La serie: Emily in Paris 4. Creata da: Darren Star. Genere: Commedia/Romantico. Cast: Lily Collins, Philippine Leroy-Beaulieu, Lucas Bravo, Ashley Park, Camille Razat, Samuel Arnold, Bruno Gouery, William Abadie, Lucien Laviscount. Durata: 5 episodi/35 minuti circa. Dove l’abbiamo vista: In anteprima stampa su Netflix
Trama: Emily e Gabriel sembrano finalmente insieme nonostante le difficoltà rappresentate dalla gravidanza di Camille. I due, infatti, sono decisi a non reprimere più i sentimenti che provano l’uno per l’altro. La situazione, però, sembra destinata a complicarsi nuovamente portando la coppia a separare le proprie strade per delle incomprensioni.
A questo si aggiunge anche una nuova avventura, professionale e sentimentale, che porta Emily verso la città eterna. Mentre si trova a Roma, però, Gabriel ottiene finalmente la sua tanto attesa stella Michelin ed un messaggio di congratulazioni della stessa Emily. Parole che, finalmente, pronuncia in francese e che fanno comprendere come la loro storia sua tutt’altro che conclusa.
A chi è consigliato? A chi desidera lasciarsi intrattenere da uno show leggero, capace di trasformarlo in un mondo di pura fantasia e dalle note romantiche
Dopo un lungo mese di attesa la seconda parte della quarta stagione di Emily in Paris é finalmente approdata su Netflix. Episodi, questi, particolarmente attesi per due motivi essenziali: l’eterna storia con Gabriel e la speranza di assistere ad avvenimenti in grado di migliorare una prima parte piuttosto deludente. In realtà il colpo di scena necessario ha brillato per la sua assenza. O, meglio, si é espresso in un ripetersi costante di consuetudini e modelli narrativi applicati infinite volte all’interno della serie e, proprio per questo, ormai prevedibili e poco funzionali al prodotto. D’altronde Emily in Paris nasce come una creatura ludica, il cui scopo é quello di alleggerire gli animi e staccare dalla realtà. Ma se il sogno inizia a produrre sbadigli forse potrebbe essere arrivato il momento di svegliarsi.
In sostanza, dunque, ci si trova di fronte ad una stagione che, pur dovendo essere risolutiva ha in realtà ha tutti gli aspetti poco positivi del classico capitolo di passaggio dove tutto é ancora in sospeso. Per l’ennesima volta.
Ancora Emily tra Parigi e Roma

Nonostante le molte difficoltà, dovute soprattutto alla gravidanza di Camille, Emily e Gabriel sembrano aver finalmente trovato il loro lieto fine. O, almeno, si stanno impegnando per ricercare un modo per gestire una situazione non certo semplicissima. Come sempre, però, non tutto si svolge nel migliore dei modi. Camille, infatti, scopre di non essere mai stata incinta. Alcuni medicinali assunti potrebbero aver falsato il test di gravidanza. Come se non bastasse, poi, è stata lasciata dalla fidanzata Sofia. La donna, infatti, è tornata in Grecia consapevole di non riuscire a vivere pienamente questa relazione particolarmente affollata.
L’assenza del bambino, però, non giova al rapporto tra Gabriel e Emily. Lui, infatti, cerca di mascherare la delusione per la paternità mancata e lei non comprende fino in fondo lo stato d’animo che lo coinvolge. La coppia, dunque, finisce per litigare durante le vacanze natalizie, trascorse nella casa di montagna della famiglia di Camille. Una situazione esasperata anche dalla madre della ragazza che, ancora una volta, agisce per riunirla a Gabriel.
Di ritorno a Parigi, dunque, Emily è convita che i due si siano rimessi insieme, giungendo a delle conclusioni assolutamente errate. Da parte sua, poi, Gabriel è stanco di non essere compreso fino in fondo e di dover affrontare sempre la difficoltà di una comunicazione in una lingua non sua. E, così, dunque, senza una vera motivazione la coppia si separa. Nello stesso tempo, poi, sulla strada di Emily arriva un nuovo personaggio maschile, Si tratta di Marcello, italiano a capo di un’azienda familiare che produce raffinata lana con cui viene prodotta una collezione tanto elegante quanto esclusiva.
Seguendolo come cliente per l’agenzia di Sylvie, Emily cede alla tentazione di una vacanza romana. La città l’affascina e la seduce, esattamente come il suo accompagnatore. Tutto sembra parlare di un nuovo inizio e l’arrivo dei suoi amici e colleghi le danno la conferma di poter rimanere nella città per affari ed amore. Peccato, però, che i sentimenti per Gabriel non sono certo sopiti. Basta, infatti, il consiglio di un amico come Alfie per spingere lo chef, ormai stellato, a rivedere la situazione e, forse, a riconquistare l’amore della sua vita.
L’epilogo mancato

Fino ad oggi ad Emily in Paris sono state attribuite delle caratteristiche superficiali come, ad esempio, l’evidente mancanza di aderenza alla realtà. Nonostante questo, però, la sua natura romance, capace di strizzare l’occhio al glamour più spinto, ha sempre mostrato ritmo, ironia e leggerezza. Caratteristiche che hanno trovato forza nello stile lieve e fresco della Collins e, soprattutto, nella definizione accurata del mondo che circonda Emily. In questo senso, dunque, ogni personaggio e
stato caratterizzato con attenzione e posto all’interno di un universo composito dove tutti conoscevano alla perfezione la strada da compiere.
Una chiarezza che, invece, manca totalmente alla quarta stagione. Attesa come ul momento della grande evoluzione sentimentale, riguardo soprattutto la crescita della relazione tra Emily e Gabriel, in realtà torna prepotentemente indietro e si arena in una staticità formale forse necessaria per produrre altre stagioni ma
obiettivamente deludente e completamente in controtendenza con la fine della stagione precedente. Ecco, dunque, che ritroviamo una Emily ancora vittima delle sue eterne insicurezze e di quell’atteggiamento piccolo borghese che, i tre anni parigini dovrebbero aver debellato. Il tutto, ovviamente, si riflette nella relazione con Gabriel che soffre ancora del non detto e dell’esigenza di fare sempre la cosa giusta.
Gli stessi personaggi di Sylvie e Mindy sembrano essere preda di una sorta di affanno esistenziale che le riporta verso errori e comportamenti passati. E non basta certo l’uscita di scena di Alfie, oltre alla definitiva neutralizzazione di Camille per apportare una spinta evolutiva ad una stagione che avrebbe dovuto essere risolutiva e, probabilmente, conclusiva. Se da una parte é comprensibile la necessità e la volontà di prolungare un progetto di successo come Emily in Paris, dall’altra si dovrebbe costruire un’evoluzione plausibile ed effettivamente intrigante. E non basta introdurre un cambiamento di città e l’entrata in scena dell’ennesimo nuovo uomo per giustificare un epilogo rimandato.
Parigi vs Roma

La vera novità di questa quarta stagione, dunque, è il cambio di location. L’azione, infatti, si sposta da Parigi a Roma, mettendo in campo una serie di luoghi comuni che, a quanto pare, non possono mai mancare quando si tratta della rappresentazione italica. Il primo é proprio il muovo rivale in amore di Gabriel. Ovviamente si tratta di una bellezza mora, fascinosa e dotata di un senso della cavalleria fuori tempo massimo. E, come se non bastasse, si chiama Marcello. Un nome che da La dolce vita in poi, ha definito tutte le fantasie riguardo gli uomini italiani. Almeno secondo gli americani.
A questo, poi, si aggiunge anche l’omaggio ad un altro film che ha celebrato la città di Roma. Ovviamente si sta parlando di Vacanze Romane che, giocando sull’utilizzo dell’immancabile vespa e di alcuni luoghi storici, come la scalinata di piazza di Spagna, strizza l’occhio chiaramente a quelle atmosfere. Per completare il tutto, poi, anche il cambio di stile pensato per Emily, fatto di gonne a ruota e fazzolettini annodati al collo. Tutto giocando sulla sua somiglianza fisica con l’essenziale eleganza di Audrey Hepburn.
In sostanza, dunque, ci si trova di fronte a dei cambiamenti puramente formali, il cui compito é rendere più appetibile un riavvolgimento del nastro verso il passato senza riuscire nell’impresa. Perché possono anche cambiare appartamenti, città e panorami ma nulla sembra mutare nella protagonista, stretta alle sue eterne barriere linguistiche. Unica eccezione, una flebile speranza verso il finale che, forse, traghetterà ad una quinta stagione più interessante e conclusiva.
La recensione in breve
La quarta stagione prometteva di essere intensa e conclusiva ma, in realtà, la seconda parte è ancora più deludente della prima. Nel tentativo di prolungare un progetto di successo, si torna nettamente indietro optando addirittura per una nuova location ed una sorta di nuovo inizio. Peccato, però, che l'evoluzione dei personaggi rimanga sempre statica fatta eccezione, probabilmente, per Gabriel e, forse, la stessa Camille.
Pro
- Un uso della moda e del glamour più attento e selettivo
- Le atmosfere leggere del racconto
Contro
- Una sceneggiatura statica e poco innovativa
- Il ricorrere a dei luoghi comuni per la rappresentazione della realtà romana
- L'involuzione di molti personaggi
- Voto CinemaSerieTV.it
