Il film: Sonic 3 – Il film (Sonic the Hedgehog 3), 2024. Regia: Jeff Fowler. Cast: Jim Carrey, James Marsden, Tika Sumpter, Ben Schwartz, Colleen O’Shaughnessey, Idris Elba, Keanu Reeves.
Genere: azione, fantascienza. Durata: 110 minuti. Dove l’abbiamo visto: al cinema, in lingua originale.
Trama: Sonic e i suoi amici devono vedersela con un nuovo avversario assetato di vendetta.
A chi è consigliato? Ai fan dei film precedenti e di Jim Carrey quando gigioneggia al massimo.
In un’industria dove gli incidenti di percorso sono la norma, è particolarmente notevole che i tre film dedicati a Sonic, il riccio videoludico della SEGA, siano usciti mantenendo il ritmo di un capitolo ogni due anni circa (ma il quarto, già annunciato, romperà con la tradizione uscendo nel 2027, tre anni dopo l’episodio precedente), considerando che i due sequel hanno avuto a che fare rispettivamente con la pandemia e lo sciopero di sceneggiatori e attori. E tutto questo senza mai perdere d’occhio il fascino che il personaggio ha sul proprio target, preservando passione e coerenza da un capitolo all’altro (incluso lo spin-off seriale Knuckles, realizzato per Paramount+, anche se in quel caso qualche fragilità legata al budget ridimensionato era riscontrabile). Passione che si tinge un po’ di dark per questo nuovo appuntamento al cinema, di cui parliamo nella nostra recensione di Sonic 3 – Il film.
L’ombra del riccio

Sonic, Tails e Knuckles si sono ormai perfettamente integrati sulla Terra, ma non sono gli unici ad essere arrivati sul nostro pianeta da un altro mondo: nel 1974, un asteroide portò in Giappone un altro riccio, Shadow, ed egli è rimasto in animazione sospesa per cinque decenni dopo l’interruzione del progetto che doveva studiare le sue potenzialità. Risvegliatosi e assetato di vendetta per un evento tragico verificatosi cinquant’anni prima, Shadow è praticamente inarrestabile e intende farla pagare al mondo intero. Per sconfiggerlo, Sonic e i suoi amici devono rivolgersi al dottor Robotnik, ancora vivo dopo la sua morte apparente nel secondo film. E anche per lui è in arrivo una sorpresa: per quanto sia improbabile per ragioni anagrafiche, in tutto questo è coinvolto anche suo nonno, Gerald, anch’egli scienziato (pazzo).
Il doppio dell’umorismo

Al momento dell’annuncio del terzo film vi era un legittimo dubbio tra i fan (e gli autori dei lungometraggi): al fianco dei soliti James Marsden, Ben Schwartz (voce di Sonic), Idris Elba (voce di Knuckles) e Colleen O’Shaughnessey (voce di Tails), sarebbe tornato anche Jim Carrey? Ebbene sì, non solo l’attore canadese ha cambiato idea circa il ritirarsi dalle scene dopo il secondo episodio (anche per una questione finanziaria, come ha candidamente ammesso), ma è in pista con un ruolo doppio, interpretando sia Robotnik che il suo nonno, sfogando istinti comici sotto pesanti strati di trucco (il villain è sempre più vicino al suo look classico, panza inclusa) e alimentando il lato più leggero della pellicola che a un certo punto poteva sembrare a rischio data l’altra figura coinvolta. E a tal proposito…
Chi va Keanu va sano e va lontano

Dopo il cameo durante i titoli di coda del film precedente, Shadow – da anni parte integrante dell’universo di Sonic nei videogiochi – fa il suo debutto ufficiale sul grande schermo con vulnerabile spietatezza, ogni battuta un concentrato di rabbia e tristezza. Molto felice, in tal senso, l’intuizione di affidare la voce del personaggio a Keanu Reeves, che adatta a un target più giovane la misurata intensità a cui siamo abituati nella saga di John Wick (in italiano, invece, il ruolo è andato al doppiatore videoludico ufficiale, ossia Claudio Moneta, come già accaduto con Renato Novara, Benedetta Ponticelli e Maurizio Merluzzo per Sonic, Tails e Knuckles). Un lavoro che va di pari passo con la CGI sempre più ricca di dettagli e ormai lontana anni luce dal pessimo ricordo del primo design cinematografico di Sonic, talmente raccapricciante che dopo l’uscita del trailer si decise di cambiarlo, rimandando il capostipite di qualche mese.
A tutta velocità

È un film impaziente, esattamente come il suo protagonista, anche perché c’è tanta carne al fuoco (incluso il consolidato mid-credits che pone le basi per il prossimo capitolo) e il tempo a disposizione è limitato (forse anche per una questione di pubblico a cui questi film vogliono rivolgersi, la durata rimane sotto le due ore). Ed è lì che, come nel secondo episodio, l’andamento drammaturgico scricchiola un po’, perché a forza di voler inserire tutto ciò che proviene dalla mitologia interna dei videogiochi si finisce per creare qualcosa di divertente ma bulimico: se i personaggi animati rimangono carismatici, perdono un po’ di forza emotiva tramite la decisione di relegare a presenze minori i loro amici umani (E così in un secondo momento il tentativo di sfruttare quell’amicizia fra terrestri e alieni risulta un po’ gratuito). Il cuore c’è, come dice anche una delle scene più importanti, ma andrebbe messo maggiormente in risalto, senza schiacciare troppo l’acceleratore.
La recensione in breve
Il divertimento rimane per lo più stabile, ma la troppa carne al fuoco dà all'operazione un che di impaziente, smorzando quello che dovrebbe essere l'impatto emotivo di certe scene.
PRO
- Jim Carrey rimane una forza della natura nel ruolo di Robotnik
- Shadow è un'aggiunta preziosa al franchise cinematografico
- L'azione e l'ironia funzionano egregiamente...
CONTRO
- ... ma la componente emotiva è meno forte, a causa di un eccesso di nuove trovate a discapito dei punti di forza dei film precedenti
- Voto CinemaSerieTV
