Gal Gadot, star di Wonder Woman e del recente Biancaneve, è apparsa visibilmente emozionata durante il gala organizzato a Los Angeles, il 18 settembre, da United Hatzalah of Israel, un’organizzazione israeliana di soccorso medico d’emergenza basata sul volontariato, che fornisce assistenza rapida sul territorio, non finanziata dal governo. L’attrice israeliana, davanti a 1.300 persone, ha chiesto al pubblico di non dimenticare gli ostaggi israeliani ancora prigionieri a Gaza dopo il massacro del Nova Music Festival del 7 ottobre 2023. Visibilmente commossa, Gadot ha detto:
«Mentre siamo qui stasera, non possiamo dimenticare i 48 ostaggi israeliani ancora trattenuti a Gaza. “Il loro ritorno sicuro deve restare la nostra preghiera più urgente e la nostra missione condivisa”.

Gadot ha descritto come un “vero privilegio” il poter sostenere un’iniziativa che, a suo avviso, riflette i valori fondamentali del popolo ebraico.
“Al cuore di tutto questo c’è la compassione, la scelta della vita, il farsi avanti gli uni per gli altri nei momenti di bisogno. Sono cresciuta con valori di gentilezza, coraggio e responsabilità, valori profondamente radicati nell’ebraismo. E vedo questi stessi valori vivi ogni giorno nel nostro popolo, che si rifiuta di cedere alla paura o all’odio, e sceglie invece la speranza, l’azione e l’umanità. Ho sempre creduto nel potere della pace e della convivenza. Ciò che mi commuove di più di questa organizzazione è il modo in cui riunisce persone di tutte le fedi, culture e percorsi di vita al servizio di un’unica missione sacra: salvare vite. Ebrei, musulmani, cristiani, uomini e donne di ogni origine, tutti uniti nel momento che conta di più».

Mentre la guerra a Gaza continua, migliaia di lavoratori del cinema hanno aderito a un appello promosso da Film Workers for Palestine per boicottare le istituzioni cinematografiche israeliane, accusate di essere coinvolte in “genocidio e apartheid” contro i palestinesi. L’attore Javier Bardem, sostenitore dell’iniziativa, ha dichiarato a The Hollywood Reporter:
“Alla fine di agosto, l’IAGS, l’Associazione Internazionale degli Studiosi di Genocidio, che ha studiato a fondo il concetto di genocidio, ha definito ciò che sta accadendo oggi a Gaza un genocidio. Ed è per questo che chiediamo il blocco commerciale e diplomatico e le sanzioni su Israele per fermare questo genocidio. Free Palestine”
Gadot, tuttavia, non è entrata nel merito del dibattito politico, concentrandosi sulla missione della serata: rendere omaggio a Yuval Raphael, cantante sopravvissuta al Nova Music Festival e seconda classificata all’Eurovision 2025. Consegnandole l’Hero Award, l’attrice ha affermato:
“Stasera onoriamo qualcuno che incarna una forza straordinaria. Yuval avrebbe potuto essere definita dalla tragedia, ma invece ha trasformato il suo dolore in uno scopo. Quest’anno ha portato la voce di Israele nel mondo all’Eurovision. Non si è limitata a classificarsi seconda: ha rappresentato con fierezza chiunque abbia provato paura o subito perdite, ricordandoci che la resilienza può brillare più forte dell’odio. Con la sua voce ha dato a milioni di persone una ragione per sperare, guarire e credere di nuovo. In un tempo di divisione, antisemitismo e dolore, Yuval ci ha ricordato che siamo più forti di ciò che cerca di spezzarci. La sua forza ci insegna che, anche nella notte più oscura, un nuovo giorno è sempre possibile”
Nelle scorse settimane, durante la Mostra del Cinema di Venezia, si è parlato di Gadot quando è stato lanciato un appello per chiedere di revocarle l’invito al Festival. L’attrice ha poi rifiutato, spiegando che aveva già previsto di non partecipare alla manifestazione.
A proposito di Israele, nei giorni scorsi Pif ha condiviso un video provocatorio in cui propone di usare il “metodo” di Israele anche in Italia, ma per scopi diversi.
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