La casa al centro del pluripremiato film La zona d’interesse, situata a pochi metri di distanza dal campo di sterminio di Auschwitz, sarà presto visitabile, a seguito di una radicale opera di ristrutturazione, mirante a farne la sede dell’Auschwitz Research Center on Hate, Extremism, and Radicalization, un centro studi statunitense sugli orrori dell’Olocausto.
La dimora in cui vissero Rudolf Hoss e la sua famiglia, e di cui vi abbiamo raccontato la storia qui – è stata infatti acquistata, nell’ottobre 2024, dal CEP, Counter Extremism Project, che da tempo aveva mosso offerte ai precedenti proprietari, i coniugi Jurczaz, che, stanchi dell’eccessiva popolarità raggiunta dall’edificio dopo l’uscita del film, hanno deciso di accettare.

I lavori di ristrutturazione saranno coordinati dall’architetto statunitense Daniel Libeskind: si punterà a creare “uno spazio essenzialmente vuoto”: queste le parole di Mike Wallace, cofondatore del CEP, a Repubblica
“Noi non vogliamo farci un museo, vogliamo che diventi uno spazio vivo, di impegno attivo contro l’antisemitismo e gli estremismi. “.
In un reportage di Domus del gennaio 2025, si puntualizza inoltre come “in vista dell’apertura, il CEP [abbia] rimosso gli elementi aggiunti nel dopoguerra per restituire l’immagine originale della casa, com’era tra il 1941 e il 1944, quando vi abitava la famiglia del comandante tedesco”
Ricordiamo che La zona di interesse è disponibile in streaming.
