Il film Taxi Driver, diretto da Martin Scorsese, si conclude con una sequenza sanguinosa e ambigua: Travis Bickle, sempre più isolato e disturbato mentalmente, decide di “ripulire” la città dalla corruzione e dalla violenza. Dopo aver fallito nel suo piano di assassinare un politico, si reca nel bordello dove lavora la giovane prostituta Iris e, armato fino ai denti, uccide il suo protettore Sport (Harvey Keitel) e altri due uomini. Gravemente ferito, Travis si accascia su un divano, insanguinato, mentre arrivano le forze dell’ordine. La scena finale vera e propria mostra, sorprendentemente, che Travis è sopravvissuto e viene celebrato dalla stampa come un eroe che ha salvato Iris.
Il finale di Taxi Driver è volutamente ambiguo e controverso. Se da un lato Travis viene osannato come un salvatore, la sua azione nasce da un impulso disturbato e violento, non da un autentico senso civico. La stampa e l’opinione pubblica lo trasformano in un eroe, ma lo spettatore sa che ciò che lo ha guidato è lo stesso disprezzo e disagio sociale che lo ha accompagnato per tutto il film. L’idea che una società cieca premi un gesto tanto brutale è una feroce critica da parte di Scorsese all’America degli anni ’70.
C’è anche chi interpreta l’ultima parte del film – in particolare l’epilogo, in cui Travis torna a fare il tassista e riceve una visita da Betsy, la donna che lo aveva rifiutato – come un’allucinazione o un sogno pre-morte. Il fatto che Travis guardi improvvisamente nello specchietto retrovisore con uno scatto di tensione, proprio nei secondi finali, lascia intendere che la sua mente potrebbe essere tutt’altro che guarita.

Taxi Driver (1976) è uno dei film simbolo della New Hollywood, scritto da Paul Schrader e diretto da Martin Scorsese (per molti considerato tra i suoi migliori). Racconta la discesa nella follia di Travis Bickle (Robert De Niro), un ex marine solitario e disturbato, che lavora come tassista notturno nella New York degradata e violenta degli anni ’70. Ossessionato dalla sporcizia morale della città, Travis si convince di dover compiere una missione di “pulizia”, finendo per pianificare atti estremi.
Il film è un ritratto cupo e potente dell’alienazione urbana, sostenuto da una regia iconica, dalla colonna sonora di Bernard Herrmann e da una performance memorabile di De Niro. La pellicola ha vinto la Palma d’Oro a Cannes ed è considerata uno dei più grandi film della storia del cinema. Tra gli altri interpreti, spiccano Jodie Foster, Cybill Shepherd, Harvey Keitel e Albert Brooks.
