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Home » Film » Recensioni film » Woman of The Hour, la recensione: “This is a man’s world”

Woman of The Hour, la recensione: “This is a man’s world”

La recensione di Woman of the Hour, l'ottimo debutto alla regia di Anna Kendrick che racconta un'incredibile storia vera.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana18 Ottobre 2024Aggiornato:18 Ottobre 2024
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Una scena di Anna Kendrick in Woman of the Hour (fonte: Netflix)
Una scena con Anna Kendrick in Woman of the Hour (fonte: Netflix)
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Il film: Woman of The Hour, 2023. Regia: Anna Kendrick. Genere: Thriller. Cast: Anna Kendrick, Tony Hale, Daniel Zovatto. Durata: 94 minuti. Dove l’abbiamo visto: In anteprima su Netflix, in lingua originale.

Trama: Un serial killer decide di partecipare ad un dating show televisivo, e riesce addirittura a vincerlo. Questa è la storia della donna che lo sceglie ma anche quella di tutte le sue vittime.

A chi è consigliata: Agli amanti delle storie true crime, ma anche di chi ama i film con un messaggio importante.


Ci sono delle storie che sembrano troppo assurde per essere vere, delle storie che anche se sappiamo per certo essere accadute nella realtà ci sembra comunque più probabile che siano frutto della sfrenata fantasia di qualcuno. Tra queste c’è quella che è stata scelta da Anna Kendrick per il suo debutto alla regia, l’incredibile vicenda di un serial killer – Rodney Alcala – che decide alla fine degli anni Settanta di partecipare ad un programma televisivo, uno di quei “giochi delle coppie” declinati in televisione in così tante versioni, e che alla fine arriva pure a vincerlo. Woman of the Hour è l’ambizioso resoconto tanto di questo strano episodio quanto dell’orribile operato di Alcala, di cui racconta la follia omicida dal punto di vista delle sue vittime, le donne (anche giovanissime) che hanno avuto la sfortuna di incrociare il suo cammino.

Dopo essere stata la protagonista di un altro film dedicato ad una donna in un contesto di abuso – Alice, Darling, del 2022 – Anna Kendrick amplifica la prospettiva ed estende lo spettro delle situazioni, parlando della condizione femminile in senso lato in un contesto patriarcale e maschilista: le donne del suo film sono mercè della violenza maschile in tutti gli ambiti della loro esistenza, da quello delle relazioni sentimentali fino a quello lavorativo. Quelle che Kendrick racconta sono tante forme di violenza, da quella psicologica più sottile e dissimulata fino a quella più urlata, quella fisica di uno stupro o addirittura di un omicidio. Gli uomini di questa storia sono senza redenzione, non solo il serial killer ma anche il conduttore televisivo che vede tutte le donne che lo circondano come oggetti o il poliziotto che non da peso al grido d’aiuto di una ragazza in difficoltà.

Un serial killer in televisione

Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)
Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)

Woman of The Hour si svolge su diversi piani temporali, quello del 1978 in cui seguiamo il dating show a cui il personaggio di Kendrick, Cheryl Bradshaw, partecipa, e svariati momenti sia precedenti che successivi, in cui assistiamo alla brutalità delle azioni di Alcala. La prospettiva, come dicevamo, è sempre quella femminile: da una parte abbiamo Cheryl, aspirante attrice che accetta di partecipare ad un programma tv per la visibilità di cui tanto ha bisogno, dall’altra una manciata di vittime (si stima, anche se non è mai stato provato, che in totale potessero essere almeno 130!) del killer. Se il “presente” è ciò che accade a Cheryl, che si ritrova a tu per tu con un assassino seriale, passato e futuro sono gli omicidi di Alcala, dalla brutale uccisione di una ragazza in Wyoming fino alla sua cattura (ma poi verrà rilasciato dopo poco) nel 1979. Kendrick è capace, con scelte di regia molto azzeccate e un buon utilizzo della colonna sonora, di costruire efficacemente la tensione: anche i momenti più tragicomici vissuti da Cheryl prima e dopo il Dating Show sono pervasi da una patina di sinistra inquietudine, mantenendo sempre chiaro il registro con cui questa storia deve essere raccontata.

Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)
Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)

Le azioni di Alcala, su cui non ci sofferma mai in maniera diretta, vengono raccontante nel modo più giusto per un film di questo tipo: senza uno sguardo morboso alla violenza ma con un’attenzione speciale, come già dicevamo, alla prospettiva delle vittime. Daniel Zovatto nel ruolo di Alcala è un perfetto mix di fascino, sicurezza e perversione, qualcuno che inizialmente attrae, seduce, ma che presto lascia trasparire la malvagità che si nasconde sotto la superficie.

La scena del parcheggio

Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)
Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)

Anche Kendrick funziona particolarmente bene nel ruolo di Cheryl, ed è in grado di creare una forte connessione emotiva con lo spettatore fin dal suo primo ingresso in scena. È indubbio che il pubblico femminile si riconoscerà in modo particolare (anche se la storia è ambientata negli anni Settanta le situazioni in cui Cheryl si trova sono tristemente atemporali), in quello che la protagonista subisce. Tutte le piccole violenze a cui è sottoposta sono fondamentali per costruire la tensione e portare chi guarda verso una sequenza in particolare, in cui Cheryl e Alcala si trovano faccia a faccia, in un parcheggio, e lei viene catapultata velocemente in una situazione veramente da incubo.

Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)
Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)

Si tratta di una delle paure peggiori di ogni donna: e se la persona con cui sono uscita vuole farmi del male? E se si rendesse conto che non gli ho dato volutamente il numero di telefono giusto? E se mi seguisse fino alla macchina e intorno non ci fosse nessuno? Non è un momento realmente accaduto nella realtà, Cheryl e Alcala non si sono mai più rincontrati dopo il programma televisivo, ma si tratta di una scelta narrativamente particolarmente azzeccata, e funge da culmine emotivo a tutto il film.

Il finale giusto

Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)
Una scena di Woman of the Hour (fonte: Netflix)

Ad essere successo veramente, invece, è il finale della pellicola, di cui l’assoluta protagonista è la splendida Autumn Best nel ruolo di una ragazza scappata di casa che incontra Alcala. Best interpreta Amy, che nella realtà era Monique Hoyt, una vittima del killer che riesce furbescamente a manipolarlo e a sfuggirgli, denunciandolo alle autorità. L’ultima inquadratura sul suo volto è il momento di necessaria rivincita che aspettavamo e in cui, anche se ci viene detto che poi Alcala verrà rilasciato per un cavillo (e ucciderà altre due donne), il bene trionfa finalmente sul male.

Il debutto alla regia di Anna Kendrick è un prodotto molto valido, e l’attrice si dimostra estremamente abile nel costruire la tensione e nel dipingere la desolazione di una realtà in cui le donne vengono ascoltate sempre per ultime: la vera tragedia di questa storia è che Alcala poteva essere preso molto prima, svariate persone lo avevano infatti già denunciato alla polizia, ma non era servito a nulla. Kendrick punta chiaramente il dito contro una società che non protegge le donne, che non crede alle loro parole e ne ignora il grido d’aiuto. E questo film raggiunge l’obbiettivo di dare finalmente una voce a chi purtroppo
nella realtà non l’ha avuta
.

La recensione in breve

8.5 Immersivo

Il debutto alla regia dell'attrice Anna Kendrick, Woman of the Hour, è un ottimo film: la storia di Rodney Alcala diventa un mezzo per parlare della condizione femminile ieri ed oggi. La scelta di raccontare la vicenda attraverso la prospettiva delle sue vittime, poi, è quella ideale. Ottimo il cast, in particolare i due protagonisti.

Pro
  1. La scelta di raccontare la vicenda attraverso la prospettiva delle vittime
  2. Il cast, in particolare Anna Kendrick e Daniel Zovatto
  3. Alcune scene sono davvero da brivido
  4. La fantasia registica di Kendrick
  5. Lo splendido finale
Contro
  1. Non sempre è facile stare dietro ai salti temporali del racconto.
  • Voto CinemaSerieTV.it 8.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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