli a delle ragazze, sugli autobus o nei cinema e spesso portava con sé un paio di forbici. A causa di questa abitudine inquietante, a Potenza era soprannominato “il parrucchiere”.
A ritrovare il cadavere straziato di Heather Barnett, purtroppo, furono i suoi due figli, che tornarono a casa intorno alle 16.00. Come scrive The Guardian Terry Marsh, che allora aveva 14 anni, raccontò agli agenti che sua sorella Caitlin, di 11 anni, appena entrò in casa, chiamò sua mamma, ma non ottenne risposta. Lui era andato nella sua stanza a togliersi gli abiti di scuola da dosso, e fu in quel momento che rese conto che c’era qualcsa che non andava.
Cercando di capire dove fosse sua madre, Caitlin bussò alla porta del bagno, che era chiusa. Non ottenendo risposta, aprì appena la porta e quando vide sua madre sul pavimento urlò. Ad entrare nel bagno però fu Terry, che si rese immediatamente conto che sua madre era stata uccisa.
“Aprii la porta a metà ed entrai in bagno. La vidi distesa sulla schiena e c’era sangue ovunque. Quando vidi tutto quel sangue, capii che non era stato un incidente”
Terry chiamò il 999 e all’operatore disse che sua madre era stata assassinata. Nella concitazione del momento, i due ragazzi furono accolti proprio da Danilo Restivo e Fiamma Marsango, che li ospitarono in casa per qualche ora, fino a quando la polizia ultimò i rilevamenti e si prese carico di loro. Da quel giorno, le cose per i due ragazzi non sarebbero mai più state le stesse. Come scrive The Guardian, anni dopo Caitlin spiegò che le ci vollero mesi per realizzare ciò che era successo e per molto tempo aveva paura di entrare nei bagni. La psicoterapia l’ha aiutata a gestire emotivamente il trauma, ma un episodio del genere lascia cicatrici indelebili.
“L’unica persona di cui posso fidarmi è Terry. Mia mamma mi è stata strappata via. La casa in cui abitavo con mia mamma ora è stata sporcata dalle azioni violente di un’altra persona. Non ci sono più tornata e non riesco neanche a passarci davanti. Non ho spiegazioni per ciò che è accaduto a mamma. Cosa ha fatto di male? Perché ha ucciso mia mamma?”
Come si vede nella serie Per Elisa – il caso Claps, Heather Barnett, la vicina di casa inglese di Danilo Restivo fu uccisa in casa sua dallo stesso Restivo, dopo aver accompagnato i due figli a scuola. Quello che la serie non mostra però è che la Barnett fu colpita a martellate sulla testa, poi Restivo le tagliò la gola, spostò il suo cadavere da una stanza all’altra e completò il suo lavoro asportandole i seni e mettendole due ciocche di capelli tra le mani. Una di queste ciocche apparteneva ad Heather, l’altra ad un’altra persona. A ritrovare il cadavere di Heather, furono i suoi figli, al ritorno dalle lezioni. Ma proviamo a ricostruire nel dettaglio le dinamiche dell’omicidio della sarta, che viveva a Bournemouth, nella casa di fronte a quella in cui abitavano l’assassino di Elisa Claps e sua moglie.

Il 6 novembre 2002, sette mesi dopo essersi trasferito in Gran Bretagna per iniziare una convivenza con la sua compagna Fiamma Marsango, che due anni dopo diventerà sua moglie, Danilo Restivo bussa a casa di Heather Barnett, una sarta separata dal marito, che vive con i suoi due figli, Terry e Caitlin. Restivo commissiona a Heather delle tende su misura, di colore verde, spiegando che si tratta di una sorpresa per sua moglie e vorrebbe regalargliele a Natale. Heather accetta, ma poco dopo si rende conto che un mazzo di chiavi di riserva che teneva su un tavolo è scomparso, e sospetta che le abbia prese Danilo Restivo, come si legge anche in uno scambio mail con sua sorella. Heather scrive anche un biglietto alla compagna di Danilo in cui le chiede se per caso l’uomo abbia preso le chiavi per sbaglio, perché le ha cercate ovunque. Non ottenendo risposta, la Barnett si vede costretta a cambiare le serrature di casa.

Attenzione, da qui in poi seguono descrizioni esplicite che potrebbero turbare i nostri lettori più sensibili. Sei giorni dopo, la mattina del 12 novembre, Heather accompagna i figli a scuola in macchina e fa ritorno dieci minuti dopo. Evidentemente riceve un’altra visita di Restivo, che stavolta, approfittando del fatto che sia sola, la colpisce a martellate. Come scrive il Daily Echo, l’anatomopatologo Allen Anscombe raccontò al processo contro Restivo spiegò che la donna era stata uccisa nelle prime ore del mattino e che le martellate erano state almeno dieci, una delle quali aveva sfondato il cranio della Barnett, arrivando al tessuto cerebrale. L’assassino aveva spostato il suo corpo dalla stanza in cui lavorava fino al bagno, dove le aveva tagliato la gola una parte all’altra, e le aveva alzato la maglia fino al seno per tagliarle il reggiseno al centro, tra le due coppe, e poi aveva praticato tre tagli sull’addome e le aveva asportato i seni, che aveva collocato sul pavimento, accanto alla testa del cadavere. Queste ultime ferite, sotolineò il dottor Anscombe, erano state inflitte quando la Barnett era già morta. Le mani di Heather erano posizionate sul suo grembo e presentavano altre lesioni, ma soprattutto Restivo aveva collocato in ciascuna mano un ciuffo di capelli. Uno apparteneva alla stessa Barnett, l’altro, di colore più chiaro ad un’altra donna. Come è noto infatti, Danilo Restivo ha un feticismo per i capelli che era già noto a molti, anche a Potenza, dove aveva vissuto. Restivo si era cacciato spesso nei guai per aver tagliato ciocche di capelli a delle ragazze, sugli autobus o nei cinema e spesso portava con sé un paio di forbici. A causa di questa abitudine inquietante, a Potenza era soprannominato “il parrucchiere”.
A ritrovare il cadavere straziato di Heather Barnett, purtroppo, furono i suoi due figli, che tornarono a casa intorno alle 16.00. Come scrive The Guardian Terry Marsh, che allora aveva 14 anni, raccontò agli agenti che sua sorella Caitlin, di 11 anni, appena entrò in casa, chiamò sua mamma, ma non ottenne risposta. Lui era andato nella sua stanza a togliersi gli abiti di scuola da dosso, e fu in quel momento che rese conto che c’era qualcsa che non andava.
Cercando di capire dove fosse sua madre, Caitlin bussò alla porta del bagno, che era chiusa. Non ottenendo risposta, aprì appena la porta e quando vide sua madre sul pavimento urlò. Ad entrare nel bagno però fu Terry, che si rese immediatamente conto che sua madre era stata uccisa.
“Aprii la porta a metà ed entrai in bagno. La vidi distesa sulla schiena e c’era sangue ovunque. Quando vidi tutto quel sangue, capii che non era stato un incidente”
Terry chiamò il 999 e all’operatore disse che sua madre era stata assassinata. Nella concitazione del momento, i due ragazzi furono accolti proprio da Danilo Restivo e Fiamma Marsango, che li ospitarono in casa per qualche ora, fino a quando la polizia ultimò i rilevamenti e si prese carico di loro. Da quel giorno, le cose per i due ragazzi non sarebbero mai più state le stesse. Come scrive The Guardian, anni dopo Caitlin spiegò che le ci vollero mesi per realizzare ciò che era successo e per molto tempo aveva paura di entrare nei bagni. La psicoterapia l’ha aiutata a gestire emotivamente il trauma, ma un episodio del genere lascia cicatrici indelebili.
“L’unica persona di cui posso fidarmi è Terry. Mia mamma mi è stata strappata via. La casa in cui abitavo con mia mamma ora è stata sporcata dalle azioni violente di un’altra persona. Non ci sono più tornata e non riesco neanche a passarci davanti. Non ho spiegazioni per ciò che è accaduto a mamma. Cosa ha fatto di male? Perché ha ucciso mia mamma?”
