Oggi la cantante Katy Perry ha ufficialmente aggiunto un nuovo capitolo alla sua carriera già straordinaria: è andata nello spazio ed è già tornata. Il 14 aprile, la popstar è stata protagonista di una missione storica a bordo del razzo New Shepard di Blue Origin, la compagnia fondata da Jeff Bezos. Il volo ha segnato un momento epocale nella storia dell’esplorazione spaziale, trattandosi della prima spedizione commerciale interamente femminile dai tempi della cosmonauta sovietica Valentina Tereshkova, nel 1963.
BREAKING: Blue Origin ALL FEMALE Crew, just made it to space.
Congrats to those on board:
Katy Perry, Lauren Sánchez, Gayle King, Amanda Nguyen, Aisha Bowe and Kerianne Flynn. pic.twitter.com/nnhDwLmfzx
— Brian Krassenstein (@krassenstein) April 14, 2025
Insieme a lei hanno volato altre cinque donne: Lauren Sánchez, giornalista e compagna di Bezos; Gayle King, celebre conduttrice di CBS Mornings; Aisha Bowe, ex ingegnera NASA; Amanda Nguyen, attivista per i diritti civili ed ex consulente spaziale; e Kerianne Flynn, produttrice cinematografica e filantropa. L’equipaggio della missione NS-31, soprannominato “Taking Up Space”, ha affrontato con successo il volo suborbitale partito dal sito di lancio nel Texas occidentale.
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Il lancio è avvenuto regolarmente nella finestra prevista, alle 08:30 ora locale (le 14:30 in Italia), ed è stato seguito in diretta streaming in tutto il mondo. Il razzo ha attraversato la linea di Kármán, il confine convenzionale tra la Terra e lo spazio situato a circa 100 km d’altitudine. Dopo la separazione tra booster e capsula, l’equipaggio ha potuto sperimentare alcuni minuti di microgravità, fluttuando liberamente all’interno della cabina.

Katy Perry, poco prima del lancio, aveva condiviso con i fan la sua emozione: “Da bambina, non ho mai smesso di guardare il mondo con meraviglia. E questo sogno è diventato realtà.”
Anche Gayle King ha raccontato di aver vissuto l’esperienza con emozione e timore, dichiarando:
“Ero terrorizzata ed elettrizzata allo stesso tempo, come quando stavo per partorire.”
Decisivo per lei è stato il sostegno dei figli e della storica amica Oprah Winfrey, che l’ha incoraggiata a non lasciarsi sfuggire l’occasione.
L’intera missione, come riporta YahooNews, è durata circa 11 minuti. Dopo aver raggiunto un’altitudine di circa 106 km, la capsula ha iniziato la discesa assistita da paracadute, atterrando dolcemente nel deserto. Il razzo booster, invece, è rientrato autonomamente con un atterraggio controllato a pochi chilometri dalla rampa di lancio. Il veicolo era completamente automatizzato e nessuna delle partecipanti ha dovuto pilotarlo manualmente.
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Il volo ha rappresentato non solo un successo tecnologico, ma anche un potente simbolo di progresso e inclusione. Dopo decenni in cui la presenza femminile nello spazio è stata spesso marginale o simbolica – come si racconta nel film Il diritto di contare – questa missione ha mostrato un nuovo volto dell’esplorazione: quello di sei donne con background diversi, unite dalla passione per la scoperta e il coraggio di spingersi oltre i limiti.
Un piccolo viaggio per la tecnologia, ma un enorme passo per la rappresentazione femminile nello spazio.
