Il film: Bagman, 2024. Diretto da: Colm McCarthy.. Genere: Horror. Cast: Sam Claflin, Antonia Thomas, William Hope, Adelle Leonce. Durata: 95 minuti. Dove l’abbiamo visto: Al cinema.
Trama: Patrick è un uomo segnato da un oscuro episodio dell’infanzia: l’incontro con Bagman, una misteriosa figura che rapisce i bambini e si dice li rinchiuda in un sacco marcescente. Ormai adulto, Patrick teme che il mostro sia tornato per suo figlio Jake. Mentre le sue ossessioni prendono il sopravvento, le paure si tramutano in realtà e la lotta per proteggere la propria famiglia si trasforma in un viaggio nei meandri delle sue stesse angosce.
A chi è consigliato? A chi apprezza gli horror con un’attenzione particolare ai temi della genitorialità e del trauma, anche se si discosta dai tradizionali jump scare per concentrarsi maggiormente sull’atmosfera. Ideale per chi cerca un’esperienza cinematografica meno convenzionale, ma è consapevole delle sue lacune in termini di tensione e sviluppo narrativo.
Bagman, diretto da Colm McCarthy, prometteva di essere un’aggiunta interessante al panorama horror dell’ultimo anno, con un cast di spessore che include Sam Claflin e Antonia Thomas. Al centro della storia troviamo Patrick, un uomo perseguitato da un’entità che aveva incontrato da bambino, il Bagman, una sorta di Boogeyman che rapisce i bambini e li porta via per sempre. Tuttavia, nonostante il potenziale della trama, il film non riesce a sfruttare appieno i temi legati alla genitorialità e ai traumi d’infanzia, offrendo un prodotto troppo superficiale.
Una trama con buone intenzioni ma mal sviluppata

Il film, come vi dicevamo, si concentra su Patrick (Claflin), un uomo segnato da un incontro da bambino con il leggendario Bagman, una figura che rapisce bambini innocenti e li rinchiude in un sacco putrescente. Ora adulto e padre, Patrick teme per la vita di suo figlio Jake, convinto che la creatura sia tornata. Questo spunto narrativo, seppur intrigante, viene rapidamente minato da una sceneggiatura carente che non riesce a dare profondità ai suoi temi centrali, come l’impatto del trauma e il ruolo protettivo della genitorialità.
Nonostante l’idea di base cerchi di affrontare il peso delle storie dell’infanzia e il modo in cui queste possono plasmare le nostre paure adulte, il film rimane in superficie, accennando appena a questi concetti senza svilupparli in modo soddisfacente. Il risultato è una trama che si trascina, con colpi di scena prevedibili e una progressione narrativa che manca di ritmo.
Un Horror che non fa paura

Uno degli aspetti più deludenti di Bagman è la sua totale mancanza di tensione e paura. L’atmosfera, sebbene inizialmente promettente, non si evolve mai in veri momenti di terrore. Non ci sono jump scare memorabili, scene particolarmente angoscianti o una costruzione efficace della suspense. Anche il design del mostro, seppur interessante in teoria, viene sfruttato pochissimo e non lascia un’impressione duratura.
Inoltre, la gestione delle dinamiche familiari, che dovrebbe aumentare l’intensità emotiva, è spesso incoerente. Molte delle scelte fatte dai protagonisti risultano illogiche e compromettono la credibilità della storia. Ad esempio, i genitori lasciano ripetutamente il loro figlio in situazioni di vulnerabilità, vanificando qualsiasi senso di urgenza o pericolo.
Personaggi piatti e mal scritti

Il potenziale del cast viene gravemente sottoutilizzato. Sam Claflin, nonostante il suo indubbio talento, è limitato da un personaggio scarsamente scritto. Patrick dovrebbe rappresentare un uomo tormentato, ma finisce per essere una figura monocorde che fatica a coinvolgere lo spettatore. Lo stesso vale per Antonia Thomas, il cui ruolo di Karina è ridotto a quello di una madre che si lamenta senza apportare contributi significativi alla trama.
Anche i personaggi secondari, come il fratello di Patrick o il poliziotto locale, sono privi di spessore e sembrano esistere solo per riempire lo schermo. Le loro interazioni sono meccaniche, e il dialogo, spesso generico, non aiuta a renderli memorabili.
Una produzione modesta

Dal punto di vista visivo, Bagman si colloca nel territorio del “sufficiente, ma dimenticabile.” Sebbene le riprese diurne siano luminose e prive dei fastidiosi filtri giallastri che spesso dominano in certi film recenti, il resto della fotografia è piatto e privo di personalità. La direzione di McCarthy, che in passato ha dimostrato una solida abilità con serie come Peaky Blinders, qui manca di mordente, e il film appare troppo modesto per una distribuzione cinematografica.
Un finale amaro, ma non particolarmente efficace

Bagman cerca di distinguersi con un finale cupo e privo di risoluzione felice, una scelta che potrebbe aver funzionato meglio in un contesto narrativo più coinvolgente. Tuttavia, anche questo tentativo di sorprendere il pubblico fallisce a causa dell’assenza di una costruzione emozionale adeguata. La conclusione lascia più una sensazione di frustrazione che di soddisfazione.
Bagman è un film che aveva le carte in regola per offrire qualcosa di quantomeno interessante nel panorama horror, ma finisce per essere una produzione anonima e priva di mordente. Nonostante il talento del cast e alcune buone idee di base, la sceneggiatura debole, la mancanza di spaventi e una regia poco incisiva rendono questo film una delle delusioni della stagione.
La recensione in breve
Bagman si presenta come un horror dalle premesse intriganti, ma il risultato finale è un’opera piatta e poco coinvolgente. La narrazione è lenta e superficiale, i personaggi mancano di spessore e l’aspetto horror è ridotto al minimo, lasciando insoddisfatti sia gli amanti del genere sia chi cerca una trama psicologicamente complessa.
Pro
- Tema interessante sulla trasmissione dei traumi generazionali
- Buona interpretazione di Sam Claflin, nonostante la sceneggiatura debole.
- Design del mostro visivamente accattivante.
Contro
- Narrazione lenta e priva di sviluppo tematico.
- Mancanza di elementi horror efficaci.
- Personaggi poco approfonditi e dialoghi banali.
- Atmosfera inquietante che non porta a nulla di memorabile.
- Sfruttamento minimo del cast e del potenziale narrativo.
- Voto CinemaSerieTV.it
