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Home » Serie TV » 6 curiosità su Monsters – la storia di Lyle ed Erik Menendez: tra polemiche, easter eggs e l’ombra di Dahmer

6 curiosità su Monsters – la storia di Lyle ed Erik Menendez: tra polemiche, easter eggs e l’ombra di Dahmer

Qualche curiosità sulla serie Netflix incentrata sui fratelli Menendez: dagli easter eggs, alle storie dei personaggi secondari, tra schiaffi e omicidi.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco5 Ottobre 2024
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Una scena di Monsters (fonte: Netflix)
Una scena di Monsters (fonte: Netflix)
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La serie Monsters – la storia di Lyle ed Erik Menendez, attualmente su Netflix, ricostruisce il caso di cronaca dei due ragazzi che nell’estate del 1989 uccisero i loro genitori e il processo che ne seguì ebbe un forte impatto mediatico.. La serie, come nello stile di Ryan Murphy, affronta anche altre vicende collaterali inquietanti quanto attuali, come quella di Dominique Dunne, ma è anche punteggiata di easter eggs simpatici, tra cui un riferimento a Jeffrey Dahmer, protagonista della precedente serie di Murphy. Ne parliamo di seguito, attraverso sei curiosità sulla serie.

1. I riferimenti a film e personaggi celebri, da Batman a Tom Cruise

Lyle Menendez (Nicholas Chavez) in Monsters indossa la camicia di Tom Cruise in Cocktail
Lyle Menendez (Nicholas Chavez) in Monsters indossa la camicia di Tom Cruise in Cocktail

Come molte serie ideate da Ryan Murphy anche Monsters è piena di riferimenti e citazioni a film famosissimi o personaggi conosciuti. Ad esempio all’inizio della serie Lyle ed Erik tentano di acquistare un biglietto del cinema per Batman di Tim Burton per costruirsi un alibi, ma non ci riescono. Questa è una cosa che è realmente accaduta: i Menendez, dopo aver ucciso i genitori dissero che sarebbero voluti andare a vedere Batman, ma c’era fila e hanno ripiegato su un film di James Bond, 007 – Vendetta Privata. La cosa più sconcertante è che la storia di Batman inizia proprio con l’omicidio dei suoi genitori…

Nel corso della miniserie inoltre, nell’episodio ambientato ad Halloween, vengono citati il video di Thriller di Michael Jackson, Guerre Stellari (la bambina che parla con Lyle ha un copricapo con le orecchie di Yoda). La citazione più cool però è la camicia che indossa Lyle (Nicholas Chavez) che è una copia esatta di una delle camicie indossate da Tom Cruise nel film Cocktail.

Aileen Quinn nel film Annie
La protagonista del film Annie (1982)

In un’altra scena l’avvocato Leslie Abramson viene soprannominata Little Orphan Annie, come la piccola protagonista del film Annie, del 1982, che aveva una bella chioma riccia. Ci sono anche dei riferimenti all’horror Poltergeist, anche questo uscito nell’82, perché la figlia del giornalista Dominick Dunne, di cui si parla brevemente nella serie, fu uccisa da un ex fidanzato pochi mesi dopo l’uscita del film, di cui era uno dei protagonisti.

Anche l’interpretazione dei fratelli Menendez, a tratti, fa pensare agli attori di quel periodo. A parere di chi scrive, in alcune scene Cooper Koch, ricorda un po’ il primo Tom Hanks.

2. I Menendez apparvero casualmente nella figurina del cestista Mark Johnson

La card sportiva di Mark Jackson con i fratelli Menendez sullo sfondo
La card sportiva di Mark Jackson con i fratelli Menendez sullo sfondo

Come viene raccontato nella serie Netflix, dopo aver ucciso i loro genitori, ad agosto 1989, i Menendez si diedero a spese pazze: rolex, viaggi, appartamenti di lusso, investimenti, abiti firmati, feste. Acquistarono biglietti a bordo campo per assistere alle partite dei New York Knicks al Madison Square Garden.

Come scrive People, a conferma di ciò, per pura coincidenza, i Menendez appaiono sullo sfondo di una figurina, quella del giocatore di pallacanestro Mark Jackson, che si riferisce alla stagione sportiva 1990 – 91. Sono i due ragazzi seduti a bordo campo, alle spalle di Jackson. Come si può immaginare, oggi quella figurina ha un valore molto alto, tra i collezionisti.

3. Jeffrey Dahmer e i Menendez: tre Mostri a confronto (sullo schermo e sul set)

Evan Peters e Cooper Koch sul set di Monsters
Evan Peters e Cooper Koch sul set di Monsters

La serie di Ryan Murphy ormai è legata indissolubilmente al successo della prima stagione, quella incentrata sulla storia del serial killer Jeffrey Dahmer. Non a caso Netflix, nel presentare la nuova serie sui Menendez, sulla piattaforma, ha utilizzato l’immagine di Evan Peters in Dahmer. Il cannibale del Milwaukee, che uccise 17 ragazzi e uomini, molti dei quali adescati nei locali gay, viene citato anche in uno dei dialoghi della miniserie su Menendez, quando uno dei due fratelli paragona l’impatto mediatico del loro caso a quello del serial killer (che verrà arrestato nel 1991, quindi l’anno dopo i Menendez).

Evan Peters, protagonista della prima serie, ha fatto visita più volte sul set della seconda stagione, tanto che sui social sono circolate delle sue foto con Javier Bardem – che interpreta Josè Menendez, il padre dei fratelli – e con Cooper Koch. Non sorprendono queste visite sul set, visto che Peters ha collaborato più volte con l’autore Ryan Murphy (per Dahmer, ma anche per American Horror Story) e visto che in questi giorni è stata annunciata una nuova collaborazione tra Peters e Murphy, per una nuova serie. Invece, la terza stagione di Monsters è stata già confermata e tornerà a parlare di un serial killer, Ed Gein.

A proposito di serial killer, sapete che fine fece il cervello di Jeffrey Dahmer, dopo la sua morte?

Evan Peters e Javier Bardem sul set di Monsters
Evan Peters e Javier Bardem sul set di Monsters

4. La reazione negativa dei Menendez alla serie e l’abbraccio tra Erik e Cooper Koch

Chloe Sevigny e Javier Bardem in Monsters: la storia di Lyle ed Erik Menedez
Chloe Sevigny e Javier Bardem in Monsters: la storia di Lyle ed Erik Menedez – fonte Netflix

Poco dopo l’uscita di Monsters su Netflix, Erik Menendez aveva avuto una reazione negativa alla serie. In un post condiviso da sua moglie Tammi Ruth Saccoman, Erik aveva definito la serie di Murphy “un lavoro disonesto” che ha fatto fare un passo indietro alla verità. Come scrive People invece, Ryan Murphy dal canto suo sostiene che quella dei Menendez sia stata una finta indignazione e che in realtà la serie “è la cosa migliore che gli sia capitata da trent’anni a questa parte” perchè ha dato nuova visibilità al loro caso. Le parole di Murphy trovano riscontro nel fatto che a novembre 2024 il caso dei Menendez sarà discusso nuovamente in aula con due nuove prove che erano state presentate nel 2023 e questo potrebbe portare ad un nuovo processo o ad una revisione della sentenza. Ricordiamo che i Menendez sono stati condannati ad una pena molto dura e non usciranno più dal carcere. Salvo nuovi colpi di scena nella loro vicenda…

Nelle ultime settimane i Menendez hanno ricevuto la visita in carcere di Kim Kardashian e di Cooper Koch (che nella serie interpreta Erik). A Variety Koch ha spiegato che aveva già avuto modo di parlare con Erik Menendez prima del debutto di Monsters e quando lui ha espresso indignazione per la serie Netflix gli ha detto che lo capiva perfettamente, perché “non riesco neanche ad immaginare come debba essere vedere il periodo più traumatico e brutto della tua vita sullo schermo”. Poi qualche giorno dopo Kim Kardashian lo ha contattato per fargli i complimenti e gli ha chiesto di andare con lei a far visita ad Erik, a San Diego. In carcere, appena Koch ha visto i Menendez, si sono abbracciati.

“Ci siamo guardati e ci siamo abbracciati subito. Erik è stato così gentile e anche Lyle. Li ho abbracciati entrambi. Sono persone oneste. In carcere hanno fatto un grande lavoro (su loro stessi). Erik tiene corsi di meditazione e su come parlare in pubblico”

5. Dubbi e parrucchini: gli interrogativi del pubblico

Nicholas Chavez è Lyle Menendez in Monsters
Nicholas Chavez è Lyle Menendez in Monsters – fonte: Netflix

A proposito, sapete che Lyle Menendez portava effettivamente un parrucchino, ai tempi del processo? Questo è stato uno degli elementi che più ha suscitato curiosità negli spettatori italiani della serie Netflix. Il pubblico si è interrogato anche se effettivamente i Menendez subirono degli abusi e su questo vi sono meno certezze, così come anche sulla presunta omosessualità di Erik. La serie racconta la stessa storia attraverso punti di vista differenti e i Menendez possono sembrare dei freddi assassini o vittime di abusi, a seconda delle prospettive. Anche il loro psicologo, il dottor Oziel, viene raccontato in due versioni: il professionista intimorito da una vicenda più grossa di lui e assediato da questioni familiari nelle parole della sua ex amante si trasforma in un mostro sadico.

L’autopsia di Jose e Kitty Menendez parla chiaro: fu un massacro. Ma nel loro ricorso recente Erik e Lyle hanno due nuove prove per dimostrare che furono vittime di abusi sessuali da parte del padre.

5. Zsa Zsa Gabor e lo schiaffo che fu udito in tutto il mondo

Zsa Zsa Gabor
Zsa Zsa Gabor

In uno dei primi episodi della serie si accenna ad un fatto di cronaca realmente accaduto nel 1989, quando l’attrice e socialite di origine ungherese Zsa Zsa Gabor, allora 72enne, diede uno schiaffo ad un agente che l’aveva fermata mentre era alla guida della sua Rolls-Royce. Come riporta il Los Angeles Times, Gabor fu fermata da Paul Kramer, un agente in moto perché aveva le targhette di immatricolazione scadute. Mentre Kramer controllava se vi fossero altre irregolarità, Gabor ripartì e quando l’agente la fermò per la seconda volta, lei gli diede uno schiaffo.
Lei si giustificò dicendo che si era trattata di legittima difesa, perché l’agente l’aveva tirata fuori dall’auto con modi violenti, mentre Kramer a sua volta disse che lo schiaffo non era assolutamente giustificato. La Gabor si beccò tre multe salate per aver schiaffeggiato Kramer, perché guidava senza patente e perché girava con una fiaschetta di whisky aperta.

Il processo che ne seguì poi si rivelò una barzelletta, con Gabor, che nel tentativo di attaccare Kramer, insinuò che avesse degli amanti gay. La donna sostenne anche che le immagini dell’aggressione registrate dalle telecamere della polizia erano state modificate, perché lei non si esprimeva in modo così volgare. I giudici la accusarono di sfruttare il sistema giudiziario per farsi pubblicità e la condannarono, tra le altre cose a tre giorni di carcere.

Zsa Zsa Gabor e l'agente Paul Kramer con l'avvocato dell'attrice
Zsa Zsa Gabor e il poliziotto Paul Kramer ricostruiscono le circostanze dello schiaffo durante il processo

Ma chi era Zsa Zsa Gabor? Era un’attrice, ma soprattutto una vip che ben prima delle Kardashian era “famosa per essere famosa”, per il suo stile di vita e soprattutto per i nove matrimoni contratti in vita, tra cui quello con l’imprenditore Conrad Hilton, da cui ebbe una figlia, Francesca. Di fatto Gabor era la prozia acquisita di Paris Hilton. Negli anni ’80 apparve, con piccoli ruoli, nel film Nightmare 3 e nel sequel di Una pallottola spuntata. La ricordiamo con una sua frase celebre:

“Sono una casalinga meravigliosa: ogni volta che lascio un uomo, mi tengo la sua casa”

6. A Nightmare on Elm Drive

Robert Englund in Nightmare 3 - I guerrieri del sogno
Freddy Krueger superstar in Nightmare 3 – i guerrieri del sogno.

A proposito di Nightmare, nella serie Monsters, lo scrittore e giornalista Dominick Dunne firma un articolo dal titolo A Nightmare on Elm Drive, che suscita le ire dell’avvocata dei Menendez, Leslie Abramson. Il titolo è un gioco di parole tra il titolo originale dei film della saga di Nightmare – che è A Nightmare on Elm Street, cioè, Incubo a Elm Street – e il nome della via in cui era situata la villa dei Menendez, 722 North Elm Drive, a Beverly Hills. L’articolo in questione è disponibile in rete a questo link.

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