Una delle pagine più clamorose della carriera di Emilio Fede fu il suo licenziamento da Mediaset, nel 2014, a causa del suo coinvolgimento in un’indagine per associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione, legata a foto scabrose (poi risultate essere dei fotomontaggi) e file audio compromettenti che riguardavano due dirigenti dell’azienda, Mauro Crippa e Fedele Confalonieri. Nel 2012 Fede infatti, in vista di un licenziamento, Fede avrebbe provato a ricattare i due dirigenti per ottenere una buonuscita di 820mila euro più un contratto di tre anni. Il provvedimento pose fine a un contratto molto generoso, che prevedeva uno stipendio mensile di 27 mila euro e numerosi benefit – la casa a Milano 2, bollette pagate, segretaria, autisti e ufficio – sancendo la definitiva rottura con il Biscione.

Come riporta La Stampa, il 30 ottobre 2014 Emilio Fede ricevette una raccomandata con cui Mediaset comunicava il suo licenziamento, effettivo dal giorno successivo. Il provvedimento arrivò a pochi giorni dalla sentenza d’appello del processo Ruby due, in cui Fede era stato condannato in primo grado a sette anni di reclusione.
Mediaset giustificò la decisione con il coinvolgimento di Fede in un’indagine della Procura di Milano su un episodio di due anni prima, per il quale era accusato di associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione, legata a false foto a luci rosse e file audio compromettenti che lo vedevano, secondo l’accusa, come promotore o intermediario nella diffusione del materiale. Alcune di queste foto e file sarebbero stati messi in vendita dal suo ex personal trainer Gaetano Ferri su indicazione di Fede. Un epis
Emilio Fede ha sempre negato qualsiasi intento di ricatto, sostenendo che le immagini fossero state da lui acquistate per rimuoverle dal mercato e poi consegnate a Mediaset. La società, pur non denunciandolo, annunciò la possibilità di costituirsi parte civile al termine dell’inchiesta.
“Ma quale ricatto! Io pagai quella foto e anche 5.000 euro per il transessuale (sic) che aveva posato e poi la consegnai a chi di dovere in Mediaset. E loro mi licenziarono in tronco”
Il licenziamento del 2014 pose fine anche a benefici economici e materiali: oltre allo stipendio mensile di 27 mila euro, Fede perse la lussuosa casa a Milano Due, gli autisti, la segretaria e l’ufficio aziendale.

Il primo allontanamento di Fede dal Tg4 avvenne nel 2012, dopo l’episodio dei fotomontaggi che coinvolgevano Mauro Crippa, allora direttore generale dell’informazione di Mediaset. Fede ottenne poi un nuovo contratto grazie all’intercessione di Silvio Berlusconi, ma non tornò mai in video. Nel 2023 raccontò:
“Vado allo stadio con il Cavaliere, torno e trovo il mio ufficio chiuso. Un avvocato e un altro figuro che mi dicono: lei ha chiuso, licenziato. Dopo tutto quello che avevo fatto!”
Stando a quanto riportò La Stampa qualche anno dopo, la difesa di Fede ribadì che non tentò di ricattare i due dirigenti. L’avvocato del giornalista, Raffaella Mario, in sede giudiziaria, argomentò:
“Quel giorno il giornalista, che aveva appena terminato di condurre il suo telegiornale, non si aspettava di essere licenziato. Ecco perché fa ciò che per lui è più naturale: prima chiama Berlusconi, con cui non riesce a parlare, poi telefona al suo avvocato. Successivamente Fede tira fuori dal cassetto una fotografia e la sventola per pochi secondi. Le sue poche parole sono espressioni ingiuriose che manifestano la sua rabbia nei confronti di Mauro Crippa. Ma in quella condotta non ci fu nulla di minaccioso o di violento”
Il giornalista ha ricordato con amarezza anche la modalità del congedo:
“L’addio non è avvenuto in diretta, ma attraverso un’intervista-messaggio registrata. Neppure quando fu fatto fuori Mentana si impedì a un direttore uscente di salutare i telespettatori in diretta”
Fede sottolineò come le ragioni ufficiali fossero solo una parte della vicenda, legata a pressioni interne, età e tensioni accumulate nel tempo: un mix che, secondo lui, contribuì a creare il clima che portò al suo licenziamento.
Emilio Fede è morto il 2 settembre 2025 in una RSA nella quale era ricoverato da tempo. Il giornalista ha avuto due figlie, Sveva e Simona, nate dal matrimonio con Diana De Feo. Al link che segue vi raccontiamo i retroscena della sua gaffe su Berlusconi e Saddam Hussein.
