Il sequel di Un piccolo favore alza la posta in gioco con una trama ancora più assurda, luccicante e piena di colpi di scena. Un’altro piccolo favore riporta in scena l’improbabile duo formato da Stephanie Smothers (Anna Kendrick) e l’enigmatica Emily Nelson (Blake Lively), questa volta tra i colori e i drammi della costiera italiana. Tra identità scambiate, nozze mafiose e sorelle (ri)spuntate dal nulla, il film diventa un vero e proprio thriller da spiaggia con twist tanto geniali quanto sopra le righe. Ecco la spiegazione dettagliata del finale di Un altro piccolo favore e dei momenti più sconvolgenti.
Il ritorno di Emily: nuove nozze e vecchi rancori

Dopo cinque anni di carcere, Emily viene misteriosamente rilasciata grazie all’intervento del suo facoltoso fidanzato, Dante Versano, rampollo di una potente famiglia mafiosa italiana. Appena libera, non perde tempo: si presenta a una noiosissima presentazione del libro di Stephanie, che racconta (non troppo fedelmente) la loro vecchia storia, e la invita con una minaccia velata al suo matrimonio in Italia. Stephanie accetta, spinta da un misto di paura, curiosità e bisogno di materiale per il sequel del suo libro.
Una famiglia (molto) allargata e molto disturbata

Arrivate a Capri, le cose iniziano subito a puzzare di truffa e veleno. Emily si mostra stranamente fredda, Dante è visibilmente nervoso e all’orizzonte spunta l’inquietante zia Linda, una truffatrice incallita che il pubblico non aveva ancora conosciuto. Ma il vero colpo di scena arriva quando si scopre che Emily non è una gemella, ma una… tripletta. La terza sorella, Charity, creduta morta alla nascita, è stata invece rapita da Linda e cresciuta nell’ombra come pedina per i suoi piani criminali.
Charity: la sorella scomparsa, psicopatica e innamorata

Charity, cresciuta tra truffe e bambole inquietanti, sviluppa una personalità disturbata e una pericolosa ossessione per la sorella Emily. Decide quindi di drogare Emily e prenderne il posto il giorno delle nozze, sposando Dante al suo posto e poi… uccidendolo in modo spettacolare, con tanto di fuochi d’artificio. Anche l’ex marito Sean viene assassinato con una tossina potentissima, e pure un’agente dell’FBI ci lascia la pelle.
Stephanie incolpata, Emily imprigionata, tutto fuori controllo

Stephanie viene accusata dell’omicidio di Dante e messa agli arresti domiciliari. Intanto, la vera Emily è prigioniera e drogata, mentre Charity continua a impersonarla, mandando tutto in malora. Stephanie riesce a scappare e scopre, parlando con la madre di Emily (convinta che le sue figlie siano demoni), che Charity non è mai morta e che zia Linda ha orchestrato tutto sin dal parto.
Il confronto al limite e l’assurdo sacrificio di Charity

Il confronto finale avviene su una scogliera drammatica, dove Charity minaccia il figlio di Emily. Ma Emily riesce a manipolarla, baciandola (sì, davvero) e convincendola che il vero gesto d’amore sarebbe… prendersi la colpa di tutto. Charity accetta, uccide Linda e si consegna alla giustizia sotto l’identità di Emily, permettendo alla vera sorella di sparire nel nulla.
E poi? Emily in fuga, Stephanie in libreria

Stephanie torna negli Stati Uniti con Nicky, il figlio di Emily, e scrive un nuovo bestseller – omettendo giusto qualche dettaglio, tipo che sua sorella è una serial killer e ora in carcere ci sta l’altra. Emily, invece, si gode la libertà in Italia sotto falso nome, vestita come una spia con lo stylist di Beyoncé, finché non riceve un’ultima, inquietante richiesta da Portia, madre di Dante: “Ho un altro semplice favore da chiederti”.
Un terzo film in vista?

Il film si chiude lasciando ampio spazio a un terzo capitolo, con Emily in fuga, Charity in prigione, Stephanie sempre più coinvolta e Portia che sembra voler reclutare Emily per qualcosa di losco. La saga potrebbe continuare, e onestamente… noi in fondo in fondo ci speriamo.
