Il film L’ultima notte di Amore finisce con il poliziotto Franco Amore che dopo aver indicato al boss cinese Zhu Zhang i veri responsabili del fallimento della consegna di una partita di diamanti a lui affidata, cioè il genero del boss e il cugino di sua moglie, Cosimo Forcella, gli dice che terrà con sé le pietre perché gli serviranno per il futuro della sua famiglia, visto che prevedibilmente verrà coinvolto in un’inchiesta e finirà in carcere. Amore esce da casa del boss e poco dopo, dalla radio saluta tutti i colleghi ricordando loro che quella che si è appena conclusa è stata la sua ultima notte di servizio prima del pensionamento. Nel suo discorso Franco si commuove ricorda anche il collega Dino Ruggeri, rimasto ucciso poche ore prima in uno scontro a fuoco. Mentre albeggia e le luci di Milano si spengono, i colleghi di Amore rispondono, scorgiamo l’ombra di una figura sfocata che si avvicina all’auto di Franco Amore. Non si sa chi sia questa persona: potrebbe essere uno dei cinesi o un collega di Franco, o semplicemente qualcuno che cammina in strada. L’interpretazione di ciò che succede dopo è lasciata allo spettatore, ha spiegato Pierfrancesco Favino.
In un’intervista a Valdelsa.net infatti, Favino ha dichiarato:
“La notte finisce e le luci dell’alba rischiarano e inizia un nuovo giorno. Dopodiché vorrei lasciare decidere allo spettatore come sarà questo nuovo giorno.”

Riavvolgiamo il nastro e riepiloghiamo brevemente le dinamiche di ciò che ha portato al finale del film. Franco Amore (Pierfrancesco Favino) è un poliziotto onesto, prossimo alla pensione che in tanti anni di carriera non ha mai sparato a nessuno, ma sua moglie Viviana (Linda Caridi) ha dei parenti legati alla ‘ndrangheta, Cosimo e Tito. Un giorno Cosimo chiede l’aiuto di Franco perché un boss cinese Zhu Zhang ha avuto un attacco cardiaco mentre loro due si intrattenevano con delle escort. Franco riesce a salvare il cinese e questi per sdebitarsi gli affida l’incarico di scortare una donna, Fei Fei, che arriva in Italia a Malpensa con una partita di diamanti. La gestione del tutto però è affidata all’arrogante genero del boss, perché quest’ultimo è in convalescenza e deve riposare. Franco è titubante, perché teme di essere scoperto e di perdere la pensione, ma viene quasi costretto ad accettare l’incarico, a patto che non si tratti di droga e nessuno trasporti armi. Nell’incarico coinvolge un suo collega e amico fraterno, Dino Ruggeri (Francesco Di Leva).

Quando Franco e Dino vanno a prelevare all’aeroporto Fei Fei che trasporta diamanti insieme al suo fidanzato, quello che doveva essere un incarico tranquillo finisce molto male. Franco si rende conto di essere seguito da un’auto bianca, poi viene fermato da due carabinieri, tra cui una donna, Daria Criscito, che gli fanno domande sempre più incalzanti. Il fermo si conclude con scontro a fuoco (iniziato dal fidanzato della cinese) in cui restano uccisi i due trafficanti asiatici, i due carabinieri ma anche Dino. Franco prova a nascondere le prove del suo coinvolgimento nello scontro e occulta i diamanti poco distante dal luogo dell’incidente, ma sin dall’inizio appare evidente che i suoi superiori sospettano che sia coinvolto o che fosse a conoscenza del doppio lavoro di Dino.

Mentre sua moglie Viviana riesce a recuperare i diamanti, riuscendo a non farsi uccidere dai cinesi, che vogliono mettere le mani sulla merce, Franco riesce a mettere insieme i tasselli del puzzle e nell’arco di una lunga notte di tensione scopre che il genero del boss aveva organizzato il furto dei diamanti, con l’obiettivo di rovesciare il suo ruolo nell’impero criminale e diventarne il capo, e per farlo aveva coinvolto Cosimo, Tito e i due carabinieri corrotti, tra cui la Criscito. L’uomo che li seguiva nell’auto bianca, prima della strage, era un ufficiale dei carabinieri che poco prima si era messo in contatto via cellulare con la Criscito. Lo stesso ufficiale, minaccia Franco al telefono, mentre entrambi si trovano sulla scena del crimine. I nodi iniziano a venire al pettine, quando la Criscito, in fin di vita, dice a Franco: “Avevano detto che non avresti sparato”. Questo fa capire a Franco che la donna era stata incaricata di rubare i diamanti da una persona ben informata sull’incarico di Franco e Dino.
L’ultima notte di Amore è tratto in parte da una vicenda di cronaca e da episodi realmente accaduti nell’ambiente delle forze dell’ordine, che hanno avuto un ruolo di consulenza nella stesura dello script.
