Il ragazzo dai pantaloni rosa, film che racconta la toccante vicenda di Andrea Spezzacatena, un ragazzo che si tolse la vita dopo essere stato vittima di bullismo, ha conquistato ed emozionato il pubblico in sala, suscitando anche qualche controversia, e adesso si prepara a raggiungere un pubblico più ampio, su Netflix. Il film tratta tematiche che ruotano attorno al bullismo, come abbiamo detto, ma anche all’omofobia e alle criticità dell’adolescenza. Ecco alcune delle frasi più belle del film.
“Le parole sono come vasi di fiori che cadono dai balconi. Se sei fortunato, li schivi. E vai avanti sulla tua strada. Ma se invece sei un po’ più… diciamo, lento… ti centrano in pieno. E ti uccidono.”
“Ho sicuramente commesso degli errori con mio figlio. Ma permettergli di indossare quei pantaloni rosa non è stato tra quelli”
“Il primo giorno delle superiori è come il primo bacio, non lo dimentichi”
“A me Christian mancava. Nonostante quello che mi aveva fatto, io gli volevo bene”
“Spezzacatena! Belli questi pantaloni. Li fanno anche da uomo?”
“Avevo desiderato tanto rivederlo. Ma per la prima volta, provavo qualcosa che non avevo mai provato accanto a lui. Avevo paura. Ma invece di pensare al suo sadismo verso di me, preferivo concentrarmi sul fatto che mi aveva chiamato per nome”
“Quando sei adolescente non vedi grande differenza tra essere socialmente morto ed esserlo per davvero”
“Sentii che stavo andando a sfracellarmi contro un muro. E pensai che non mi restava altro che accelerare. Così tutto sarebbe durato di meno”
“La mia ultima giornata sulla Terra è stata serena”
“Nonna… ma tu credi in Dio?”
“Certo. Tu no?”
“Credo di sì”
“Ma?”
“Ma perché non fa qualcosa quando vede che qualcuno ci fa del male?”
“Lo ami?”
“Non lo so”
“Ti auguro di sì. Abbiamo tutti bisogno di un po’ d’amore”
“Di tutte le domande che mi rimbombavano in testa, ad una sola non riuscivo a dare risposta. Perché l’unica risata che sento è la sua?”
“Andrea sta crescendo veloce… ma perché è sempre così agitato? E poi, perché deve sempre fare il pagliaccio?”
“E’ un ragazzino felice”
“Forse. Oppure è solo un ragazzio che vuole fare felici gli altri”
“Lo guardavo e mi chiedevo: chissà cosa si prova a svegliarsi ogni mattina ed essere Christian Todi. Decisi di dargli un nome: Mister Più”
“Fu la mia unica esibizione pubblica nel coro. La mia voce stava cambiando. Mi ricordo che anche io mi sentivo cambiato quel giorno”
“Christian oggi è ingrassato di 20 chili, è disoccupato ed è solo come un cane. Piccole soddisfazioni dall’aldilà”

Diretto da Margherita Ferri, Il ragazzo dai pantaloni rosa è tratto dalla storia vera di Andrea Spezzacatena, un ragazzo di 15 anni che si uccise nel 2012 dopo essere stato oggetto di bullismo, nell’ambiente scolastico. Le dinamiche della morte di Andrea, secondo sua mamma Teresa, presentano dei punti poco chiari. Mentre i bulli di Andrea sono riusciti a farla franca, Teresa Manes ha trovato il modo di incanalare il suo dolore incontrando gli studenti delle scuole in tutte le città d’Italia, praticamente senza fermarsi. Ricordiamo che a trovare il corpo di Andrea senza vita fu suo fratello minore Daniele, che allora era un bambino. Per questa e altre ragioni Teresa ha deciso di fare di tutto per contrastare il fenomeno del bullismo. Perché il bullismo distrugge le vite delle vittime e delle loro famiglie.
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