Per anni, nessuno ha saputo veramente dove fosse finito Mauro Repetto, il “biondino ballerino” co-fondatore degli 883 con l’amico Max Pezzali: il giovane, improvvisamente sparito dalle scene e dall’Italia nel 1995, fu rintracciato a Parigi, e si diffuse la voce che vi lavorasse, presso l’allora Eurodisney, oggi Disneyland, come animatore nei panni di Pippo o Pluto: una leggenda metropolitana dura a morire che solo di recente è stata sfatata dallo stesso Repetto. Mauro ha lavorato effettivamente come figurante, spesso travestito da cowboy, ma solo per pochi mesi: oggi lavora sempre per Disney, ma in qualità di organizzatore eventi, all’interno di Disneyland o altre aree di Parigi.
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Nella sua biografia autorizzata, Non ho ucciso l’uomo ragno, scritta da Massimo Cotto, di cui vi riportiamo qui sotto un estratto, Mauro Repetto spiega:
“Nei primi sei mesi lavoro a Frontierland vestito da cowboy, da fantasma alla Phantom Manor o da marinaio alla Thunder Mesa Riverboat Landing, vicino alla Mark Twain e alla Molly Brown, le due barche che solcano il Mississippi nel parco giochi di Disney. E qui smentiamo una leggenda metropolitana: non mi sono mai travestito da Pluto o da Topolino per accogliere i visitatori. Non che ci sia niente di male. Anzi. Il mio ruolo è, nella scala sociale, ancora più basso.
Il mio compito è assicurarmi del buon funzionamento delle giostre. Passo da un treno a un battello, al regno dei fantasmi per controllare che sia tutto a posto. Ma non sono un operaio. Io sono al livello inferiore. Per dire, il treno della miniera, una bellissima attrazione. Si chiama Big Thunder Mountain. Io devo andare avanti e indietro, su e giù per la montagna, per accertarmi che non ci sia un gatto o un coniglio a impedire o compromettere o rallentare l’andamento della giostra.
Oppure devo accendere le luci in un determinato punto dell’attrazione, a una determinata ora. Oppure spingere le carrozze dove poi saliranno i turisti. Oppure devo smistare i binari, far partire materialmente i convogli. Sono un anello minuscolo dell’ingranaggio.
Ora, come potete leggere al link che segue, Repetto oggi è diventato dirigente della struttura, grazie al fortuito incontro con un italiano, il quale aveva frequentato lo stesso istituto tecnico pavesino in cui Repetto si era diplomato
“In poco tempo scalo le gerarchie. Intanto qualcuno comincia a riconoscermi. Non fisicamente, perché sono molto cambiato, ma parlando. Tra quelli che lavorano a Disneyland Paris ci sono anche degli italiani. Dopo un po’ di volte che vedi una persona, ci si presenta e si inizia a familiarizzare. La voce si sparge a macchia d’olio e arriva al direttore del parco, che oggi è vicepresidente. Incredibile ma vero, ha studiato a Pavia, all’Ipsia, una delle scuole meno quotate e considerate della città.”
