La bambina col cappotto rosso di Schindler’s List è senza dubbio una delle icone più note e memorabili della storia del cinema; ma cosa significa davvero, la sua presenza, a colori, in un film in bianco e nero?
Negli anni, si sono susseguite varie, e spesso fantasiose, interpretazioni su questo inserimento – di natura ‘fantastica’ – in un film che affonda i piedi nel più completo realismo. Si è parlato principalmente della bambina come simbolo dell’innocenza del popolo ebreo portato al massacro nei campi di concentramento: è lo stesso Spielberg a dare però una chiave di lettura legata alla speranza, ma anche a una critica di stampo politico sul mancato interventismo degli Alleati nella questione della soluzione finale
Durante una conversazione con James Cameron, nel 2011, riportata da Far Out Magazine, Spielberg spiegava infatti
“Schindler, nel libro [da cui il film è tratto] racconta di aver notato una bambina che, durante la brutale liquidazione del ghetto ebraico di Cracovia, sembrava come ignorata e lasciata in pace. In qualche modo, quel suo cappotto attirava l’attenzione su di lei, eppure, nello stesso momento, mentre gli altri – tutti bambini della sua età – venivano catturati, uccisi, o caricati sui furgoni, lei riuscì a sfuggire… – non all’Olocausto – ma a quel preciso rastrellamento.” Lei è diventata una metafora per tutte quelle nazioni che sapevano cosa stava accadendo durante l’Olocausto, ma non hanno mai fatto nulla per impedirlo”
Qui vi avevamo raccontato la storia dell’attrice bambina cui questo importantissimo ruolo fu affidato, mentre – qualora ce ne fosse bisogno – ecco qui un breve resoconto della vera storia su cui il film Premio Oscar è basato.
