Il film: I Fantastici Quattro – Gli inizi (2025) Regia: Matt Shakman Genere: Supereroi, Fantascienza, Avventura
Cast: Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Joseph Quinn, Ebon Moss-Bachrach, Ralph Ineson, Matthew Wood
Durata: 129 minuti Dove l’abbiamo visto: Al cinema in anteprima stampa (versione originale con sottotitoli)
Trama: In un universo alternativo (Terra-828), Reed Richards, Sue e Johnny Storm e Ben Grimm sono astronauti che ottengono poteri straordinari dopo una tempesta cosmica. Uniti come una famiglia disfunzionale ma affiatata, i Fantastici Quattro si trovano a fronteggiare una minaccia colossale: Galactus, il divoratore di mondi. Inizia così un’avventura retro-futurista che reinterpreta i classici Marvel con uno sguardo nuovo e affascinante.
A chi è consigliato? Ai fan della Marvel e in particolare dei fumetti disegnati da Jack Kirby.
Da trent’anni i fan della Marvel sognavano un adattamento cinematografico memorabile per i Fantastici Quattro, il gruppo che ha dato il via all’universo fumettistico della Casa delle Idee nel 1961 (con una memorabile copertina che viene replicata in questo nuovo film, in una sequenza che riassume le gesta del quartetto per non riproporre la solita origin story). C’è stato il fantomatico film del 1994, prodotto da Roger Corman, ufficialmente proiettato una volta sola e poi sparito dalla circolazione; poi il dittico degli anni Duemila, con alti (le interpretazioni di Michael Chiklis e Chris Evans) e bassi (la maggior parte del resto); infine, la versione del 2015, che voleva rileggere il tutto in chiave più dark e si trasformò in un prodotto confuso e monco, segnato da palesi riprese aggiuntive (il taglio di capelli dell’attrice Kate Mara è vistosamente diverso da una scena all’altra per tutto il film).
E poi, complice l’acquisizione della Fox da parte della Disney, i diritti sono tornati in mano alla Marvel, che a partire dal 2019 ha potuto progettare l’inserimento di Reed Richards, Sue Storm, Johnny Storm e Ben Grimm nel Marvel Cinematic Universe. Ed eccoli che arrivano, all’inizio di quella che è la Fase Sei del progetto cinematografico della Casa delle Idee, quella che dove concludere la cosiddetta Multiverse Saga e a suo modo resettare il franchise integrando al suo interno i personaggi che fino a un decennio fa erano in mano a un altro studio e quindi inutilizzabili. Forse anche per questo si allude ai primi passi nel titolo originale di questo trentasettesimo lungometraggio dei Marvel Studios, di cui parliamo nella recensione de I Fantastici Quattro – Gli inizi.
Quattro sotto un tetto

La storia si svolge non su Terra-616, designazione standard del mondo dove hanno luogo quasi tutte le vicende dei film del MCU, ma su Terra-828 (il numero, come chiarito nei titoli di coda, è un omaggio a Jack Kirby, co-creatore dei personaggi e storico disegnatore il cui tratto ha influenzato l’estetica retro-futurista di questo lungometraggio). Qui vivono i Fantastici Quattro, astronauti che hanno acquisito superpoteri in seguito a una tempesta cosmica: Reed Richards, alias Mr. Fantastic, può allungare a dismisura il proprio corpo; sua moglie Sue Storm, la Donna Invisibile, oltre ad avere la capacità a cui allude il nome di battaglia è anche in grado di generare campi di forza; il di lei fratello, Johnny Storm, è la Torcia Umana, avvolto dal fuoco che gli consente anche di volare; e Ben Grimm, migliore amico di Reed, è la Cosa, con un corpo di pietra arancione che gli dà forza e resistenza sovrumana. Insieme difendono tutta la Terra, ma la cosa si rivelerà più complicata del solito con l’arrivo di una minaccia colossale: Galactus, il divoratore di mondi, un alieno abnorme che consuma letteralmente interi pianeti.
La famiglia prima di tutto

Tra i grandi punti di forza del film di Matt Shakman (già efficace evocatore di immaginari d’altri tempi con la miniserie WandaVision sempre per la Marvel) c’è la scelta del cast principale, con i quattro interpreti perfettamente in sintonia per quel che riguarda la dimensione corale del progetto e le interazioni fra i membri di questa stramba famiglia. Sul piano della bravura e dell’intensità domina Vanessa Kirby nei panni di Sue, ma non sono esattamente da meno i suoi compagni d’avventura Pedro Pascal (Reed), Joseph Quinn (Johnny) ed Ebon Moss-Bachrach (Ben). Menzione doverosa anche per il caratterista inglese Ralph Ineson che conferisce la giusta dimensione inquietante a Galactus, qui rappresentato con il suo classico design fumettistico dopo essere apparso sotto forma di nuvola nel 2007, mentre per i fan dei robot si annuncia come irresistibile il buon H.E.R.B.I.E., la cui voce è opera di Matthew Wood, storico responsabile della Skywalker Sound all’interno di Lucasfilm e doppiatore del Generale Grievous nel franchise di Star Wars.
Un mondo fantastico

Dopo due film consecutivi (Captain America: Brave New World e Thunderbolts*) che potevano mettere soggezione per la presunta necessità di fare un ripassino prima della visione (dato che si parlava in parte di personaggi introdotti nelle serie prodotte per Disney+), la Fase Sei ha l’accortezza di iniziare con un’avventura completamente, perfettamente autoconclusiva, al netto della scena durante i titoli di coda che promette l’inevitabile crossover con gli Avengers. Siamo letteralmente in un mondo a sé, un universo alternativo dal look nostalgico, con tutto l’immaginario di Kirby replicato fedelmente sullo schermo, ma molto al passo coi tempi con la sua riflessione sul culto della celebrità che influenza il rapporto tra il quartetto e il resto del mondo. Un mondo dove lo spettacolo e l’emozione coesistono in quasi perfetto equilibrio (la battaglia finale è un po’ frettolosa e schematica, come da copione quando si tratta di questo genere), restituendo alla prima famiglia Marvel quella dimensione epica e visionaria, e al contempo intima, che nelle versioni precedenti non era mai del tutto presente. Non siamo ancora a livelli “fantastici”, ma la strada per arrivarci è promettente.
La recensione in breve
I Fantastici Quattro tornano al cinema con un film che riesce finalmente a dare ai personaggi il giusto mix di spettacolo, humour, emozione e potenza visionaria.
Pro
- Il cast è impeccabile, Vanessa Kirby in primis
- L'apparato visivo, ispirato ai disegni di Jack Kirby, è molto affascinante
- Galactus è un villain impressionante
Contro
- La parte finale, come spesso capita in queste produzioni, è un po' frettolosa
- Voto CinemaSerieTV
