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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Devil in the Family: La Caduta di Ruby Franke, la recensione: Un incubo dietro la telecamera

Devil in the Family: La Caduta di Ruby Franke, la recensione: Un incubo dietro la telecamera

La recensione di Devil in the Family: La Caduta di Ruby Franke, che svela il lato oscuro di una famiglia apparentemente perfetta.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana26 Marzo 2025Aggiornato:26 Marzo 2025
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Devil in the Family: La Caduta di Ruby Franke
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La serie: Stati Uniti, 2024. Diretta da: Skye Borgman. Genere: Documentario, true crime. Durata: 3 episodi da circa 50 minuti. Dove l’abbiamo vista: su Disney+.

Trama: La docuserie ripercorre l’inquietante caduta di Ruby Franke, madre influencer nota per il suo canale YouTube “8 Passengers”, arrestata con accuse di abusi sui figli. Attraverso testimonianze dirette, filmati inediti e un’attenta ricostruzione, la serie svela l’orrore nascosto dietro l’immagine perfetta di una famiglia da social.

A chi è consigliata? A chi segue i true crime più attuali e cerca una riflessione critica sull’impatto dei social media nella vita familiare, e a chi vuole capire come l’apparenza possa mascherare dinamiche profondamente tossiche.

 


Devil in the Family: La Caduta di Ruby Franke è una docuserie in tre episodi che scava nei meandri oscuri della vicenda che ha sconvolto il mondo dei social media. Ruby Franke, madre di sei figli e volto del popolare canale YouTube 8 Passengers, ha costruito un impero digitale raccontando la vita della sua famiglia mormone, promuovendo una disciplina severa e valori tradizionali. Ma dietro la facciata di perfezione si celava un orrore indicibile: anni di abusi, maltrattamenti e privazioni inflitti ai suoi stessi figli.

La serie, disponibile su Disney+, esplora la graduale trasformazione di Ruby da madre influencer a figura inquietante, culminando nel suo arresto dopo che uno dei suoi figli, malnutrito e ferito, è riuscito a scappare dalla casa e a chiedere aiuto. Questo evento scioccante è solo l’epilogo di una lunga storia di controllo, manipolazione e, secondo alcuni, di vera e propria radicalizzazione psicologica e religiosa.

Un’infanzia esposta al mondo

Devil in the Family: La Caduta di Ruby Franke

Uno degli aspetti più disturbanti della storia di Ruby Franke è la spettacolarizzazione dell’infanzia dei suoi figli. Il canale 8 Passengers aveva milioni di iscritti e documentava ogni aspetto della vita domestica: dal risveglio alla routine scolastica, dalle punizioni alle difficoltà personali dei bambini, tutto veniva trasformato in contenuto virale.

Ciò che inizialmente poteva sembrare una semplice condivisione quotidiana ha presto assunto contorni più inquietanti. La docuserie mostra come Ruby non si limitasse a raccontare la vita familiare, ma imponesse ai figli una rigida disciplina, spesso punendoli in modo severo. Alcuni episodi emblematici, come la decisione di privare il figlio Chad del letto per mesi o di negare il pranzo ai bambini come “lezione di vita”, sono diventati fonte di polemica sui social. Eppure, per anni, milioni di spettatori hanno assistito a queste scene senza cogliere appieno la gravità della situazione.

La docuserie utilizza un mix di filmati d’archivio, estratti dai video pubblicati da Ruby, e testimonianze di ex seguaci, familiari e psicologi per tracciare un quadro dettagliato della vicenda. Il racconto si sviluppa con un crescendo di tensione, lasciando emergere gradualmente l’orrore dietro la facciata di una famiglia apparentemente esemplare.

Il crollo dell’immagine perfetta

Ruby Franke

Nel secondo episodio, la narrazione si concentra su come l’immagine perfetta della famiglia Franke abbia iniziato a sgretolarsi. I primi segnali di allarme erano già evidenti: critiche nei commenti ai video, segnalazioni alle autorità e denunce da parte di alcuni utenti che vedevano nei comportamenti di Ruby segnali di abuso. Tuttavia, la donna continuava a difendere la sua posizione, respingendo le accuse come fraintendimenti o attacchi da parte di chi non comprendeva il suo stile educativo.

La docuserie mostra come Ruby abbia trovato un’alleata in Jodi Hildebrandt, una presunta “life coach” che ha contribuito a radicalizzare ulteriormente le sue convinzioni. Hildebrandt, con la sua organizzazione Connections, promuoveva una visione estrema della disciplina familiare, basata su concetti religiosi distorti e su un controllo assoluto dei figli. La sua influenza su Ruby è stata devastante, portandola a isolarsi sempre più dal resto della famiglia e a infliggere punizioni sempre più crudeli ai bambini.

L’escalation verso l’orrore

Devil in the Family: La Caduta di Ruby Franke

L’ultimo episodio è forse il più scioccante, poiché ricostruisce i giorni che hanno portato all’arresto di Ruby Franke. Il documentario utilizza ricostruzioni basate su registrazioni della polizia e testimonianze dirette per raccontare come uno dei figli, denutrito e con evidenti segni di abuso, sia riuscito a fuggire dalla casa in cui era tenuto prigioniero e a chiedere aiuto a un vicino. Questo evento ha innescato un’indagine che ha portato all’arresto di Ruby e di Jodi Hildebrandt, rivelando un sistema di abusi sistematici perpetrati sotto la giustificazione di “disciplina educativa”.

Uno degli aspetti più inquietanti è il modo in cui Ruby e Jodi giustificavano le loro azioni. Le registrazioni mostrano come Hildebrandt sosteneva di essere posseduta dal demonio e di dover “purificare” i bambini attraverso la sofferenza. Questo livello di delirio religioso, combinato con la crescente paranoia delle due donne, ha trasformato la casa dei Franke in un vero e proprio incubo.

Un monito sui pericoli dei social media

Oltre a raccontare una storia di crimine e abuso, Devil in the Family offre una riflessione più ampia sul ruolo dei social media nell’esposizione della vita privata, in particolare dei bambini. La vicenda di Ruby Franke solleva domande cruciali: fino a che punto è etico condividere online la vita dei propri figli? Quali sono i limiti tra condivisione e sfruttamento?

Negli ultimi anni, il fenomeno dei family vloggers ha portato molte famiglie a trasformare la propria quotidianità in contenuto per milioni di spettatori, spesso senza considerare le conseguenze sulla privacy e sul benessere dei minori. Il caso Franke rappresenta l’esempio più estremo e drammatico di ciò che può accadere quando la popolarità online si trasforma in un’ossessione e i confini tra intrattenimento e realtà si dissolvono.

La recensione in breve

7.5 Angosciante

Devil in the Family non è una docuserie per deboli di cuore. Il racconto è intenso, disturbante e spesso difficile da digerire, ma è anche un documento importante per comprendere le dinamiche di abuso e il pericolo rappresentato dall'eccessiva esposizione sui social media. Con una narrazione ben costruita, testimonianze forti e un uso efficace del materiale d’archivio, la serie riesce a restituire la complessità di una vicenda che non è solo un caso di cronaca nera, ma un monito per chiunque viva nell’era digitale.

Pro
  1. Analisi approfondita della storia con filmati inediti e testimonianze dirette.
  2. Riflette sui pericoli dell’esposizione dei minori sui social media.
  3. La partecipazione dei membri della famiglia aggiunge autenticità e impatto emotivo.
  4. Narrazione coinvolgente e ben costruita.
Contro
  1. Contenuti forti e disturbanti, difficili da guardare per alcuni spettatori.
  2. Manca un’analisi più approfondita su Ruby Franke e le sue motivazioni personali.
  3. Alcune sezioni sulla radicalizzazione religiosa risultano troppo enfatizzate senza un reale contraddittorio.
  • Voto CinemaSerieTv 7.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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