La giornalista Gaia Tortora, una delle due figlie di Enzo Tortora, ha commentato i primi due episodi della serie Portobello, diretta da Marco Bellocchio, che rievoca l’errore giudiziario nel quale fu coinvolto il conduttore, nei primi anni ’80. La miniserie, presentata in questi giorni alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 si sviluppa in sei episodi e uscirà probabilmente su Sky nel corso del 2026. Gaia si è detta soddisfatta della serie, e con amarezza ne ha sottolineato l’aderenza ai fatti: “È tutto riprodotto fedelmente, anche le scene in cui gli sputano addosso.”
A Repubblica, Gaia Tortora ha detto
“Ho visto le prime due puntate e le ho trovate molto coraggiose. Bellocchio ha fatto un’opera di studio e ricostruzione profonda. Mi piace che ci sia il contesto, il ricordo di chi era mio padre nel suo lavoro, perché questo restituisce senso a quel che è accaduto. Non c’è solo la vittima di malagiustizia, c’è tutto quel che era prima ed è stato spazzato via”
Tortora aveva 13 anni quando suo padre fu arrestato e lei vide in tv quando fu portato via in manette, dalla caserma. Quel giorno aveva fatto l’esame di terza media, ma per lei tutto cambiò: “Sono passata in un attimo dalle bambole a Regina Coeli”. Di quel periodo ricorda il clima da “follia collettiva” che a suo dire la serie di Bellocchio restituisce bene.
“Sapevo che eravamo dentro a una follia collettiva. Mi è piaciuto ritrovare nell’opera di Bellocchio quel senso di follia, di brutto sogno, di scarto tra il vero e il verosimile. È stata una forma di violenza terribile e non per un errore fatto. Un giorno qualcuno entra nella tua vita e decide che deve cambiare per sempre”
La giornalista ha anche commentato il modo in cui vengono ritratti i giudici, nella serie.
“È un lavoro che finalmente mette al loro posto quei magistrati. Trovo geniale la trovata del Pulcinella con la toga che appare alla fine della prima puntata. Non è casuale perché mio padre nelle lettere li definiva degli infami Pulcinella. Chi è rimasto si offenderà, ma questo è”

La figura del pulcinella viene ripresa anche nel poster della serie di Bellocchio, che raffigura un pappagallo (quello del programma Portobello, condotto da Tortora negli anni ’80) poggiato su una maschera di Pulcinella.
A condividere la battaglia per Enzo – accusato di reati gravi ai quali risultò estraneo – non ci furono solo le sue figlie Gaia e Silvia, ma anche la sua ex moglie e sua sorella Anna. Oggi Gaia prosegue il suo impegno nelle carceri.
“Continuo a trovare tanta bellezza e umanità in carcere. C’è un mondo, e se ne fai una discarica sociale, ti restituisce una discarica aggravata. In carcere non ho paura, forse sento un debito di riconoscenza verso i detenuti che aiutarono mio padre. Diceva sempre che aveva trovato molta più umanità lì dentro che nel suo mondo. Se c’è un posto in cui le persone capiscono subito chi sei, cosa hai fatto, è la prigione. E mio padre ha vissuto in carcere da innocente”
A questo link potete vedere il trailer di Portobello.
