L’ipotesi di una reunion del cast originale di Harry Potter non si realizzerà mai. A confermarlo è Chris Columbus, regista dei primi due capitoli della saga, che in un’intervista ha spiegato come le posizioni di J.K. Rowling abbiano reso impossibile qualsiasi progetto comune. Negli ultimi anni, l’autrice è stata criticata per le sue prese di posizione contro i diritti delle persone trans, dichiarazioni che hanno incrinato il suo rapporto con i fan e con gli stessi attori protagonisti della saga.

Columbus aveva più volte manifestato il desiderio di portare sul grande schermo Harry Potter e la maledizione dell’erede, spettacolo teatrale ambientato vent’anni dopo la sconfitta di Voldemort, ma al Times UK ha detto di aver definitivamente accantonato l’idea:
“È diventato tutto troppo complicato, con le questioni politiche in mezzo. Ognuno nel cast ha la propria opinione, che è diversa dalla sua, il che rende impossibile andare avanti. Non accadrà mai”
Il regista ha sottolineato come le divergenze con Rowling siano ormai insanabili.
“Non parlo con la signora Rowling da circa dieci anni, quindi non ho idea di cosa stia succedendo con lei. Certamente non condivido la sua visione, la trovo molto triste”
Una posizione che riflette quella di diversi interpreti della saga. Emma Watson, Rupert Grint, Daniel Radcliffe hanno più volte espresso pubblicamente il loro sostegno alla comunità trans, prendendo le distanze dall’autrice. Rowling, dal canto suo, ha dichiarato che non perdonerà mai chi sostiene l’accesso alle cure mediche per le persone trans, definendo la loro scelta un tradimento.
Come riporta Deadline, nella stessa intervista, Columbus ha criticato la nuova serie HBO su Harry Potter, sostenendo che è difficile immaginare altri attori nei ruoli iconici di Alan Rickman, Maggie Smith e Robbie Coltrane. Una posizione opposta rispetto a quanto detto all’inizio dell’anno, quando aveva definito il progetto “un’idea spettacolare”. Dopo aver visto le prime immagini dei personaggi, ha concluso chiedendosi: “Qual è il senso?”.
