Qualche tempo fa, Sharon Stone ha rivelato di essere stata raggirata durante la realizzazione di Basic Instinct , in particolare nella scena cult dell’interrogatorio, durante la quale accavalla le gambe rivelando che non indossa biancheria intima.. Nel suo libro autobiografico La bellezza di vivere due volte, l’attrice racconta che le fu chiesto di togliersi la biancheria intima sul set, con la motivazione che “il bianco rifletteva la luce” e che, comunque, “non si sarebbe visto nulla”.

Come riporta Vanity Fair, Sharon ha scritto nel libro:
“È stato così che ho visto per la prima volta la ripresa della mia va**na, molto tempo dopo che mi era stato detto: ‘Non si vede niente — ho solo bisogno che ti tolga le mutandine perché il bianco riflette la luce, così sappiamo che le hai indosso.’”
La proiezione della versione finale del film fu per lei un momento scioccante: fu convocata in una sala con agenti e avvocati, molti dei quali nemmeno coinvolti nel progetto, e lì vide per la prima volta l’inquadratura incriminata. Lì per lì uscì dalla sala, schiaffeggiò Paul Verhoeven, salì in macchina e chiamò il suo legale Marty Singer. Fu quest’ultimo a chiarirle che, secondo quanto stabilito dalla Screen Actors Guild, “non era legale riprenderla in quel modo senza consenso esplicito”.
“Dopo la proiezione, dissi a Paul quali fossero le opzioni che Marty mi aveva prospettato. Naturalmente lui negò con forza che io avessi delle scelte. Ero solo un’attrice, solo una donna; quali scelte avrei mai potuto avere?”
Verhoeven, a quanto riferito da Harper’s Bazaar, ha negato le accuse. La versione di Sharon Stone, però, è netta: lei fu ingannata, nonostante avesse duramente lavorato per ottenere quel ruolo e avesse sentito che il regista l’aveva sostenuta più di altri. Dopo molte riflessioni, scelse comunque di non opporsi alla scena, valutando che fosse coerente con il personaggio e necessaria per il film:
“Perché l’ho fatto? Perché era giusto per il film e per il personaggio e perché, alla fine, l’avevo fatto io.”
In ogni caso, spiega, il ruolo della mantide bionda Catherine Tramell le costò molto anche sul piano emotivo. Durante le riprese, racconta, aveva incubi ricorrenti, episodi di sonnambulismo e forti stati d’ansia.
“Posso dire che quel ruolo è stato di gran lunga il più impegnativo che avessi mai affrontato, per quanto riguarda l’esplorazione del mio lato oscuro. È stato terrificante. Durante la lavorazione ho camminato nel sonno tre volte, e in due occasioni mi sono svegliata completamente vestita nella mia auto, nel garage. Ho avuto incubi orribili.”

Dopo Basic Instinct, Sharon Stone diventò una star – tanto che Sharon raccontò che da un giorno all’altro i fan si aggrappavano alla sua auto – e la prima che era diventata famosa, fu Faye Dunaway, che la accompagnò alla premiere di Basic Instinct.
“Eravamo in una grande sala di proiezione; quando il film finì, calò un silenzio assoluto. Faye mi afferrò il braccio e sussurrò: “Non muoverti”, e io non mi mossi. Neanche Michael, seduto davanti a me, si mosse. Guardò a sinistra e a destra, verso i produttori e verso Paul. Finalmente, dopo quella che sembrò un’eternità, il pubblico cominciò a urlare e ad applaudire. “E adesso?”, dissi a Faye, e lei rispose: “Adesso sei una grande star e possono tutti baciarti il cu*o.”
A proposito, sapete che tempo fa Chiara Ferragni si è vestita da Sharon Stone in Basic Instinct, per Halloween?
