Nella fiction Brennero si parla di un serial killer soprannominato Il Mostro di Bolzano e siamo certi che molti ricorderanno di averne sentito parlare sui media, anni fa. In realtà l’assassino al centro della serie è un personaggio inventato, che ha poco a che vedere con il vero Mostro di Bolzano, Marco Bergamo, che uccise sei donne, tra gli anni ’80 e ’90.
Le differenze tra i due serial killer, quello di finzione e quello reale, sono molte. Si può dire che condividono il soprannome che gli viene attribuito dai media e il fatto che uccidono appunto a Bolzano. Li accomuna anche il fatto che tra due distinti blocchi di omicidi, fanno passare qualche anno. Per il resto, le motivazioni che li spingono ad uccidere sono completamente diverse, così come il periodo in cui si svolgono le loro vicende.

L’assassino interpretato da Paolo Briguglia uccide su motivazioni legate all’odio razziale, uccide uomini e donne che ritiene colpevoli di aver trattato gli italiani come individui inferiori (Bolzano è una città in cui convivono due distinti gruppi linguistici, italiano e tedesco, con le relative differenze culturali e sociali).

Invece Marco Bergamo, che fu soprannominato il Mostro di Bolzano, era un uomo che uccise solo donne, tra cui anche delle prostitute, ed era spinto da un movente prettamente sessuale. La prima vittima di Bergamo fu una sua vicina di casa, Marcella Casagrande, una ragazza di appena 15 anni uccisa a coltellate nel gennaio del 1985. L’estate successiva uccise Annamaria Cipolletti, un’insegnante di scuola media che si prostituiva in un appartamento di Bolzano, anche lei uccisa a coltellate. Dopo una pausa di sette anni, nel 1992, Bergamo uccise tre donne, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra. Erano tre prostitute e furono uccise tutte con la stessa modalità. L’uomo fu catturato poco dopo l’ultimo omicidio, quello di Marika Zorzi. Come spieghiamo più approfonditamente nel nostro articolo sul Mostro di Bolzano, Bergamo era una persona che sin dalla prima giovinezza aveva manifestato numerosi problemi, sia fisici che mentali. L’uomo è morto in carcere a Bollate, nel 2017. Se il tema vi affascina, non perdetevi la nostra classifica dei film sui serial killer, tratti da storie vere.
La fiction Brennero si sviluppa in 4 puntate e in realtà secondo il sito della Rai si ispira liberamente ad altri fatti realmente accaduti negli anni ’60, la Notte dei Fuochi, quando i terroristi tirolesi diedero il via a una serie di attentati per ottenere la riannessione del Südtirol.
