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Home » Film » Recensioni film » Le Assaggiatrici, la recensione: Il dramma intimo della guerra secondo Silvio Soldini

Le Assaggiatrici, la recensione: Il dramma intimo della guerra secondo Silvio Soldini

Le assaggiatrici, diretto da Silvio Soldini, è un dramma storico potente e angosciante, che esplora il confine tra sopravvivenza e complicità femminile in un regime spietato.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana28 Marzo 2025Aggiornato:28 Marzo 2025
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Le assaggiatrici film
Una scena del film Le Assaggiatrici - Fonte: Vision Distribution
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Il film: Le assaggiatrici, 2024. Diretto da: Silvio Soldini. Genere: Drammatico, Storico. Cast: Elisa Schlott, Max Riemelt, Alma Hasun, Emma Falck. Durata: 114 minuti. Dove l’abbiamo visto: Al cinema.

Trama: Ispirato al romanzo di Rosella Postorino, Le assaggiatrici racconta la storia di Rosa, una giovane donna costretta a lavorare come assaggiatrice dei pasti destinati a Hitler, in un periodo in cui il sospetto e la paura dominano ogni aspetto della vita quotidiana. Tra il rischio costante di avvelenamento e le dinamiche ambigue tra le donne coinvolte, il film esplora il confine tra sopravvivenza e complicità, mettendo in luce il lato umano di chi si trova intrappolato in un sistema spietato.

A chi è consigliato? Le assaggiatrici è un film ideale per chi ama i racconti storici intensi e i drammi psicologici profondi. Se vi sono piaciuti film come Il labirinto del fauno o La scelta di Sophie, troverete in questa pellicola un’esperienza emotivamente coinvolgente e ricca di tensione.


Le Assaggiatrici di Silvio Soldini porta sullo schermo il romanzo di Rosella Postorino, ispirato alla vera storia di Margot Wölk, una delle donne costrette a testare il cibo di Hitler per scongiurare tentativi di avvelenamento. Questo film, girato interamente in tedesco e interpretato da attori tedeschi, offre uno sguardo inedito sugli orrori della Seconda Guerra Mondiale, scegliendo come protagoniste delle donne obbligate a una guerra silenziosa e invisibile, combattuta ogni giorno attorno a un tavolo.

Un’atmosfera cupa e angosciante

Una scena del film Le Assaggiatrici
Una scena del film Le Assaggiatrici – Fonte: Vision Distribution

L’ambientazione, ricreata con un rigore visivo impressionante, trasmette tutta la tensione e la paura che avvolge le protagoniste. La campagna della Prussia Orientale diventa un luogo sospeso tra il terrore della morte imminente e l’apparente tranquillità della quotidianità. Ogni pasto potrebbe essere l’ultimo e ogni boccone un biglietto per l’aldilà. Soldini riesce a far percepire il peso della condizione di queste donne con una regia sobria e attenta ai dettagli, restituendo il senso di claustrofobia che accompagna la loro esistenza.

Rosa Sauer: una protagonista divisa tra paura e sopravvivenza

Le assaggiatrici film
Una scena del film Le Assaggiatrici – Fonte: Vision Distribution

Elisa Schlott interpreta Rosa Sauer con un’intensità che cattura la complessità del suo personaggio. Rosa è una giovane berlinese che fugge dai bombardamenti della capitale per rifugiarsi dai suoceri in campagna, ma finisce per essere reclutata insieme ad altre donne per assaggiare i pasti destinati a Hitler. Il film segue il suo percorso interiore, dalla paura iniziale alla consapevolezza crescente della disumanità del regime, fino a una ribellione silenziosa ma potente. La sua trasformazione è il cuore emotivo della pellicola e la rende una figura profondamente umana e riconoscibile.

Il paradosso di una guerra senza armi

Le assaggiatrici film
Una scena del film Le Assaggiatrici – Fonte: Vision Distribution

Le protagoniste del film non combattono sul fronte, ma sono comunque vittime e complici inconsapevoli del regime nazista. L’aspetto più disturbante della loro condizione è il paradosso in cui vivono: da un lato, sono costrette a rischiare la vita due volte al giorno, dall’altro, dipendono dal cibo che le potrebbe uccidere per sopravvivere. Questo dualismo è affrontato con grande sensibilità da Soldini, che non si limita a raccontare una storia di oppressione, ma esplora le dinamiche psicologiche e relazionali tra le protagoniste, incluse inaspettate alleanze e rivalità.

Una regia elegante e una fotografia evocativa

Le assaggiatrici film
Una scena del film Le Assaggiatrici – Fonte: Vision Distribution

La scelta di girare in tedesco e di affidarsi a un cast internazionale conferisce al film un realismo quasi documentaristico. La fotografia, dai toni freddi e spenti, enfatizza l’atmosfera opprimente della vicenda. Soldini adotta uno stile asciutto, evitando melodrammi forzati, e lascia che siano gli sguardi e i silenzi delle protagoniste a raccontare il loro tormento.

“Le Assaggiatrici” è un film che colpisce per la sua capacità di raccontare la guerra da una prospettiva intima e femminile. Non si tratta solo di un dramma storico, ma di una riflessione sulla paura, sulla resilienza e sulle scelte obbligate in situazioni estreme. Con una narrazione potente e una regia attenta ai dettagli, Soldini firma un’opera delicata e profonda, capace di lasciare il segno.

La recensione in breve

7.5 Toccante

Il film Le Assaggiatrici di Silvio Soldini è un adattamento intenso e toccante del romanzo di Rosella Postorino. Ambientato nel 1943, segue la storia di Rosa Sauer e di altre giovani donne costrette a testare il cibo di Hitler per scongiurare il rischio di avvelenamento. Attraverso una narrazione immersiva e un cast di grande talento, il film esplora la paura, la solidarietà e le scelte morali imposte dalla guerra, offrendo un ritratto profondo e umano di un dramma poco conosciuto.

Pro
  1. Regia delicata e intensa, capace di scavare nell’animo dei personaggi
  2. Atmosfera storicamente accurata e immersiva grazie alla lingua originale e alla fotografia
  3. Grande interpretazione di Elisa Schlott nel ruolo di Rosa Sauer
  4. Approccio non convenzionale alla narrazione della Seconda Guerra Mondiale
  5. Ritratto sfaccettato della condizione femminile in tempo di guerra
Contro
  1. Ritmo lento che potrebbe risultare ostico per alcuni spettatori
  2. Mancanza di eventi più dinamici che avrebbero potuto accentuare la tensione
  3. Finale che lascia spazio all’interpretazione, potenzialmente divisivo
  • Voto CinemaSerieTV.it 7.5
  • Voto utenti (1 voti) 0.7
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