Il lupo e il leone, film per famiglie diretto da Gilles De Maistre, già autore di Mia e il leone bianco, di cui quest’opera è una sorta di “sequel spirituale”, non è tratto da una storia vera, ma è ad ogni modo memorabile per il naturalismo estremo cui il regista ha aderito durante le riprese.
La sceneggiatura del film, scritta da De Maistre con la moglie Prune, è stata infatti continuamente modificata in corsa per adattarsi ai mutevoli comportamenti dei due cuccioli protagonisti, ai quali chiaramente non era possibile chiedere una disciplina analoga a quella esigibile da interpreti umani.

Per quanto riguarda la genesi del progetto, De Maistre ricorda, in un’intervista esclusiva a CiakMagazine, come l’idea del film nacque a seguito di un’istintiva collaborazione professionale con il noto – soprattutto per il lavoro su GOT – addestratore di animali Andrew Simpson
“Mentre giravamo Mia e il leone bianco sul set in Sud Africa c’era con noi Kevin Richardson, esperto educatore di leoni, per aiutarci nelle riprese. Un giorno venne anche Andrew Simpson, documentarista esperto in lupi, con lui e Kevin abbiamo cominciato a pensare a quanto sarebbe stato interessante realizzare un film che mettesse insieme queste due specie di predatori in pericolo. Da qui è nato Il lupo e il leone.”

Il regista ha parlato più diffusamente del contributo di Simpson in un’intervista ad Allocinè
“Per lui è stata una vera sfida, perché nei film i coordinatori degli animali spesso hanno un ruolo marginale, vengono chiamati solo per girare una o due scene. In questo caso, invece, Andrew era il cuore del progetto: in pratica, era la vera star. È stato un lavoro impegnativo, perché gli animali erano sempre presenti, quindi anche lui era sempre sul set, ed era necessario un impegno costante e molto complesso. Il lavoro è andato bene perché lui è estremamente professionale e coinvolto (…). Ci siamo adattati molto anche alla personalità degli animali, modificando più volte la sceneggiatura: gli animali non si comportavano sempre come previsto, quindi abbiamo dovuto trovare soluzioni alternative.”
Ecco, dunque, una ‘giornata – tipo’ sul set del film
“Sappiamo che un leone sarà molto più attivo ed energico al mattino presto, quando l’aria è fresca, rispetto al primo pomeriggio, sotto il sole cocente: alle 13 o alle 15 si sdraia per terra e non si sposta più. Quindi ci siamo organizzati secondo le nostre esigenze, ma senza imporgli nulla.
Non si tratta di addestramento in senso stretto, bensì di costruire una relazione, di instaurare un legame, di comprensione reciproca per poter coordinare tutto al meglio.
Inoltre, i coordinatori degli animali mettono in campo molte idee per portare a termine determinate azioni.
Per esempio, per simulare la morte di un lupo – ovviamente senza fare del male a nessuno – usiamo degli oli essenziali sparsi sul terreno. Il lupo ne è attratto, si avvicina e si rotola per terra. Nell’immagine finale della scena, lui sembra che cada e muoia.
Spetta a noi fare in modo che gli animali eseguano certe azioni con dolcezza, senza che loro se ne accorgano, senza alcuna costrizione, solo con il gioco e la gentilezza.”
Nel film, dopo la morte del nonno, Alma, una giovane pianista, torna nella remota isola canadese dove è cresciuta. Lì, si imbatte in due cuccioli orfani: un leoncino, sopravvissuto a un incidente aereo mentre veniva trasportato verso un circo, e un lupacchiotto, rimasto solo dopo la morte della madre. Invece di consegnarli alle autorità, Alma decide di tenerli con sé e crescerli insieme, come fratelli.
Nonostante le loro differenze di specie e di natura, i due cuccioli sviluppano un legame fortissimo e crescono insieme in armonia, protetti dall’affetto di Alma e dalla tranquillità della natura selvaggia. Ma la loro serenità viene presto minacciata quando le autorità scoprono la loro presenza e li separano: il leone viene portato in un circo, il lupo in un centro di ricerca.
Spinti dalla forza del loro legame fraterno, entrambi gli animali cercano di riunirsi, sfidando pericoli e ostacoli per ritrovare la libertà… e ritrovare Alma.
Al link che segue vi spieghiamo se Mia e il Leone bianco è tratto da una storia vera.
