Nel tanto discusso finale di Joker: Folie à Deux, Arthur Fleck viene ucciso da un detenuto di Arkham, segnando la sua tragica fine e simbolizzando il passaggio del testimone a un nuovo Joker. Nonostante il suo tentativo di abbandonare il personaggio e riconciliarsi con la sua identità di Arthur, il peso del caos che ha generato lo raggiunge, portandolo alla morte per mano di un seguace del Joker stesso. Questo suggella la sua parabola distruttiva, dimostrando che il concetto di Joker ormai va oltre la figura di Arthur Fleck, diventando una forza incontrollabile che vive nei suoi seguaci e nel caos stesso.
Joker: Folie A Deux, infatti, analizza nel dettaglio il tormento interiore di Arthur mentre cerca di trovare pace, ma il suo destino è segnato. Dopo essere stato tradito da Lee Quinn, la donna che ama, e abbandonato dai suoi seguaci, Arthur affronta un processo in cui tenta di utilizzare la sua identità di Joker come difesa. Tuttavia, alla fine, si arrende, confessando i suoi crimini e rivelando la verità al giudice. Questo atto di resa segna la sua decisione di distaccarsi dal Joker, ma allo stesso tempo lo condanna. La bomba che distrugge il tribunale, pianificata dai suoi seguaci, mostra chiaramente come a loro non importi nulla di Arthur: per loro, conta solo l’immagine del Joker.

Così, Arthur, isolato e disilluso, viene accoltellato da un giovane detenuto che era diventato ossessionato da lui. In modo crudele e ironico, il giovane usa le stesse parole che Arthur aveva pronunciato quando aveva ucciso Murray Franklin in diretta televisiva. Questo parallelo evidenzia come Arthur sia diventato una vittima del mostro che ha contribuito a creare. La figura del Joker, una volta un rifugio per Arthur nei momenti di crisi, si è trasformata in una minaccia mortale che lo consuma.
Nel corso del film, di cui vi abbiamo parlato nella nostra recensione, Arthur si rende conto che non è mai stato davvero il Joker che tutti idealizzavano. Il suo tentativo di riconquistare l’amore di Lee e di sfuggire al caos non ha successo. Lee, infatti, capisce che non è innamorata di Arthur, ma del personaggio che lui ha creato, e lo lascia. I seguaci del Joker, da parte loro, non lo vedono più come un leader, ma come un ostacolo da eliminare. Il paziente che lo uccide rappresenta il nuovo volto del Joker, qualcuno che vuole continuare l’eredità del caos ma senza Arthur.
Joker: Folie à Deux smonta così l’identità di Arthur come Joker, sottolineando che il vero Joker è ormai un concetto che non appartiene più a lui. Questo passaggio da persona a simbolo dimostra quanto sia distruttivo il mito del Joker: Arthur non ha mai veramente controllato il personaggio, e alla fine ne è diventato una vittima. Nonostante il tentativo di trovare una propria identità e di sfuggire al caos, Arthur è stato sopraffatto dal mostro che aveva alimentato.
