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Home » Serie TV » The Last of Us 2 Episodio 2: la serie sopravviverà a una svolta così brutale?

The Last of Us 2 Episodio 2: la serie sopravviverà a una svolta così brutale?

Un episodio sconvolgente cambia per sempre The Last of Us: Through the Valley segna una svolta emotiva e narrativa destinata a lasciare il segno.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana22 Aprile 2025
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Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)
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Through the Valley, secondo episodio della nuova stagione di The Last of Us, è di quelli che lasciano il segno. Dopo un primo capitolo che sembrava quasi trattenersi, questo episodio alza il volume emotivo e narrativo fino a livelli insostenibili. Joel (Pedro Pascal), figura simbolo della serie e legame affettivo più importante per Ellie (Bella Ramsey), viene ucciso nel finale della puntata, in un momento che si scolpisce nella memoria per la sua brutalità e per come ribalta il tono dell’intera stagione. Non è solo un colpo di scena, ma una dichiarazione d’intenti: nessuno è al sicuro, nemmeno chi ha rappresentato il cuore pulsante dell’opera fino a ora.

La sua morte arriva dopo un crescendo di tensione perfettamente costruito. La puntata gioca col nostro senso di sicurezza, alternando inizialmente scene quotidiane, momenti di tenerezza e un senso costante di minaccia incombente. E quando finalmente Ellie e Joel sembrano essere di nuovo in sintonia, il racconto ce li separa in modo violento e definitivo. È il tipo di svolta che non lascia spazio al ritorno. E mentre le fiamme divorano Jackson e i morti si accumulano, capiamo che la serie non intende più fare prigionieri.

Una brutalità necessaria?

Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)

La scena della morte di Joel non cerca redenzione né eroismo. È cruda, lunga, disturbante. Abby (Kaitlyn Dever) lo uccide davanti agli occhi impotenti di Ellie con un’aggressività che non lascia margini di interpretazione. È vendetta pura, alimentata da anni di dolore e rancore. Abby non era una bambina quando ha perso suo padre – il chirurgo ucciso da Joel durante la fuga dall’ospedale dei Fireflies – ma una ragazza di diciannove anni, abbastanza adulta da comprendere, troppo giovane per elaborare.

Il modo in cui Joel viene giustiziato — ginocchio distrutto, pestato a sangue, finito con un colpo brutale — è un atto punitivo che ha il sapore del teatro tragico. Non è la fine dignitosa che molti spettatori si aspettavano per un personaggio tanto amato. E forse è proprio questo il punto: nel mondo di The Last of Us, le morti non sono mai pulite. Sono sporche, ingiuste, e arrivano quando meno ce lo aspettiamo.

Il dolore che resta

Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)

L’anima dell’episodio, però, è tutta nella reazione di Ellie. La sua corsa disperata verso il lodge, la vista del corpo ormai inerte di Joel, la stretta finale attorno al suo cadavere: sono momenti che annientano lo spettatore. Bella Ramsey riesce a rendere con precisione devastante quella sensazione di fine del mondo personale. Ellie urla, piange, impreca — ma soprattutto guarda. Costretta a essere testimone di un trauma irrimediabile, in una posizione di impotenza totale.

Da quel momento, Ellie cambia. Il lutto non ha spazio per il conforto. Non c’è tempo per piangere, solo per reagire. Il seme della vendetta si radica istantaneamente, e la puntata lo mostra con crudezza chirurgica. Il percorso che la aspetta non sarà più una lotta per la sopravvivenza, ma una guerra personale. E lo spettatore si ritrova già a domandarsi se Ellie riuscirà a mantenere intatta la sua umanità… o se finirà per diventare proprio come coloro che odia.

Jackson: l’assedio parallelo

Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)

Mentre Ellie vive il suo incubo personale, Jackson affronta un attacco devastante. L’invasione degli infetti, orchestrata con un’imponente regia da Mark Mylod, è una delle sequenze più spettacolari mai viste nella serie. Barili incendiari, fiammate improvvise, orde che escono da sotto la neve e un Bloater che sfonda le mura: ogni elemento dell’assedio contribuisce a creare una tensione insostenibile. Tommy (Gabriel Luna) e Maria (Rutina Wesley) guidano la resistenza in una battaglia disperata, tra le fiamme e le urla.

Ma anche in mezzo al caos, The Last of Us non dimentica di raccontare le emozioni. La determinazione di Tommy, la paura di perdere tutto, la disperazione che spinge i cittadini a combattere fino all’ultimo respiro… sono tasselli fondamentali per comprendere che la morte di Joel è solo una parte della devastazione che l’episodio porta con sé.

Il coraggio di distruggere il cuore della storia

Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)

La morte di Joel è un atto narrativo radicale. Dopo aver costruito attorno a lui un’intera stagione, la serie sceglie di strapparlo via nel secondo episodio della nuova. Una decisione che potrebbe far vacillare anche lo spettatore più fedele. Ma è anche un atto di coerenza. The Last of Us non è mai stata una serie accomodante. Joel non è un eroe puro, e la sua morte è il conto finale di azioni compiute tempo prima. Pedro Pascal lo interpreta con una dignità silenziosa: lo sguardo basso, la voce che non trema, un ultimo gesto di resistenza verbale prima del colpo fatale.

Il suo addio lascia un vuoto gigantesco. La sua assenza sarà un’eco costante nel cammino di Ellie. Ma è anche un passaggio del testimone, da una narrazione “padre-figlia” a qualcosa di più oscuro, più solitario, forse più crudele. Una trasformazione che potrebbe ridefinire l’intera identità della serie.

Abby: il volto dell’odio che divide

Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)

Kaitlyn Dever si trova davanti a una sfida titanica: dare volto e corpo a un personaggio odiato a prescindere. Abby è la nemesi perfetta, ma anche una figura tragica. La serie inizia ad abbozzarne le sfumature, ma è evidente che molto del suo sviluppo arriverà dopo. In questo episodio è rabbia pura, determinazione incrollabile. Ma Dever riesce a far filtrare un senso di disagio, un’ombra di umanità spezzata, persino quando infierisce su Joel.

I suoi compagni sono riluttanti, la scena stessa è costruita per mostrare quanto quel gesto sia isolante. Abby non ottiene liberazione, solo più dolore. Ed è qui che la serie mostra la sua forza: non giustifica nessuno, non offre vie di fuga emotive. Solo scelte e conseguenze.

Una serie che guarda avanti, ma senza certezze

Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)

Ora che Joel è morto, Ellie è sola. Sola con il suo dolore, la sua rabbia, e una promessa di vendetta. Dina (Isabela Merced), Jesse (Young Mazino), Tommy: tutti sono lì, pronti a sostenerla. Ma la verità è che nessuno potrà davvero colmare quel vuoto. La serie suggerisce che Ellie dovrà decidere chi diventare: restare ancorata alla memoria di Joel o liberarsi di essa, a costo di perdere se stessa.

Il mondo attorno a lei cambia. Jackson non è più sicura. Gli infetti, le vendette incrociate, i segreti che riaffiorano: tutto sembra spingere Ellie verso un destino già scritto. Eppure, The Last of Us ci ha già insegnato che anche nel buio può resistere una scintilla di umanità. La domanda è: Ellie riuscirà a trovarla in tempo?

Un episodio indimenticabile, ma destabilizzante

Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)
Una scena di The Last of Us 2 Episodio 2 (fonte: HBO)

Through the Valley è un terremoto narrativo. Strappa via il cuore della storia per mostrarci cosa succede quando non resta che l’eco. È televisione che sfida lo spettatore, che non ha paura di far male per dire qualcosa di vero. È una puntata difficile, tosta, ma necessaria. La serie non cerca più l’empatia facile: vuole che ci interroghiamo, che ci arrabbiamo, che soffriamo.

Siamo pronti a seguire Ellie nel suo percorso di vendetta? Saremo in grado di perdonare Abby? E soprattutto, The Last of Us riuscirà davvero a sopravvivere a una svolta così brutale?

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