Il film: Smile 2, 2024. Regia: Parker Finn. Genere: Horror. Cast: Naomi Scott, Rosemarie DeWitt, Lukas Gage, Miles Gutierrez-Riley, Peter Jacobson, Raúl Castillo, Dylan Gelula e Ray Nicholson. Durata: 127 minuti. Dove l’abbiamo visto: Al cinema.
Trama: Una maledizione colpisce una giovane popstar: persone con un inquietante sorriso iniziano a perseguitarla dopo aver assistito al suicidio di un ragazzo. La realtà non è più quella che sembra e la sua vita si trasforma in un incubo.
A chi è consigliata: Agli amanti dei film horror, a cui non dispiace una buona dose di sangue e violenza ma che cercano nelle pellicole dell’orrore una trama intrigante e ben sviluppata.
Non capita spesso che un sequel, soprattutto quando si parla di genere horror, sia migliore del suo predecessore: le ragioni per cui un capitolo 2 solitamente piace meno del precedente possono essere tante ma, tendenzialmente, una volta tolto l'”effetto novità” l’impatto sullo spettatore cala inevitabilmente. Questo non succede con il seguito di Smile, horror del 2022 diretto da Parker Finn, che anzi colpisce chi guarda ben più del suo primo capitolo.
Smile è un buon film di genere ma che – pur avendo riscosso un ottimo successo di pubblico – non ha nulla di particolarmente memorabile (se non una virale campagna marketing capace di far parlare molto del film sui social): lo spunto alla base è interessante sì, ma non si tratta di nulla di unico ed originale. L’idea di un male oscuro che si diffonde come se fosse una malattia, di persona in persona, è stato utilizzato diverse volte nel cinema dell’orrore (un perfetto esempio è il cult It Follows), in modo più o meno efficace.
Smile 2, pur prendendo il via dalle stesse premesse, risulta decisamente più convincente nel suo intento narrativo. Finn, che ancora una volta scrive e dirige, dà a questo suo sequel tutt’altro spessore affrontando tematiche come la malattia mentale, la depressione, e interrogandosi sul peso della fama soprattutto su chi è molto giovane. L’entità mostruosa che perseguita la protagonista Skye è una perfetta metafora di questi temi, in particolare di come uno stato depressivo non affrontato e curato possa distruggere la vita di una persona. Lo spettatore non può fare a meno di empatizzare con Skye, che pur non avendo nulla di comune (è una pop star di fama mondiale che sta tornando a calcare i palcoscenici dopo una pausa) sta cercando di superare difficoltà e problemi a loro modo “universali” e per questo l’esperienza di visione è particolarmente immersiva e coinvolgente.
La maledizione del sorriso

Skye (Naomi Scott), come dicevamo, è una popstar di fama mondiale che sta cercando di tornare sulla cresta dell’onda dopo un incidente in cui ha quasi perso la vita. Chi non è sopravvissuto è stato il suo fidanzato Paul Hudson (Ray Nicholson), ma lei è riuscita a riprendersi e a disintossicarsi da alcol e droghe. C’è solo un ostacolo che potrebbe impedirle di calcare il palcoscenico e di affrontare al massimo il nuovo tour: un fastidiosissimo e quasi invalidante dolore alla schiena, per cui l’unica soluzione sono dei potenti antidolorifici. Vista la sua precedente dipendenza da sostanze, per procurarseli devi affidarsi ad un suo vecchio compagno di scuola (Lukas Gage), diventato spacciatore. Quando si reca a casa sua, però, Skye si rende conto che il ragazzo ha qualcosa di terribilmente sbagliato: terrorizzato da qualcosa che solo lui può vedere si toglie la vita in modo estremamente cruento, davanti a lei.
È da questo momento che per Skye inizia un vero e proprio incubo: qualcosa si è insinuato nella sua mente e le fa vedere orrori che non esistono, in particolare persone che sorridono in modo estremamente inquietante. Skye perde progressivamente il controllo della sua vita, perseguitata da qualcosa di diabolico che sembra non poter essere fermato.
Un sequel convincente

Come anticipavamo, Smile 2 sembra molto più ispirato del suo predecessore, anche dal punto di vista registico. Finn si diverte e sperimenta, dando vita sullo schermo a situazioni assolutamente spaventose: la scelta vincente, a nostro parere, è quella di non abbandonare mai la prospettiva della protagonista, seguendola in ogni momento del suo terrificante percorso. In questo modo lo spettatore viene trascinato nella vicenda e prova la stessa confusione di Skye: quello che vede sta accadendo veramente? Fino a che punto può arrivare la malefica entità nel prendere il controllo della sua mente?
Solo l’incipit non è incentrato sulla protagonista, ma è comunque estremamente d’impatto: con una serie di piani sequenza Finn costruisce la tensione già dai primi minuti del film, anticipando il tono opprimente (e senza scampo) della vicenda.
Un ottimo cast

Naomi Scott è molto convincente nel ruolo di Skye, una popstar archetipica che è un po’ Taylor Swift e un po’ una Britney Spears di ultima generazione, una di quelle celebrità che ha accumulato una fama enorme fin da giovanissima ma che rischia costantemente di restarne schiacciata. Il rapporto tossico con una madre assetata di successo per procura rende poi la sua caratterizzazione ancor più realistica.

Anche il cast secondario funziona particolarmente bene, anche se logicamente non è mai così centrale ed approfondito come la protagonista. A bucare lo schermo, però, è un attore presente in scena solo per pochissimi minuti, quel Ray Nicholson che dal padre Jack ha ereditato un sorriso più folle e terrificante che mai, oltre alla capacità di affascinare e spaventare al tempo stesso chi guarda.
Un horror spaventoso

Rispondiamo quindi alla domanda che molti degli spettatori si porranno prima di entrare in sala: Smile 2 è più spaventoso del primo capitolo? Decisamente sì. Pur utilizzando un gran numero di jump scares (che per definizione sono sempre un po’ prevedibili), il regista è capace di costruire la tensione in modo costante e di dar vita a sequenze da brivido. Una in particolare, in cui la protagonista si ritrova perseguitata da una folla di fan sorridenti, è tra le scene horror più genuinamente inquietanti che abbiamo visto ultimamente sullo schermo.
Rispetto al primo film, poi, in questo Smile 2 aumenta il livello di gore e violenza: le scene che vi spingeranno a distogliere lo sguardo dallo schermo non mancano, ma hanno un loro perchè nell’ambito di questa storia e non sono realizzate solo per il gusto di sconvolgere lo spettatore.
La recensione in breve
Smile 2 è un ottimo sequel, che ci è piaciuto decisamente più del suo predecessore. Parker Finn, che ancora una volta scrive e dirige, è più ispirato dal tanto dal punto narrativo e registico. Ottimo il cast, in particolare la protagonista di Naomi Scott.
Pro
- Le atmosfere sono quelle giuste per un horror di questo tipo
- La trama è coinvolgente e interessante
- La protagonista è ben caratterizzata
- Il regista è molto ispirato
Contro
- Alcune soluzioni narrative sono un po' prevedibili
- Voto CinemaSerieTV
