Alla fine di The Fabelmans, Sammy Fabelman, ormai giovane adulto, ottiene un incontro con il leggendario regista John Ford. Durante il colloquio, questi gli impartisce una lezione fondamentale sulla composizione cinematografica, sottolineando come l’orizzonte nell’inquadratura possa determinare l’efficacia di una scena. Ispirato e con una nuova prospettiva sulla sua carriera, Sammy esce dallo studio con entusiasmo. Il film si conclude con lui che cammina attraverso il set di uno studio cinematografico, simbolo della sua futura ascesa nel mondo del cinema. L’inquadratura finale si adatta leggermente per seguire il consiglio di Ford, enfatizzando l’importanza della visione artistica.
La storia segue Sammy Fabelman, un ragazzo cresciuto nell’America del dopoguerra con il sogno di diventare un regista. Fin da piccolo sviluppa una passione per il cinema, realizzando film amatoriali con la sua famiglia e i suoi amici. Tuttavia, il percorso di Sammy è segnato da difficoltà familiari, in particolare il divorzio dei genitori, che lo spinge a esplorare attraverso il cinema le complessità della vita e delle emozioni umane. Durante la sua adolescenza, affronta anche il bullismo e il senso di alienazione, ma trova conforto nella sua arte, affinando le sue capacità narrative e tecniche.

Il momento chiave che segna la svolta per Sammy è la scoperta della relazione extraconiugale della madre attraverso le riprese di un film di famiglia. Questo evento lo spinge a confrontarsi con la realtà della sua famiglia e a prendere decisioni importanti per il suo futuro. Dopo il divorzio dei genitori, Sammy si trasferisce in California e fatica a trovare il suo posto. Tuttavia, la sua determinazione lo porta a lavorare nel mondo del cinema, fino all’incontro con John Ford, che rappresenta l’ultimo passo verso la sua consacrazione come regista.
The Fabelmans è un film del 2022 diretto da Steven Spielberg, ispirato alla sua infanzia e alla sua passione per il cinema. Interpretato da Gabriel LaBelle, Michelle Williams, Paul Dano e Seth Rogen, è un racconto semi-autobiografico che esplora il potere del cinema e il rapporto tra arte e vita. Presentato in anteprima al Toronto International Film Festival, ha ricevuto ampi consensi dalla critica ed è stato candidato a diversi premi, tra cui gli Oscar: ve ne abbiamo parlato in maniera approfondita nella nostra recensione.
