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Home » Film » News cinema e film » Come finisce il film Quattro buone giornate: Molly riesce a cambiare la sua vita?

Come finisce il film Quattro buone giornate: Molly riesce a cambiare la sua vita?

Scopriamo come finisce Quattro buone giornate, il film con Mila Kunis e Glenn Close che parla di tossicodipendenza e ispirato a una storia vera.
Agnese AlbertiniDi Agnese Albertini11 Agosto 2024Aggiornato:11 Agosto 2024
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Alla fine del film Quattro buone giornate, scopriamo che Molly vive ancora con la madre e sembra una persona completamente cambiata; ha continuato a ricevere le iniezioni di Vivitrol ed è rimasta pulita. Tuttavia, l’incertezza persiste: Molly rivela alla madre che ha posticipato la sua prossima dose di Vivitrol, lasciandosi così un intero weekend libero per ricadere nell’uso di eroina. Deb, pur volendo intervenire, capisce che Molly deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Il film si conclude ricordando la vera storia delle donne che ne hanno ispirato la trama, Amanda Wendler (Molly) e Libby Alexander (Deb).

Questo dopo che Deb cerca incessantemente di contattare Molly, senza riuscirci. Lunedì mattina, Molly torna finalmente a casa e chiede a Deb di prepararsi per l’appuntamento al centro di disintossicazione. Tuttavia, prima di uscire, Molly chiede alla madre di fornirle le sue urine, confermando così i sospetti di Deb. Molly ammette di aver avuto una ricaduta, ma è decisa a disintossicarsi. Deb, nonostante tutto, accetta di aiutarla e le consegna le sue urine. Al centro, Molly riceve un’iniezione di antagonista degli oppioidi, ma, avendo ancora tracce di droga nel sangue, entra in uno stato di astinenza acuta, costringendo le due a correre in ospedale.

La pellicola ha come protagonista Mila Kunis nel ruolo di Molly, un’eroinomane che cerca disperatamente di cambiare la sua vita. Chiede aiuto alla madre Deb, interpretata da Glenn Close, che l’ha sempre sostenuta con un amore severo. Insieme scoprono l’esistenza di un’iniezione rivoluzionaria, il Vivitrol, che elimina la sensazione di sballo. Tuttavia, Molly deve restare pulita per altri quattro giorni prima di poterla ricevere. Il film è una riflessione silenziosa sulle sfide quotidiane che i tossicodipendenti affrontano nel tentativo di disintossicarsi. La comunità di recupero è consapevole che le ricadute sono comuni, ma la domanda che sorge spontanea è: Molly riuscirà a rimanere pulita fino alla fine di “Four Good Days”?

Dopo aver ricevuto la prima iniezione di Vivitrol, Molly ha una reazione grave: vomita e sente dolore in tutto il corpo, esattamente come il medico aveva avvertito all’inizio del film. Questo avviene perché, pur essendo ben a conoscenza dei rischi, Molly ha continuato a fare uso di droghe. Dopo un fine settimana di sparizione, Molly confessa alla madre di essersi fatta, e insieme decidono comunque di procedere con l’iniezione, utilizzando l’urina pulita di Deb per ingannare il medico. Segue una corsa in ospedale per cercare di salvare Molly.

Il climax del film non solo è sconvolgente, ma sottolinea un aspetto cruciale del trattamento con Vivitrol: l’astinenza da oppioidi indotta dalla sua somministrazione, che può avere conseguenze gravissime.

Questo film drammatico del 2020 è diretto da Rodrigo García, con una sceneggiatura scritta dallo stesso García insieme a Eli Saslow. La storia di Quattro Buone giornate è tratta da una storia vera e si ispira all’articolo del 2016 di Saslow pubblicato sul Washington Post, intitolato “How’s Amanda? A Story of Truth, Lies and an American Addiction”.  Il film ha avuto la sua anteprima mondiale al Sundance Film Festival il 25 gennaio 2020. Alla 94ª edizione degli Academy Awards, la canzone principale del film, “Somehow You Do”, è stata candidata come miglior canzone originale.

Agnese Albertini
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Nata nel 1999, Agnese Albertini è redattrice e critica cinematografica per i siti CinemaSerieTv.it, Cinefilos.it e BestMovie.it. Nel 2022 ha conseguito la laurea triennale in Lingue e Letterature straniere presso l'Università di Bologna e, parallelamente, ha iniziato il suo percorso nell'ambito del giornalismo web, dedicandosi sia alla stesura di articoli di vario tipo e news che alla creazione di contenuti per i social e ad interviste in lingua inglese.

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