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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » The Last of Us – Stagione 2, la recensione del primo episodio: Un legame spezzato, una guerra in arrivo.

The Last of Us – Stagione 2, la recensione del primo episodio: Un legame spezzato, una guerra in arrivo.

La recensione del primo episodio di The Last of Us 2, la serie ritorna con un incipit solido e preparatorio, che ci fa percepire il peso di quello che verrà.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana14 Aprile 2025
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I protagonisti di The Last of Us 2 (fonte: HBO)
I protagonisti di The Last of Us 2 (fonte: HBO)
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La serie: The Last of Us – Stagione 2, 2025. Creata da: Craig Mazin, Neil Druckmann. Cast: Bella Ramsey, Pedro Pascal, Isabela Merced, Kaitlyn Dever, Young Mazino, Gabriel Luna, Catherine O’Hara, Jeffrey Wright. Genere: Dramma, post-apocalittico, thriller psicologico. Durata: Circa 50-60 minuti / 7 episodi.
Dove l’abbiamo visto: su HBO e Sky/Now (in Italia).

Trama: Cinque anni dopo gli eventi della prima stagione, Joel ed Ellie vivono nella comunità protetta di Jackson, nel Wyoming. Ma il fragile equilibrio tra loro è incrinato dal peso di una verità taciuta. Mentre Ellie cerca di affrancarsi dall’ombra di Joel e costruire un nuovo legame con la giovane Dina, una minaccia esterna si avvicina: Abby, soldatessa spinta da un profondo desiderio di vendetta. Il primo episodio inaugura una stagione più oscura, incentrata sul conflitto tra amore e odio, colpa e redenzione, e sul modo in cui la violenza può radicarsi anche nei rapporti più intimi.

A chi è consigliato? A chi ha amato la prima stagione e vuole esplorare il lato più cupo e psicologico della storia. Perfetta per chi cerca una narrazione intensa, emotivamente stratificata e moralmente ambigua, tra *The Road*, *Children of Men* e il miglior HBO drama.


Dopo cinque anni dagli eventi che hanno segnato la conclusione della prima stagione, The Last of Us riparte da una calma solo apparente. Jackson si presenta come un’oasi di ordine in un mondo in frantumi. Le barriere, le ronde armate e persino la presenza di una terapeuta ufficiale (interpretata da Catherine O’Hara) suggeriscono una società che ha tentato, con determinazione e fatica, di ristabilire una parvenza di normalità. Ma proprio come la neve che copre i resti del mondo precedente, anche questa tranquillità è fragile e temporanea.

Al centro di questo nuovo equilibrio ci sono Joel ed Ellie, che vivono sotto lo stesso cielo ma su due pianeti emotivamente distanti. La tensione tra loro è palpabile fin dai primi minuti dell’episodio. Non serve che Ellie dica esplicitamente di sapere ciò che Joel ha fatto alla fine della scorsa stagione – la sceneggiatura e la regia lavorano di sottrazione, affidando ai silenzi, agli sguardi e alle risposte a mezza voce tutto il peso di una ferita non rimarginata. Joel cerca una riconciliazione impossibile, un ritorno a una routine quotidiana che non può più esistere dopo il tradimento. Ellie, invece, lotta per mantenere il controllo, respingendo chiunque tenti di avvicinarsi troppo. È in questa dinamica sospesa che si radica il cuore dell’episodio: il peso del passato, il bisogno di verità, e l’impossibilità di tornare indietro.

Una Ellie nuova, più adulta e più sola

Una scena di The Last of Us 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 (fonte: HBO)

Bella Ramsey restituisce un ritratto sfaccettato e potente di Ellie, ora giovane adulta in cerca della propria identità. L’ombra di Joel – e del suo gesto finale nella scorsa stagione – incombe su di lei, e il suo desiderio di indipendenza è evidente. Ellie è ribelle, irrequieta, assetata di scoperte e priva di fiducia nei confronti di chi la circonda. La sua relazione con Dina (interpretata da una sorprendente Isabela Merced) offre l’unico barlume di calore, mostrando una connessione sincera e in evoluzione che si muove con naturalezza dall’amicizia verso qualcosa di più profondo.

Jackson: Oasi o illusione?

Una scena di The Last of Us 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 (fonte: HBO)

Il primo episodio dedica grande attenzione alla vita nella comunità di Jackson. La regia ci guida tra baratti, ronde di pattugliamento e persino sedute di terapia, mostrando uno scorcio di civiltà ricostruita in un mondo che ha perso quasi tutto. Ma l’equilibrio è precario, e i nuovi personaggi introdotti – come Jesse (Young Mazino), punto fermo della comunità, e la terapeuta Gail (una sorprendente Catherine O’Hara) – sembrano più funzioni narrative che persone, almeno per ora. L’impressione è che questo mondo ordinato sia destinato a essere nuovamente travolto.

La potenza del non detto

Una scena di The Last of Us 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 (fonte: HBO)

Pedro Pascal e Bella Ramsey tornano ai loro ruoli con una naturalezza disarmante. Le loro scene condivise, seppur poche in questo episodio, sono cariche di tensione emotiva. Ogni silenzio, ogni sguardo, racconta più di mille dialoghi. Pascal, in particolare, lavora di sottrazione: un padre adottivo logorato dalla colpa, incapace di avvicinarsi a una figlia che sente di aver tradito, ma ancora disposto a tutto per proteggerla. Ramsey, invece, riesce a trasmettere un’interiorità ferita che si manifesta nei piccoli gesti, negli sguardi sfuggenti, nei silenzi ostinati.

Dal punto di vista tecnico, la serie rimane un gioiello. La regia è attenta, la fotografia alterna paesaggi innevati mozzafiato a interni cupi e opprimenti, mentre la colonna sonora accompagna ogni scena con discrezione e impatto. Tuttavia, questo primo episodio preferisce la costruzione al colpo di scena, e la sensazione è quella di trovarsi in un prologo lungo e misurato, dove tutto è sospeso. Il ritmo è calibrato, quasi trattenuto, e lo spettatore più impaziente potrebbe trovarlo meno coinvolgente rispetto all’esordio della prima stagione (che, se ricordate, fu davvero esplosivo).

Il peso dell’eredità

Una scena di The Last of Us 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 (fonte: HBO)

Fin dalla sua prima stagione, The Last of Us ha saputo costruire una narrazione che unisce il grande e il piccolo, il trauma collettivo della fine del mondo con le crepe più intime nei rapporti umani. Questo primo episodio della seconda stagione prosegue su quella linea, ma con un tono ancora più cupo e introspettivo. La storia si muove come un’eco che rimbalza tra ciò che è stato e ciò che si teme possa accadere di nuovo. Il prologo dedicato ad Abby, breve ma denso, suggerisce che la vendetta sarà il vero motore della stagione, e che i fantasmi lasciati dalla carneficina di Salt Lake City stanno per tornare a chiedere il conto.

Ma The Last of Us 2 sceglie di iniziare con discrezione, costruendo fondamenta solide piuttosto che affidarsi a colpi di scena. È una scelta narrativa audace, che potrebbe lasciare disorientati alcuni spettatori, ma che premia chi ha imparato ad apprezzare la profondità psicologica dei personaggi. In particolare, Ellie emerge in questo episodio come una figura pienamente autonoma, costretta ad affrontare non solo le minacce esterne ma anche le conseguenze del suo legame con Joel. Nonostante la distanza crescente, il filo emotivo che li unisce resta potente, e si avverte che il loro percorso – anche se non condiviso – è ancora fortemente interdipendente.

La recensione in breve

8.0 Preparatoria

Il primo episodio della seconda stagione di The Last of Us è un ritorno malinconico, denso di silenzi e sguardi che pesano più delle parole. La serie mostra una maturazione nei suoi personaggi principali, soprattutto in Ellie, ormai giovane donna che cerca di emanciparsi dalla figura paterna e colpevole di Joel. Nonostante l’assenza di momenti eclatanti, la qualità della recitazione e la cura nella costruzione del mondo restano elevate. È un inizio che punta sulla profondità, più che sull’impatto immediato.

Pro
  1. Interpretazioni straordinarie di Bella Ramsey e Pedro Pascal
  2. Evoluzione psicologica credibile di Ellie
  3. Messa in scena raffinata e atmosfera coerente con il mondo narrativo
  4. Introduzione efficace di Jackson e dei suoi meccanismi sociali
  5. Relazione tra Ellie e Dina trattata con delicatezza e naturalezza
Contro
  1. Ritmo narrativo lento e a tratti statico
  2. Alcuni personaggi secondari ancora poco approfonditi
  3. Manca un momento di forte impatto per inaugurare la stagione
  4. Sensazione di “prologo esteso” che rimanda troppo ai prossimi episodi
  • Voto CinemaSerieTV.it 8.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
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