Il film Lifetime Non avrai mai mia figlia è ispirato alla storia vera di Analyn Megison, una donna che nel 2003 rimase incinta del suo stupratore e anni dopo, quando l’uomo pretese la custodia di sua figlia Alaraby, lei si ritrovò coinvolta in una battaglia legale di due anni, determinata a proteggere la bambina da una vita accanto ad un criminale.
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— Analyn Megison (@analynmegison) July 12, 2020
In un lungo intervento su USA Today, Analyn Megison ha raccontato che nel 2003 fu stuprata da un uomo e in seguito all’aggressione rimase incinta, ma decise di portare avanti la gravidanza, perché non voleva considerarsi una vittima e perché non voleva sentirsi completamente distrutta da questo episodio. Scegliere di avere sua figlia e crescerla, fu una sua decisione personale, ma non si aspettava certo che sette anni dopo, nel 2010, il suo stupratore avrebbe preteso la custodia della bambina.
“Il mio stupratore non è mai stato condannato per quello che mi ha fatto. Il giorno in cui il tribunale mi ha notificato i documenti a suo nome, ero terrorizzata dal pericolo che questo avrebbe rappresentato per mia figlia, che non aveva idea di cosa avrei dovuto affrontare per proteggerla”
Megison infatti ha spiegato che non aveva le risorse economiche per sostenere una battaglia legale e soprattutto all’epoca, in Florida, non esistevano ancora leggi che avrebbero protetto lei e la bambina. Fortunanatamente, racconta la donna, il giudice decise che lo stupratore non avrebbe mai avuto contatti con sua figlia, senza un’udienza in cui sarebbe stato spiegato cone Megison era stata aggredita, e in che circostanze era nata sua figlia di dare alla luce sua figlia. Per dimostrarlo, presentò le note di un centro antistupro al quale lei si rivolse all’epoca e i report dei medici che la curarono.
“Tutti i ricordi che avevo con lei – giocare, cantare, fare i compiti – potevano essere distrutti da un’udienza in tribunale. Ogni giorno, per più di due anni, volevo tornare indietro a quei momenti in cui facevamo i castelli i sabbia in spiaggia, o giocavamo a rincorrerci al parco, senza quest’ombra che incombeva su di noi. Le belle giornate vissute, le favole della buonanotte, strette stretti, ad abbracciarci e darci i baci, mi davano la forza per il giorno dopo.”
Dopo aver vinto la causa però, Megison continuava a pensare alle altre donne che avrebbero affrontato il suo dramma e per proteggerle, usò le sue competenze di laureata in legge per definire un disegno di legge che avrebbe impedito agli stupratori di avanzare pretese di diritti genitoriali sui loro figli. Una legge, la Rape Survivor Child Custody Act, che è passata definitivamente nel 2015.

Come spiega People, Analyn Megison ha poi continuato a lavorare per i diritti delle donne, anche nelle vesti di consulente per le vittime di stupro, nonostante la sua occupazione principale sia quella di agente di borsa. Oggi Megison vive a Phoenix e ha tre figli, compresa Alaraby. La vita privata però, le però riservato ulteriori ferite: come ha spiegato lei in una campagna GoFundMe del 2014, Analyn, ha dovuto affrontare una nuova causa con un ex marito che ha abusato di lei e che minacciava di coinvolgere il suo stupratore nella vita di sua figlia, se lei lo avesse lasciato.
La trama del film Non avrai mai mia figlia ricalca la vicenda di Analyn Megison, seppur con nomi cambiati, rispetto alla realtà. Lyndsy Fonseca interpreta il ruolo della madre che si oppone alle richieste legali del suo stupratore.
