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Home » Film » Recensioni film » Jurassic World – La rinascita, la recensione: Un ritorno alle origini (quasi) vincente

Jurassic World – La rinascita, la recensione: Un ritorno alle origini (quasi) vincente

La recensione di Jurassic World – La rinascita: un ritorno spettacolare alle origini con Johansson protagonista e dinosauri più vivi che mai.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana2 Luglio 2025
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Una scena di Jurassic World - La rinascita (fonte: Universal)
Una scena di Jurassic World - La rinascita (fonte: Universal)
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Il film: Jurassic World – La rinascita, Film 2025 Regia: Gareth Edwards Sceneggiatura: David Koepp (basato sui personaggi creati da Michael Crichton)
Genere: Avventura, Fantascienza, Azione Cast: Scarlett Johansson, Jonathan Bailey, Mahershala Ali, Rupert Friend, Manuel Garcia-Rulfo, Ed Skrein, Luna Blaise, David Iacono, Audrina Miranda Durata: 2 ore e 14 minuti Dove l’abbiamo visto: In anteprima stampa (versione originale con sottotitoli)

Trama: I dinosauri sono quasi scomparsi, confinati sull’isola tropicale di Île Saint-Hubert. Qui, una potente azienda farmaceutica invia una squadra composta da una ex militare (Scarlett Johansson), un paleontologo idealista (Jonathan Bailey) e un capitano segnato dal passato (Mahershala Ali) per estrarre campioni di sangue da tre specie preistoriche. Ma l’isola nasconde mutazioni genetiche, predatori letali e famiglie in cerca di salvezza. Un’avventura spettacolare tra meraviglia, pericoli e riflessioni sul futuro dell’umanità.

A chi è consigliato? Jurassic World – La rinascita è ideale per chi ha amato il primo Jurassic Park e cerca un film che recuperi quella meraviglia visiva ed emotiva. Consigliato a chi apprezza l’avventura classica con tocchi di suspense e momenti di umanità. Meno adatto a chi si aspetta novità radicali nella trama o innovazioni narrative.


Dopo il disastroso finale di Jurassic World: Dominion, in molti avevano dato per spacciata la saga dei dinosauri. Ma Jurassic World – La rinascita riesce nell’impresa più difficile: riaccendere l’entusiasmo. Affidandosi alla regia di Gareth Edwards e alla sceneggiatura di David Koepp – lo stesso autore del primo Jurassic Park – il film prende le distanze dagli ultimi capitoli e sceglie di tornare a un approccio più classico, ricco di tensione, meraviglia e personaggi credibili. Il reboot soft azzera quasi tutto ciò che è accaduto finora e propone una nuova avventura che funziona sia per i nostalgici, sia per chi cerca puro intrattenimento.

L’azione si sposta sull’immaginaria isola di Île Saint-Hubert, dove i dinosauri – ormai morenti nel resto del mondo – vivono ancora indisturbati. Qui, una missione ad alto rischio organizzata da una spietata azienda farmaceutica dà il via a un susseguirsi di avventure, incontri spettacolari e pericoli letali.

Il cast fa la differenza

Una scena di Jurassic World - La rinascita (fonte: Universal)
Una scena di Jurassic World – La rinascita (fonte: Universal)

Uno dei meriti principali di La rinascita è quello di introdurre un cast del tutto nuovo, finalmente slegato dai volti logori della precedente trilogia. Scarlett Johansson è la protagonista assoluta, nel ruolo di Zora Bennett, ex militare trasformata in mercenaria, decisa, risoluta e sorprendentemente empatica. Il suo personaggio è credibile, nonostante i cliché del genere, e viene sviluppato senza forzature romantiche. Il suo rapporto con Henry Loomis – interpretato da un ottimo Jonathan Bailey – regala momenti di leggerezza e umanità. Bailey porta sullo schermo un paleontologo timido, intellettuale, spaesato ma mai ridicolo, che rappresenta il punto di vista dello spettatore incantato di fronte ai dinosauri.

A completare la squadra, Mahershala Ali nel ruolo del capitano Duncan Kincaid, un uomo segnato da un lutto, che aggiunge spessore emotivo alla narrazione e non si limita a fare da spalla d’azione. Il trio funziona alla perfezione, con dinamiche ben scritte e interpretazioni misurate che danno nuova vita al franchise.

Una trama semplice, ma efficace

Una scena di Jurassic World - La rinascita (fonte: Universal)
Una scena di Jurassic World – La rinascita (fonte: Universal)

La storia non cerca di reinventare la ruota. L’obiettivo del team è raccogliere campioni di sangue da tre specie – terrestre, acquatica e volante – per scopi apparentemente medici, ma in realtà dettati dall’avidità del solito villain aziendale (un perfetto Rupert Friend nei panni di Martin Krebs). Il pretesto narrativo serve a condurre i personaggi in un contesto ricco di pericoli, tra giungle incontaminate, nidi da cui è meglio stare alla larga e laboratori abbandonati dove nulla è davvero morto.

Parallelamente seguiamo una famiglia naufragata in mare, che finisce sull’isola dopo un incontro ravvicinato con un Mosasaurus. Il padre Reuben (Manuel Garcia-Rulfo) cerca di riconnettersi con le figlie Teresa e Isabella durante una vacanza forzata che si trasforma in incubo. Questo doppio binario narrativo – azione militare e racconto familiare – consente al film di alternare momenti di adrenalina a scene più tenere e umane, con risultati equilibrati.

Suspense, dinosauri e Spielberg ovunque

Una scena di Jurassic World - La rinascita (fonte: Universal)
Una scena di Jurassic World – La rinascita (fonte: Universal)

Fin dalle prime scene è chiaro che Gareth Edwards vuole omaggiare l’eredità spielberghiana. Lo fa senza scimmiottare, ma con rispetto e intelligenza. Le inquadrature che suggeriscono la presenza dei dinosauri prima di mostrarli, la suspense costruita su dettagli sonori, l’uso contenuto e calibrato della CGI: tutto contribuisce a creare un’atmosfera da grande cinema d’avventura. L’approccio visivo è rafforzato dall’uso della pellicola 35mm e da location reali girate in Thailandia, che conferiscono al film un impatto visivo autentico e lontano dall’artificialità digitale degli ultimi capitoli.

Le sequenze d’azione sono numerose e ben ritmate: il naufragio iniziale, la scalata alla tana dei Quetzalcoatlus, la corsa nella giungla inseguiti da un titanico Spinosauro e l’inseguimento su zattera con un T. Rex che nuota (e fa paura). Ma sono i momenti di pausa – come l’incontro tra Henry e i titanosauri – a dare al film quel senso di meraviglia che mancava da anni nella saga.

Emozione e riflessione

Una scena di Jurassic World - La rinascita (fonte: Universal)
Una scena di Jurassic World – La rinascita (fonte: Universal)

Uno degli aspetti più sorprendenti di La rinascita è la sua capacità di commuovere. I rapporti tra i personaggi vengono costruiti con cura, e le interazioni con le creature non sono solo fonte di pericolo, ma anche occasione di riflessione. La piccola Isabella che si affeziona a un Aquilops battezzato “Dolores” è un chiaro richiamo all’iconografia spielberghiana dei bambini e degli animali. Ma anche Zora, Kincaid e Henry affrontano una crescita personale, trovando nuovi significati nei propri traumi grazie al confronto con un mondo perduto e ancora vivo.

La componente etica non viene mai approfondita fino in fondo, ma è presente: ha senso riportare in vita creature estinte? È giusto sfruttarle per profitto? La sceneggiatura lancia spunti interessanti, anche se preferisce restare in superficie per non rallentare il ritmo narrativo.

Più omaggio che innovazione

Una scena di Jurassic World - La rinascita (fonte: Universal)
Una scena di Jurassic World – La rinascita (fonte: Universal)

Il grande limite di Jurassic World – La rinascita è la sua natura derivativa
. Per quanto efficace e spettacolare, il film non aggiunge nulla di nuovo alla mitologia della saga. Il Distortus Rex, nuova creatura ibrida protagonista del terzo atto, sembra uscito da un film fantasy più che da un thriller scientifico, e alcune scene (come la replica della cucina di Jurassic Park) risultano un po’ troppo strizzate d’occhio. Il product placement è eccessivo e talvolta ridicolo, e il film sembra quasi più interessato a sistemare gli errori del passato che a costruire qualcosa di davvero originale per il futuro.

Ma tutto ciò viene compensato da una regia solida, una scrittura consapevole e un cast brillante. E se anche non segna un nuovo inizio per il franchise, La rinascita è il modo giusto per chiuderlo con dignità e spettacolo.

La recensione in breve

7.0 Nostalgico

Jurassic World – La rinascita è un’avventura spettacolare che riporta in auge lo spirito del primo film, grazie a una regia ispirata, un cast affiatato e una rinnovata attenzione per la meraviglia. Non innova, ma diverte, emoziona e, soprattutto, convince.

Pro
  1. Scarlett Johansson carismatica e credibile nel ruolo principale
  2. Jonathan Bailey sorprendente e tenero
  3. Regia efficace, che valorizza suspense e atmosfera
  4. Sequenze spettacolari ben bilanciate con momenti più intimi
  5. Uso intelligente della pellicola e location naturali
  6. Ritorno a una meraviglia “spielberghiana”
  7. Ritmo narrativo ben gestito
Contro
  1. Trama prevedibile e derivativa
  2. Il nuovo mostro ibrido non è particolarmente memorabile
  3. Poco spazio a riflessioni veramente nuove
  4. Finale spettacolare ma già visto
  • Voto CinemaSerieTV.it 7.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
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