L’episodio : A New Deal. La serie: The Walking Dead, 2010. Regia: Jeffrey F. January. Cast: Norman Reedus, Melissa McBride, Lauren Cohan, Khary Payton, Ross Marquand, Lauren Ridloff, Josh Hamilton, Laila Robins, Jeffrey Dean Morgan.
Genere: horror. Durata: 44 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Disney+, in lingua originale.
Trama: Pamela fa imprigionare Lance con l’intenzione di processarlo pubblicamente per le sue malefatte troppo vistose. In cambio, Daryl e compagnia bella avranno diritto a una vita tranquilla, senza interferenze da parte del Commonwealth. O almeno così dice Pamela…
Procede, lenta e inesorabile, la terza e ultima parte della stagione conclusiva della serie principale di quello che, al netto del maggiore apprezzamento per le vicende di Walter White e Jimmy McGill, è davvero il franchise di punta della AMC. Franchise ormai inscalfibile, perché anche se la serie madre è destinata a concludersi fra poco più di un mese, sono già in cantiere svariati spin-off. E quello è un fattore che ha un certo peso su questa recensione di The Walking Dead 11×18.
La trama: scambio poco equo

Avevamo lasciato Daryl con un coltello puntato alla gola di Lance Hornsby, ma per il villain principale di questa parte finale dello show non è ancora giunto il momento della morte. Pamela Milton, infatti, propone a Maggie e Carol che il gruppo possa vivere in pace, in cambio del rilascio di Hornsby che sarà poi pubblicamente processato per ciò che ha fatto.
Lui è inizialmente convinto che sia tutto una finta di Pamela, per poi scoprire che lei è seria: le tattiche sporche fin troppo vistose non possono rimanere impunite. Anche perché, così facendo, lei può tenere fuori dai guai – per ora – il figlio Sebastian, altra figura scomoda all’interno del Commonwealth. Daryl, dal canto suo, fa la domanda che è sulla bocca di tutti: ci si può veramente fidare di queste persone?
Cambio di rotta

Come lo scorso episodio, A New Deal si apre con la voce narrante di Judith Grimes che commenta i lutti passati (Merle Dixon, Herschel Walker, eccetera). Questo è dunque il nuovo recap ufficiale per gli otto episodi che segnano la “morte” della serie, ma anche un ricordo di come lo show si è evoluto, e non per forza in bene.
Fino alla settima/ottava stagione, infatti, l’uscita di scena dei personaggi era parte integrante della cifra stilistica della serie e, per quanto prevedibile, un meccanismo efficace per alimentare il pathos, lasciando intendere che nessuno fosse completamente fuori pericolo (questo anche nei fumetti, dove a tirare le cuoia c’è persino Rick Grimes). Poi, una volta ucciso Carl – scelta obbligata perché l’attore non era più anagraficamente compatibile con i salti temporali – nella premiere midseason dell’ottava annata, gli showrunner hanno sostanzialmente abbandonato questa pratica, uccidendo solo personaggi minori e per lo più poco memorabili.
Il principio dell’aria fritta

Certo, uccidere protagonisti a destra e a manca non è l’unico stratagemma per nutrire il lato drammatico della serie, ma avendolo venduto come uno dei suoi punti di forza per anni, lo show sta ora dimostrando una certa indifferenza nei confronti del proprio destino. Non aiuta, in tal senso, la conferma che praticamente tutti i personaggi principali continueranno a intrattenerci – o almeno quello sarebbe l’obiettivo – in già annunciati spin-off su Daryl, Maggie e Negan, e Rick e Michonne.
Come Hornsby, la serie è un sacrificio che il franchise pensa di fare per potersi rigenerare con nuove varianti degli elementi classici, mantenendo in piedi una struttura che non ha minimamente intenzione di demolire. E così, almeno in questi primi due degli otto episodi che ci separano dal gran (?) finale, lo show stesso è diventato un morto che cammina, che vaga senza una meta precisa in cerca di un sempre più introvabile sostentamento.
La recensione in breve
Come l'episodio precedente, questo capitolo della stagione finale di The Walking Dead si presenta con fare agonizzante, senza un scopo preciso al di là della necessità di allungare il più possibile il brodo narrativo.
- Voto CinemaSerieTV
