Il film: So cosa hai fatto, 2025. Regia: Jennifer Kaytin Robinson. Cast: Madelyn Cline, Danica Richards, Chase Sui Wonders, Ava Brucks, Jonah Hauer-King, Milo Griffin, Tyriq Withers, Teddy Spencer, Sarah Pidgeon, Jennifer Love Hewitt, Freddie Prinze Jr. Genere: Slasher, Horror. Dove l’abbiamo visto: Al cinema.
Trama: Nel 2024, un gruppo di amici è coinvolto in un incidente mortale durante i festeggiamenti del 4 luglio e decide di insabbiare tutto. Un anno dopo, iniziano a ricevere minacce da qualcuno che sa cosa hanno fatto. Le morti si susseguono, e per sopravvivere devono rivolgersi a Julie e Ray, i superstiti degli omicidi del 1997. Il killer, mascherato da pescatore, sembra voler riprendere la scia di sangue interrotta anni prima.
A chi è consigliato? : Consigliato ai nostalgici degli slasher anni ’90 e ai fan della saga originale. Sconsigliato a chi cerca un horror con personalità o innovazione.
Nella seconda metà degli anni Novanta, complice il successo di Scream, lo sceneggiatore Kevin Williamson poté rispolverare un copione più vecchio, precedentemente rifiutato dagli studios perché si pensava che gli slasher fossero passati di moda. Quel copione, liberamente adattato da un romanzo di Lois Duncan, divenne So cosa hai fatto, un horror più schietto e meno autoironico, notevole principalmente per aver lanciato la carriera da adulta di Jennifer Love Hewitt, all’epoca ancora limitata a ruoli da teenager. Un anno dopo arrivò il sequel, Incubo finale, poco riuscito ma a suo modo divertente poiché consapevole dei limiti della sua scrittura, e nel 2006 arrivò il terzo film, un episodio spurio destinato al mercato dell’home video e a dir poco ridicolo nel suo tentativo di sfruttare il nome del franchise (il cattivo era il fantasma del killer del primo capitolo, che se la prendeva con un gruppo di adolescenti a caso).
Ed ecco che, diciannove anni dopo quella deviazione bislacca (senza contare la versione seriale su Prime Video e il fallito tentativo di reboot da parte di Mike Flanagan), la Sony e il produttore Neal H. Moritz hanno deciso di tornare all’ovile con un sequel ufficiale dei primi due lungometraggi, di cui parliamo nella nostra recensione di So cosa hai fatto.
Ritorno a Southport

4 luglio 2024: dopo una festa di fidanzamento, alcuni amici si recano nel posto con la visuale migliore per guardare i fuochi d’artificio. Lì sono coinvolti in un tragico incidente, sul quale decidono di mentire per evitare problemi, anche se una del gruppo, Ava, si era detta disposta a dire la verità alla polizia. Un anno dopo, lei ritorna a Southport e ritrova la solita combriccola, ma l’allegria è di breve durata: nel corso di un’altra festa, tra i regali salta fuori una busta contenente un biglietto con la scritta “So cosa hai fatto l’estate scorsa”, e presto le persone care ai membri del gruppo cominciano a morire male, uccise da un individuo vestito da pescatore e armato di uncino. Sembra che il killer si sia ispirato agli omicidi che sconvolsero Southport nell’estate del 1997, ma non ci sono informazioni in merito poiché le autorità, per agevolare il turismo, hanno insabbiato l’intera vicenda. Per sopravvivere, i giovani di turno devono quindi rivolgersi ai due superstiti di allora: Ray Bronson, rimasto a Southport dove gestisce un bar, e Julie James, che insegna non lontano dalla città ma ha promesso di non mettere mai più piede nel luogo dove ha rischiato di morire anni addietro.
La coppia di nuovo in azione

Ovviamente si è parlato soprattutto del ritorno in scena dei due protagonisti originali del franchise, Jennifer Love Hewitt e Freddie Prinze Jr. (ci sono anche dei camei fotografici di Sarah Michelle Gellar, a cui il film rende ripetutamente omaggio poiché lei è amica della regista Jennifer Kaytin Robinson, e Ryan Phillippe). E sono difatti le due presenze più interessanti di un progetto che vuole essere come il quinto Scream senza averne una vera giustificazione, abbinando il duo a un gruppo di giovani interpreti volenterosi ma abbastanza anonimi, penalizzati soprattutto da una sceneggiatura che non fa molto a parte riciclare stancamente la struttura del capostipite per cavalcare l’onda del ritorno in voga delle pellicole di successo di decenni passati, cercando di ricrearne l’atmosfera in modo posticcio (laddove l’originale era stato veramente girato a Southport, nel North Carolina, questo legacyquel ha ricostruito le location in Australia).
L’estate sta finendo

C’è un grande momento di ironia un po’ spicciola ma ammirevole nella sua spudoratezza, quando un personaggio dice “La nostalgia è sopravvalutata”, frecciatina per nulla sottile nei confronti di una certa tendenza della cultura popolare americana. Ma è anche una frase paradossale all’interno di quella che è un’operazione nostalgia senza particolari guizzi che ne giustifichino l’esistenza al di là dello sfruttamento commerciale del marchio (c’è una breve allusione alla popolarità del true crime, ma è una sottotrama che muore più rapidamente delle vittime umane). Così come era prevedibile e fuori tempo massimo il primo film, lo è anche questo sequel il cui pregio maggiore è forse l’ennesima riconferma dell’assurdità del nome della società del produttore Neal H. Moritz: Original Film. Insomma…
La recensione in breve
Jennifer Love Hewitt e Freddie Prinze Jr. cercano di risollevare le sorti del franchise horror di cui furono a suo tempo protagonisti, ma la formula già usurata al momento dell'uscita originale non è invecchiata particolarmente bene.
Pro
- Jennifer Love Hewitt e Freddie Prinze Jr. funzionano ancora come ponte tra passato e presente
- Una sequenza in particolare usa la nostalgia in modo beffardo e intelligente
Contro
- La formula dello slasher viene riproposta senza particolari reinvenzioni o variazioni
- Le scene di violenza sono eseguite in modo abbastanza banale
- Voto CinemaSerieTV
